Usb Piacenza

Usb Piacenza Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Usb Piacenza, Sindacato, Via Cristoforo Colombo, 11, Piacenza.

Sabato 13 una grande giornata di lotta per la regolarizzazione di tutte e tutti, contro la remigrazione respingiamo il r...
15/06/2026

Sabato 13 una grande giornata di lotta per la regolarizzazione di tutte e tutti, contro la remigrazione respingiamo il razzismo

Sabato 13 è stata un’importante giornata nazionale di lotta contro l’assurda idea razzista di remigrazione, in cui lavoratrici e lavoratori sono scesi in piazza e hanno sfilato in corteo in decine di città italiane per rivendicare diritti e tutele per tutte le persone migranti. Da Milano a Vittoria, passando per Roma dove a centinaia sono arrivati fin sotto le finestre di Salvini, per dire basta con il razzismo e per la regolarizzazione di tutte e tutti.

Nel nostro Paese migliaia di lavoratrici e lavoratori migranti sono resi invisibili, con il costante ricatto istituzionale e burocratico che li spinge ai margini della società: costretti a file di giorni di fronte alle questure per il rinnovo dei documenti, subendo spesso caporalato e situazioni di sfruttamento estremo dovute proprio a questa situazione di marginalità sociale determinata dal quadro legislativo.

Persone che producono ricchezza in settori strategici come l’agricoltura o sono impiegati nel fondamentale lavoro di cura della popolazione.

È il momento di dire basta: vogliamo la regolarizzazione di tutte e tutti, salari adeguati, diritti e tutele. Fermiamo razzismo e sfruttamento, respingiamo al mittente la remigrazione!

Lunedì 8 giugno sciopero aziendale di 24 ore indetto da USB (Unione Sindacale di Base).
05/06/2026

Lunedì 8 giugno sciopero aziendale di 24 ore indetto da USB (Unione Sindacale di Base).

5 Giugno 2026 Cuba no esta sola: Conferenza online ore 17 con la partecipazione del CTC Cuba e della Prof. Creagh, IWIL'...
05/06/2026

5 Giugno 2026 Cuba no esta sola: Conferenza online ore 17 con la partecipazione del CTC Cuba e della Prof. Creagh, IWI

L'ufficio europeo della WFTU è lieta di invitare a partecipare alla Conferenza Online del 5 Giugno 2026 ore 17 (5pm), in solidarietà con Cuba. Saranno presenti la CTC Cuba la Prof. Dania Leyva Creagh del IWI.



Per partecipare, scannerizza il qrcode della grafica o collegati al link Zoom sottostante:



https://zoom.us/meetings/99629611834/invitations?signature=11YKnBohT60SGif2dgATRgWSK0DiZYtcJuF8RSARH_o

La legge 146/90 deve essere modificata: dibattito a Roma, 11 giugno ore 15:00, Roma, Hotel NazionaleLa legge 146 del 199...
05/06/2026

La legge 146/90 deve essere modificata: dibattito a Roma, 11 giugno ore 15:00, Roma, Hotel Nazionale

La legge 146 del 1990, quella che da allora limita pesantemente il diritto di sciopero, viola la Carta Sociale Europea in tre punti: 1) sono troppi i settori che rientrano nella definizione di servizi essenziali; 2) l’obbligo di indicare la durata dello sciopero già al momento della sua proclamazione indebolisce eccessivamente lo sciopero stesso; 3) sono eccessivi i periodi dell’anno nei quali non si può scioperare e, soprattutto, l’impossibilità di scioperare nei “momenti chiave” è un altro fattore di forte indebolimento dello sciopero.

Queste tre violazioni dei principi della Carta Sociale Europea sono state riconosciute dal Comitato Europeo per i Diritti Sociali (CEDS) in un suo recente pronunciamento sul ricorso presentato dall’USB. Il CEDS è un organo del Consiglio d’Europa incaricato di monitorare l'attuazione della Carta Sociale Europea da parte degli Stati membri. Ora, sulla base di queste decisioni, il Governo e il Parlamento italiani dovrebbero rivedere la legge 146 per riallinearla con i principi della Carta Europea.

Di questo parleremo al Convegno dell’11 giugno all’Hotel Nazionale. Sono stati invitati i partiti di opposizione Pd, M5S, AVS e Pap, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, i presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, la presidente della Commissione di Garanzia, il Ministro del Lavoro e il presidente del CNEL.

🔴 Un'altra vittoria di USB in tribunale: Mediohospes deve riconoscere il D1 per le lavoratrici e i lavoratori di Ardea 🔴...
05/06/2026

🔴 Un'altra vittoria di USB in tribunale: Mediohospes deve riconoscere il D1 per le lavoratrici e i lavoratori di Ardea 🔴

🙌🏽 Un altro passo avanti per i lavoratori OEPAC che da anni chiedono il riconoscimento dei livello adeguato.
In data 28 maggio 2026, il tribunale del lavoro di Velletri ha riconosciuto l'errato inquadramento contrattuale applicato dalla cooperativa Medihospes per i lavoratori del comune di Ardea.

⚖️ La sentenza riguarda soltanto una lavoratrice, ma apre la strada al riconoscimento del livello anche per tutte e tutti gli altri.
Un risultato che restituisce dignità a questa categoria, troppo spesso denigrata attraverso meccanismi di precariato che partono dalla mal applicazione del contratto nazionale.

📋 Difatti la lavoratrice era stata collocata al livello C1 del CCNL Cooperative Sociali, mentre il Tribunale ha stabilito che tali mansioni devono essere inquadrate al livello D1. Non può infatti costituire alcuna giustificazione il fatto che la committenza pubblica non lo preveda, poiché è il contratto collettivo nazionale a definire in modo chiaro i livelli di inquadramento.

☝🏽 Si tratta di una vittoria importante che si configura nel conflitto che USB porta avanti, affinché la logica degli appalti in cui le cooperative gareggiano, promettendo l'alta qualità del servizio, mentre abbassano la qualità del lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, sia tenuta sotto stretta sorviglianza, auspicando la sua totale abolizione.

🚩 Solo la lotta paga!

Assunzioni Vigili del Fuoco: nuovi aggiornamenti per la stabilizzazione.La Direzione Centrale per le Risorse Umane comun...
05/06/2026

Assunzioni Vigili del Fuoco: nuovi aggiornamenti per la stabilizzazione.

La Direzione Centrale per le Risorse Umane comunica che sono stati convocati per gli accertamenti psico-fisici e attitudinali i candidati fino alla 6005ª posizione, mentre restano ancora da visitare 1.069 candidati già idonei alla prova di capacità operativa.

Ad oggi sono state effettuate 2.116 assunzioni, con l'ultimo assunto collocato alla posizione 5939 della graduatoria.

Per il 2026 sono previste 1.409 assunzioni: circa 423 unità saranno destinate alla stabilizzazione, mentre le restanti saranno coperte tramite lo scorrimento della graduatoria degli idonei del concorso pubblico 350.

Ancora morti tra i migranti ancora morti ammazzati per un posto di lavoro, per rivendicare un diritto o un salario decen...
04/06/2026

Ancora morti tra i migranti ancora morti ammazzati per un posto di lavoro, per rivendicare un diritto o un salario decente.

Anche questa volta sono i lavoratori a rimetterci: quattro migranti deliberatamente uccisi per aver richiesto i propri diritti e la regolarizzazione del proprio lavoro. Ancora una volta sono i più deboli e invisibili a rimetterci: lavoratori migranti, che vivono una condizione di marginalità su ogni aspetto della loro vita. Noi diciamo basta a questa strage di lavoratori: come USB e Federazione del Sociale siamo sempre stati al fianco dei lavoratori nelle lotte quotidiane per ottenere diritti fondamentali per ogni essere umano; non possiamo accettare un simile e deliberato eccidio.

Sotto accusa e’ lo Stato incapace di regolare il mondo del lavoro, contrario ad un salario minimo e dignitoso, a ricevere regolarmente i lavoratori di cui abbiamo bisogno e indulgente con gli sfruttatori, incapace di far rispettare le sue stesse leggi, sempre pronto a proteggere gli extraprofitti, e a levare risorse utili al mondo del lavoro per allinearsi alle logiche di riarmo dell’Europa.
Tutti questi morti gridano vendetta!

Le parole sono finite, di fronte al continuo imbarbarimento del mondo del lavoro.

C’è un mondo di sotto, che sfrutta al di fuori di ogni regola, braccianti, muratori, facchini, badanti; un mondo che uccide per un piccolo profitto in nome del guadagno.

C’è un mondo di sopra che lega le proprie ricchezze a sistemi di sfruttamento legalizzati, come il mondo dei Riders, il mondo dei contratti firmati a meno di 6 € l’ora, firmati da chi continua a fare lezioni di democrazia, senza tener conto che tali contratti generano povertà.
E’ il capitalismo del 21° secolo, al quale occorre ribellarsi: dobbiamo organizzarci e continuare a lottare per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, abbattiamo le dinamiche delle aziende che mettono il profitto sopra la vita stessa delle persone.

+++ATTENZIONE+++DICHIARAZIONE CONGIUNTA dei portuali di:Francia - Grecia - Paesi Baschi - Turchia - Marocco - Italiariun...
01/06/2026

+++ATTENZIONE+++

DICHIARAZIONE CONGIUNTA dei portuali di:
Francia - Grecia - Paesi Baschi - Turchia - Marocco - Italia

riuniti nel 3° Incontro Internazionale dei Sindacati dei Lavoratori Portuali - Istanbul - 18-19 maggio 2026

I lavoratori portuali non diventeranno un anello della catena delle loro guerre!

Noi, i sindacati dei lavoratori portuali di oltre 35 porti in Europa e nel Mediterraneo, riuniti a Istanbul in occasione del 3° Incontro Internazionale, rivolgiamo un appello militante comune ai nostri compagni di lavoro in ogni porto, in ogni paese.

Il nostro incontro si svolge in un momento in cui gli eventi stanno confermando drammaticamente ciò che abbiamo già dichiarato: i porti, le rotte marittime, le ferrovie, i magazzini, la logistica, l’intera catena dei trasporti, si stanno trasformando sempre più apertamente in infrastrutture di guerra.

I governi, gli Stati Uniti sotto Trump, la NATO, l’UE e i monopoli vogliono rendere i lavoratori complici nel trasporto di armi e materiale militare destinati al massacro dei popoli.
Non faremo loro questo favore!

Non partiamo da zero. Abbiamo già esperienza, decisioni comuni, eredità preziose e legami forgiati nella lotta. Lo sciopero e la giornata internazionale di azione che abbiamo organizzato il 6 febbraio in 7 paesi e 20 porti è stata una pietra miliare storica. I lavoratori portuali hanno lanciato un messaggio potente: non lavorano per le guerre degli imperialisti.

Hanno dimostrato che il coordinamento non è solo uno slogan. Può diventare azione. Può estendersi dal Pireo a Genova, Marsiglia, Le Havre, Tangeri, Mersin, Livorno, Bilbao, Pasaia, Trieste, fino a ogni porto dove i lavoratori alzano la testa.

Oggi, tuttavia, gli sviluppi richiedono che continuiamo con ancora maggiore determinazione ciò che abbiamo iniziato.
L'aggressione imperialista in Medio Oriente si sta espandendo. Il genocidio del popolo palestinese da parte dello Stato assassino di Israele continua con il sostegno degli USA, della NATO e dell'UE.

L'attacco statunitense-israeliano contro l'Iran, la fiammata di guerra nello Stretto di Hormuz, gli attacchi alle navi, i blocchi, la militarizzazione dei passaggi marittimi, tutto ciò dimostra che i popoli e i lavoratori vengono spinti sempre più in profondità nell'abisso della guerra.

I nostri stessi porti sono in prima linea in questo conflitto. Vogliono che le nostre mani carichino armi, per servire i loro eserciti. Vogliono che le infrastrutture costruite con il sudore dei lavoratori diventino basi per interventi, blocchi, genocidi e attacchi contro i popoli. I governi parlano di “sicurezza”, “stabilità” e “libertà di navigazione”. Ma la verità è diversa. Dietro queste parole si nascondono le rivalità per il controllo delle rotte energetiche, delle rotte commerciali, dei porti, delle materie prime e dei mercati.
Dietro di esse si nasconde il conflitto tra potenti Stati capitalisti su chi dominerà nel sistema imperialista. Questo non ha nulla a che vedere con gli interessi o la sicurezza dei popoli.

Di fronte a questa realtà, i lavoratori non possono riporre la loro fiducia in quelle forze sindacali che accettano gli obiettivi dell’“economia di guerra, attraverso il compromesso”, che presentano il coinvolgimento nelle guerre come “sviluppo”, “posti di lavoro” o “interesse nazionale”, che invitano i lavoratori a fare sacrifici per i profitti e le guerre, a schierarsi dietro le esigenze dei governi, degli armatori, dei monopoli e delle alleanze imperialiste.

Mentre miliardi vengono spesi in armamenti, i lavoratori portuali lavorano in condizioni di intensificazione, orari estenuanti, rapporti di lavoro flessibili, subappalto, salari bassi e mancanza di misure di salute e sicurezza. Subiscono le conseguenze della guerra, che porta inflazione e aumento dei prezzi di cibo, carburante e beni di prima necessità.

Sacrificano le nostre vite per i loro profitti in tempo di pace, e ora vogliono sacrificarle in guerra. Il costo delle loro guerre ricade sempre sulle stesse spalle: i popoli, i lavoratori, i marittimi, i portuali, i rifugiati.

Chiediamo:
1. La fine immediata del genocidio del popolo palestinese e l'apertura di un corridoio sicuro per gli aiuti umanitari. La fine della colonizzazione, dell'occupazione e dell'apartheid imposte al popolo palestinese e il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente, riconosciuto dalla comunità internazionale, entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale.
2. La fine della guerra in Medio Oriente, così come di tutti i blocchi e i conflitti in tutto il mondo. Nessun sostegno, nessuna facilitazione, nessuna partecipazione all’aggressione statunitense-israeliana contro l’Iran, il Libano o qualsiasi altro intervento imperialista. Flotte e basi militari fuori dalla regione. Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai popoli di Cuba e del Venezuela, minacciati dall’imperialismo statunitense, e del Sudan. Chiediamo la difesa della sovranità dei popoli, delle risorse, dell’integrità territoriale, della pace con giustizia e del diritto alla resistenza per l’autodeterminazione.
3. I porti non devono essere utilizzati per il trasporto di armi, munizioni, equipaggiamento militare e truppe. Chiediamo ai sindacati di rafforzare la vigilanza, di informare i lavoratori, di smascherare i carichi bellici e di organizzare una resistenza collettiva di massa con tutti i mezzi legittimi a nostra disposizione e con la nostra lotta.
4. Rifiutiamo il piano di militarizzazione dei porti e delle infrastrutture critiche. I porti appartengono ai popoli e ai lavoratori. Non sono basi per la NATO, gli Stati Uniti o l'UE, né strumenti degli armatori e dei gruppi monopolistici.
5. No all’economia di guerra e agli armamenti. Il denaro deve essere utilizzato per i salari, i contratti collettivi, la sanità, l’istruzione, i bisogni sociali e la tutela della vita e della sicurezza sul lavoro.
6. Misure di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nessun altro lavoratore morto per il profitto. Basta con l’intensificazione del lavoro, il subappalto, le condizioni pericolose e l’arbitrarietà dei datori di lavoro.
7. Contratti collettivi con aumenti salariali reali, posti di lavoro stabili con diritti, una politica pensionistica con pensioni migliori e una riduzione dell’orario di lavoro. Gli sviluppi tecnologici, la meccanizzazione, l’automazione e l’uso dell’intelligenza artificiale devono essere contrastati affinché non portino alla perdita di posti di lavoro.

Per rafforzare il coordinamento internazionale tra i sindacati dei lavoratori portuali e dei lavoratori del settore marittimo, è impegno comune lo scambio di informazioni tra i sindacati per un’azione comune, mobilitazioni simultanee e iniziative di sciopero a sostegno del blocco contro la guerra e le armi, nonché la solidarietà con ogni sindacato sotto attacco da parte di governi, datori di lavoro e meccanismi repressivi.
In questo incontro, i sindacati partecipanti hanno concordato, firmando questa dichiarazione, di indire una seconda giornata di lotta internazionale dei lavoratori portuali nel prossimo ottobre 2026.

Da Istanbul inviamo il messaggio:

I lavoratori portuali non si sacrificheranno per i loro profitti e le loro guerre.
Non carichiamo la morte.
Non trasportiamo proiettili, bombe e missili per uccidere i bambini.
Non accettiamo che i nostri porti vengano trasformati in basi militari.

I lavoratori non pagheranno per l’economia di guerra, l’inflazione, gli armamenti e i profitti dei monopoli.

La nostra forza sta nell’organizzazione. Sta nei nostri sindacati, nelle assemblee generali, nelle decisioni collettive, nella solidarietà tra lavoratori di diversi paesi.

Noi, i lavoratori dei porti, sappiamo molto bene che senza di noi nulla si muove. Senza le nostre mani, i container restano fermi, le navi non vengono caricate, le macchine da guerra sono bloccate.

Chiediamo a tutti i sindacati dei lavoratori portuali di discutere questa dichiarazione, di rafforzare le nostre azioni comuni e di organizzare azioni congiunte, per rafforzare i legami di solidarietà tra i porti.

La storica mobilitazione del 6 febbraio ha indicato la strada, la prossima farà un passo avanti!

I lavoratori portuali non lavorano per la guerra!
Porti dei popoli e della pace - non basi degli imperialisti!

Firmato dai seguenti sindacati:
CGT Port and Docks - Francia
Enedep - Grecia
LAB - Paesi Baschi
LIman-Is - Turchia
ODT - Marocco
USB - Italia

Adesione
Orsa Porti Gioia Tauro - Italia

Solidarietà a Marco Pascai, segretario della FILCAMS CGIL, vittima di una brutale e vigliacca aggressione neofascista ne...
01/06/2026

Solidarietà a Marco Pascai, segretario della FILCAMS CGIL, vittima di una brutale e vigliacca aggressione neofascista nella nostra città.
USB Piacenza esprime solidarietà a Marco Pascai, aggredito vigliaccamente alle spalle da un gruppo di persone aderenti a movimenti neofascisti. Pascai stava tornando col figlio da un concerto di una band che esplicitamente si ispira ai valori antifascisti. È stato spintonato e poi colpito, per poi essere ricoverato in ospedale.

Mentre, anche a Piacenza, i rappresentanti della destra fanno campagna elettorale parlando di 'sicurezza' in modo strumentale, sdoganando concetti razzisti intollerabili, come quello della 'remigrazione', chi partecipa ad eventi che promuovono la cultura antifascista, su cui è stata fondata la nostra Costituzione, subisce un'aggressione che ricorda i tempi più bui della nostra storia.

Piacenza è antifascista e non lascerà spazio a queste bassezze squadriste.

Ipotesi di accordo rinnovo CCNL ANIA: tanta esaltazione da parte dei firmatari ma anche tante omissioniUn'intesa deluden...
01/06/2026

Ipotesi di accordo rinnovo CCNL ANIA: tanta esaltazione da parte dei firmatari ma anche tante omissioni

Un'intesa deludente che non fornisce risposte adeguate ai bisogni delle lavoratrici e lavoratori. Ristretti ulteriormente gli spazi di democrazia sindacale ed il diritto alla rappresentanza delle lavoratrici e lavoratori del settore. Incrementato di 6 ore l'istituto permessi art.39 ma nient’altro dal punto di vista dell’orario e della conciliazione tempi vita-lavoro: non è stato introdotto nessun vincolo per le aziende in materia di smart working, tema molto sentito in Unipol e nessun accenno alla possibilità di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario, nonostante la volontà esplicita di ricorrere in maniera sempre più massiccia all'intelligenza artificiale, a conferma che l'innovazione tecnologica viene intesa solo come servizio alle esigenze per le imprese senza prevedere nessun beneficio in termini di riduzione delle ore per chi lavora. Solo un fumoso impegno a garantire il diritto alla disconnessione. Altra nota dolente riguarda la parte economica. Avevamo già giudicato insufficiente la richiesta di 330 euro lordi presente in piattaforma, in quanto insufficiente a recuperare quanto eroso dall'andamento dell'inflazione, in particolare nel triennio 2022-24, a fronte anche della contrazione del salario fisso attraverso la contrattazione aziendale, come avvenuto ad esempio in Unipol fermo ormai dal 2021. Si è ottenuto un aumento di 280 euro lordi a decorrere dal 1° gennaio 2026 in 3 trance col solito meccanismo a perdere dell'Ipca-Nei depurato dei costi dell'energia importata (ricordiamo quanto ad esempio sia energivora la AI), con l'allungamento della vigenza contrattuale di 1 anno (contratto scaduto il 31/12/2024) e una vacanza contrattuale di 1 anno compensata da Una Tantum di 1.000 euro, di cui 450 in Welfare, largamente insufficiente anche solo per un parziale recupero dell'assenza della contrattazione per 1 anno e a fronte dell'andamento dell'inflazione degli anni precedenti. In sostanza, si redistribuiscono le briciole a fronte di un settore che macina utili stratosferici e una redditività delle imprese in forte crescita. Una dinamica salariale opposta, anche ad esempio rispetto a quanto avvenuto nel settore del credito. Inoltre ci risulta che gli aumenti siano assorbibili e quindi la maggior parte della popolazione lavorativa di Unipol rischia di non riceverli per la presenza di Assegni ad Personam individuali che, fino alla concorrenza, verrebbero assorbiti dagli aumenti contrattuali. Nulla di fatto anche dal punto di vista di una possibile evoluzione e correttezza degli inquadramenti che attualmente non valorizzano le professionalità presenti: ci si è concentrati solo sull’esigenza delle imprese di avere una quasi piena fungibilità fra i livelli d’inquadramento che nei fatti blinda i lavoratori in una condizione di perenne sotto inquadramento. È stata poi scritta l'ennesima pagina nera per quanto riguarda la democrazia sindacale, con il trionfo della peggiore tradizione del sindacalismo corporativo: si rafforza il fortino inespugnabile dei sindacati firmatari e delle loro rendite di posizione e s'impedisce alle lavoratrici e lavoratori di scegliere liberamente da chi farsi rappresentare, con molti aspetti a nostro avviso di incostituzionalità. Un sistema di relazioni sindacali finalizzato a salvaguardare le esigenze e le compatibilità delle imprese, come d'altronde dichiarato a mezzo stampa dal presidente di Ania Giovanni Liverani. In conclusione, siamo in presenza di un rinnovo di contratto largamente insufficiente in un settore con un andamento economico positivo in totale controtendenza rispetto alle difficoltà di altri comparti.

Indirizzo

Via Cristoforo Colombo, 11
Piacenza
29122

Telefono

+393898205927

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Usb Piacenza pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare