02/05/2026
Nel giorno della Festa dei Lavoratori ribadiamo l’importanza di un diritto da rivendicare e troppo spesso negato.
Perché andare in bicicletta - così come utilizzare i mezzi pubblici e spostarsi a piedi - è un diritto.
Il bike to work è un diritto.
Da anni FIAB si impegna sui territori e nelle istituzioni per far sì che sempre più persone possano pedalare tutti i giorni da casa al lavoro.
Servono infrastrutture, ciclabili, parcheggi.
Ma soprattutto occorre sicurezza.
Le nostre strade purtroppo non sono pensate per l'utenza in sella.
E non c’è più grande disincentivo alla mobilità ciclistica di vie, incroci e piazze pensate soltanto per le automobili.
L’Italia fa i conti con un parco auto tra più ampi d’Europa: secondo Isfort nel 2024 erano 41,3 milioni i mezzi (+1% rispetto all’anno precedente). Dal 2000 a oggi le auto in circolazione sono cresciute del 25% (+10 milioni di mezzi).
“La mobilità ciclistica (e micromobilità) - si legge poi nel rapporto - evidenzia nella prima parte dell’anno in corso (2025, ndr) la crescita più significativa di share superando per la prima volta la soglia del 5% (5,2%) con una forte progressione rispetto al 2019 (3,3%)”.
Qualcosa si sta muovendo insomma, ma ancora troppo lentamente.
“Non siamo mica l’Olanda” è il ritornello che da sempre viene rivolto a chi cerca di cambiare le cose.
E invece le cose possono migliorare.
Lo dimostrano gli esempi di città come Bologna, che da tempo ha scelto di investire sulla città 30; di Parigi, che in poco più di dieci anni ha iniziato a trasformarsi e oggi è una capitale bike friendly di primo livello; di tutti quei ComuniCiclabili FIAB che, grazie agli stimoli, ai suggerimenti e anche al lavoro delle associazioni locali, come la nostra, migliorano anno dopo anno.
In questo Primo Maggio vogliamo ribadire un concetto importante: il bike to work è un diritto di tutti e come Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ci impegniamo da sempre affinché i le persone scoprano i benefici degli spostamenti in bici.
Benefici concreti, non astratti.
Uno studio sul bike to work condotto da Finnish Institute of Occupational Health è giunto a conclusioni interessanti: i lavoratori e le lavoratrici che usano quotidianamente la bici hanno il 12% in meno di probabilità di assentarsi per malattia.
E per le assenze più lunghe (di almeno 10 giorni), dovute a malattie gravi o prolungate, la riduzione è del 18% rispetto agli altri colleghi.
Il bike to work riguarda vari stakeholder, dai comuni alle aziende.
E ciascuno può trarre soltanto benefici dal fatto che più persone pedalano, ogni giorno, per andare al lavoro.
Migliora la salute pubblica, migliora il traffico urbano, migliora la qualità dello spazio pubblico.
Buon Primo Maggio… e continuate a pedalare.