31/08/2026
Yayoi Kusama, una delle artiste giapponesi più importanti dell’arte contemporanea, è morta il 14 agosto 2026 a Tokyo, a 97 anni.
La sua infanzia ebbe un ruolo fondamentale nella sua produzione artistica. Fin da bambina raccontava di avere allucinazioni visive e uditive, vedendo lampi di luce, reticolati e infiniti puntini luminosi che ricoprivano gli spazi intorno a lei. Il disegno divenne il suo rifugio e un modo per dare forma a queste esperienze, nonostante una madre che ostacolava le sue aspirazioni artistiche e la spingeva verso un matrimonio tradizionale.
Da queste esperienze nacque il suo caratteristico linguaggio artistico, basato su pois, reti, ripetizioni e sull’idea dell’infinito. Le sue opere più celebri comprendono le Infinity Nets, le Infinity Rooms e le grandi zucche a pois.
Negli anni Sessanta si trasferì a New York, entrando in contatto con le avanguardie, il minimalismo, la cultura hippy e il movimento femminista. Tornata in Giappone nel 1973, continuò a lavorare vivendo volontariamente in un ospedale psichiatrico.
Dagli anni Novanta la sua opera fu riscoperta a livello internazionale e dagli anni Duemila raggiunse una popolarità mondiale. Kusama trasformò le proprie ossessioni e la sua particolare percezione della realtà in un linguaggio artistico unico, diventando una delle figure più riconoscibili e influenti dell’arte contemporanea.
La storia di Yayoi ci parla della forza di trasformare le proprie ferite in consapevolezza,le difficoltà in crescita e in opportunità e di rinascita.
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