09/09/2024
“Pacchi d’Api”, esistenze a perdere.
Mi ci era voluto del tempo per comprendere di cosa si trattasse.
Con tono trionfalistico, nel breve filmato si vedevano apicoltori australiani scuotere via le operaie dai telaini dentro speciali cassette di legno e finissima rete metallica. La Regina era stata preventivamente individuata e ingabbiata, perché non finisse nella cassetta. Ormai esperti, gli apicoltori sapevano calibrare esattamente il giusto peso di ogni pacco d’api, un chilo.
Di quelle gabbiette ben pagate, ne preparavano a centinaia da caricare sui camion.
Giunte all’aeroporto, migliaia di questi veri e propri pacchi partivano per raggiungere vive e vegete la California dopo appena 36 ore. Vive e vegete, ma condannate a morire in breve tempo, quello necessario ad impollinare le sconfinate piantagioni di mandorle.
Poi non serviranno più, e comunque non sopravviverebbero alle numerose irrorazioni di antiparassitari, nemmeno nei mandorleti a conduzione “biologica”.
Api a perdere dunque.
Tecnica da tempo già utilizzata anche qui in Italia per impollinare le coltivazioni in serra.
Api o sciami a perdere, pacchi d’api, termini a volte camuffati da un più comodo “servizio di impollinazione”.
Nell’asfissiante umidità delle serre roventi misere esistenze si incontrano.
Api, bombi e braccianti trattati con la stessa disinvolta arroganza, usati come cose, oggetti di poco conto, usa e getta, pacchi e nient’altro che pacchi senza nessuna speranza di futuro.
Misere esistenze a perdere per garantire l’illecito guadagno di qualcuno che ha venduto l’anima al profitto.
Perciò, a volte, capita che Api e schiavi condividano l’identica sorte, che un bracciante perda un braccio trinciato di netto da un macchinario e venga lasciato a dissanguarsi davanti al suo tugurio con l’arto ben sistemato in una cassetta.
L’operaio, proprio come le operaie, dopo una lunga agonia, muore.
Almeno per stavolta qualcosa si muove, partono le indagini e arrestano lo schiavista, un imprenditore agricolo che vanta macchinari all’avanguardia.
Alla radio, Rai Radio 2, viene trasmessa l’intervista del padre che difende il figlio accusando il lavoratore di leggerezza. Leggerezza.
Alla controparte nessuna intervista, niente, non è concessa nemmeno una parola.
Neanche un timido ronzio.
Troppo spesso al posto del semplice buon senso c’è bisogno di un martire.
Quest’anno, dopo la tragedia del bracciante, c’è stato un autentico boom di assunzioni per regolarizzare i lavoratori stagionali.
Non facciamoci illusioni, presto tutto tornerà alla normalità.
Roberto Ferrari. Agosto 2024