29/08/2026
Il Cantico in Fiaba è un corpo vivo che continua a mutare. Dopo l'esperienza di Perugia con Amica sofia (dove i visitatori esploravano lo spazio camminando e il Cantico in Fiaba si innescava automaticamente in cuffia al cospetto delle opere degli artisti dell'accademia di Belle Arti di Catanzaro, curate magistralmente da Lara Caccia ) e dopo le serate del 16 e 17 agosto, nel Dragunarium di Petrizzi (CZ) in cui l'ascolto statico si arricchiva di videoarte, performance live e degustazioni sensoriali, ieri abbiamo voluto spingerci oltre: nessuna contrapposizione con le versioni precedenti, semplicemente un'altra tappa della nostra ricerca, una versione dedicata puramente al silenzio e alla parola, al solo lume di candela, nel Dragunarium, una pancia che custodisce, che spoglia, che costringe a ritrovare il senso prima della forma .
Così, la parola del Cantico in Fiaba si è fatta corpo, vibrazione, pelle, esperienza viscerale, priva di filtri e di sovrastrutture.
Le persone hanno abitato il silenzio, e chi sa abitare il silenzio oggi possiede una forma di sovversione rara...
Poi, quando le cuffie sono cadute e la luce fioca delle candele ha ripreso forma nei volti, il buio ha ceduto il passo alla convivialità: un bicchiere di vino rosso, schietto e sincero, a sciogliere le riserve e ad accendere una conversazione densa, carica di visioni e di spunti inattesi.
La bellezza non si è esaurita nel rito, è continuata nel bicchiere, nelle parole dette a bassa voce, nella sensazione collettiva di aver toccato qualcosa di autentico.
Grazie agli amici che ieri sera hanno avuto il coraggio di chiudere gli occhi per imparare, finalmente, a vedere.
Grazie a Novelty (www.noveltycloud.it) che con le sue strumentazioni tecnologiche e le speciali cuffie con dispositivi interattivi ci permette di raggiungere immersioni e emozionali mai esplorare prima.
Grazie ai soci Makrós senza i quali niente avrebbe senso.
😉
Resistenza Culturale, Poetica e Sensoriale.