04/03/2026
"Chi dimentica cancella, noi non dimentichiamo"
La notte del 21 agosto 2022, Jois Pedone termina il suo turno di lavoro presso il trabocco “Le Cungarelle”, a Vasto, in provincia di Chieti, e rientra nell’abitazione dove viveva con la madre e il fratello minore. Una volta a casa comunica alla madre che di lì a poco sarebbe uscito per incontrare alcuni amici. Durante la notte la donna prova più volte a contattarlo, ma il telefono risulta irraggiungibile; contattati telefonicamente, gli amici dichiarano di non avere alcun appuntamento con Jois per quella sera.
Nel tardo pomeriggio del 21 agosto, non vedendolo rientrare e constatando che non si era presentato al lavoro, la madre si reca dai Carabinieri per denunciarne la scomparsa. Le ricerche si concentrano fin da subito nella zona della spiaggia di Punta Penna, poiché l’ultima cella telefonica agganciata dal cellulare del ragazzo risultava localizzata proprio in quell’area.
Quando la notizia della scomparsa inizia a diffondersi in città, un tassista si fa avanti raccontando alla madre che quella stessa notte avrebbe accompagnato Jois proprio a Punta Penna. L’uomo riferisce di essersi insospettito perché, una volta sceso dall’auto, il ragazzo avrebbe dato l’impressione che qualcuno lo stesse aspettando. Il tassista parla della presenza di tre uomini e, a distanza di tre anni, ha confermato la medesima versione. Tuttavia, le immagini delle telecamere di sorveglianza visionate dagli inquirenti non avrebbero confermato tale ricostruzione.
Il corpo senza vita di Jois viene ritrovato in mare il 22 agosto. Alla caviglia il ragazzo aveva un borsone pieno di sabbia legato con una corda da marinaio, corda che — secondo gli accertamenti — avrebbe acquistato lui stesso.
La morte di Jois è stata archiviata come suicidio, decisione che la famiglia non ha mai accettato e che continua a contestare, ritenendo che permangano elementi non chiariti e incongruenze meritevoli di ulteriori approfondimenti. Approfondimenti che ancora sta portando avanti.
Nel tempo il caso ha mantenuto attenzione mediatica, anche grazie alla trasmissione “Chi l'ha visto?” , e al sostegno dell’Associazione Penelope Abruzzo, che continua ad affiancare la famiglia affinché la memoria di Jois resti viva e la sua vicenda non venga dimenticata.
Proprio a questo scopo, il volto di Jois sarà raffigurato in un murales, non diventando solo un omaggio ma un vero e proprio segno di sensibilizzazione nella città di Vasto: un richiamo collettivo affinché la vicenda di Jois non venga dimenticata e perché la comunità resti consapevole dell’importanza di vigilare, sostenere le famiglie e chiedere verità.
Segnalazioni anche in forma anonima al fine di arrivare alla verità, al numero Pronto Penelope +39 3475922521.
Relazione elaborata da Claudia Mambella, socia Penelope Abruzzo.