18/04/2026
Nell’anno del Signore, tra le terre di Gorizia, presso il Castello Formentini, si narrano istanti di ferro e di quiete.
Tra strepiti di guerra e silenzi di campo, il capitano sedea innanzi alla sua tenda, il capo chino e l’animo greve di pensieri, quasi a rimirare il fato che sovrasta gli uomini d’arme.
E mentre il giorno declinava, vita semplice si ridestava nell’accampamento:
La sua Dama , di grazia e sollecitudine, porgea acqua fresca, e con dolce cura assistea il suo signore.
Ma ecco che, nel vestirsi egli del suo collare d’onore, finemente lavorato in metallo, avvenne curioso accidente:
le forbici da cucito della dama, per capriccio del caso, restaron prese e avvinte tra le maglie del collare.
E così, tra riso trattenuto e lieve impaccio, due mani s’adoperarono insieme, cercando di sciogliere quel nodo singolare—
segno che, anche tra guerra e fatica, il destino talvolta intreccia gioco e leggerezza.