𝗟𝒆 𝑴𝒐𝒏𝙩𝑎𝙜𝑛𝗲 𝑑𝒆𝒍𝙡'𝐎𝗿𝐬𝐨

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𝗟𝒆 𝑴𝒐𝒏𝙩𝑎𝙜𝑛𝗲 𝑑𝒆𝒍𝙡'𝐎𝗿𝐬𝐨 Associazione locale avente scopo la conservazione ambientale e la protezione dell'Orso Marsicano.

Indaga la Procura sulla strage di lupi avvelenati al confine tra Abruzzo e Molise. Trattandosi di un'azione estesa e coo...
03/05/2026

Indaga la Procura sulla strage di lupi avvelenati al confine tra Abruzzo e Molise. Trattandosi di un'azione estesa e coordinata tra vari comuni, l'ipotesi più plausibile è che dietro la strage ci sia un gruppo di persone.

1 like. "Strage di lupi avvelenati nel PNALM, si sospetta un'azione coordinata"

Ma che spettacolo la FORESTA tutta fiorita.Grazie a chi ci crede ancora, a chi in ogni manutenzione si sporca le mani. G...
02/05/2026

Ma che spettacolo la FORESTA tutta fiorita.
Grazie a chi ci crede ancora, a chi in ogni manutenzione si sporca le mani. Grazie a chi ha sempre creduto nel nostro progetto!
🌼☘️🍒🍏🦋🐻

Vediamo chi ride adesso .... 🐺
28/04/2026

Vediamo chi ride adesso .... 🐺

Scatta l’esposto dal Gruppo di intervento giuridico: «C’è un pessimo clima di odio, ecco perché»

Si arriverà ad avere la verità? Staremo a vedere.. 🐺
28/04/2026

Si arriverà ad avere la verità? Staremo a vedere.. 🐺

Per incastrare chi ha avvelenato i lupi del Parco d'Abruzzo arriva il Ris degli animali: i sacchetti con le esche sono stati inviati ai laboratori di Grosseto per isolare eventuali tracce di Dna. Operazione complessa — i killer potrebbero aver usato guanti.

Tutti i dettagli su ilcentro.it--> Link nei commenti 👇

28/04/2026

Stamattina presso il tribunale di Avezzano, riprenderà il processo per l'uccisione di Amarena. Vediamo cosa si inventeranno stavolta!

26/04/2026

Era un po' di tempo che non postavamo qualcosa sulla pagina. Il motivo è nella lettura di alcuni commenti nel post precedente.
Purtroppo la vigliaccheria che giustifica determinati gesti criminali, è più visibile di quanto si credi. Pensiamo che spargere veleno sulle montagne, debba essere davvero un gesto da uomini duri, grezzi, tipo quegli uomini di montagna con i calli alle mani. Il problema è che la dignità del lavoro, non combacia con la vostra spiccata IGNORANZA e i vostri piccoli testicoli.

Abbiamo passato mesi, se non anni a condannare il Trentino ed altre regioni, eleggendoci a Regione modello nella salvagu...
26/04/2026

Abbiamo passato mesi, se non anni a condannare il Trentino ed altre regioni, eleggendoci a Regione modello nella salvaguardia della fauna selvatica.
In realtà siamo contornati da delinquenti, omertosi, mafiosi, personaggi che troveresti nemmeno nella più profonda malavita di basso livello.
Siamo circondati da "esperti" o auto dichiaratisi tali, che in realtà in loro preservano solo una triste e intrinseca ignoranza.
Questa ultima mattanza dimostra tutto ciò, senza replica, senza alibi, in alcuni casi senza la ben che minima VERGOGNA.

12/ 4/ 26 Questa mattina ci siamo dedicati alla manutenzione delle nostre  piante da frutto che abbiamo messo a dimora n...
12/04/2026

12/ 4/ 26 Questa mattina ci siamo dedicati alla manutenzione delle nostre piante da frutto che abbiamo messo a dimora nel 2023 nel sottobosco di Villalago. Un lavoro semplice, ma prezioso, che racconta cura, pazienza e rispetto per la terra.
Qualche pianta si è seccata ma nessun problema: le abbiamo sostituite con delle nuove.
Grazie di cuore a tutte le persone che hanno partecipato e hanno reso possibile questo momento di comunità e natura condivisa.
💚🐻🌳🌲

07/04/2026

COMUNICAZIONE UFFICIALE

Siamo lieti di invitare tutti i cittadini, volontari e appassionati di natura a partecipare alla giornata di manutenzione primaverile delle piante messe a dimora nell’ambito del progetto “Una Foresta per Amarena”.

📅 Quando: Domenica 12 Aprile 2026
🕥 Orario: ore 10:30
📍 Luogo: Villalago

Sarà un’occasione preziosa per prenderci cura insieme del territorio, contribuire alla crescita del bosco e condividere un momento di impegno e collaborazione all’aria aperta.
L’invito è aperto a tutti coloro che desiderano partecipare: ogni contributo, grande o piccolo, sarà fondamentale.

Vi aspettiamo numerosi! 🐻🌳😊

Il 23 gennaio 2023 moriva Juan Carrito. Oggi, a tre anni di distanza, il suo nome non dovrebbe essere solo un ricordo af...
23/01/2026

Il 23 gennaio 2023 moriva Juan Carrito. Oggi, a tre anni di distanza, il suo nome non dovrebbe essere solo un ricordo affettuoso o una storia triste da rievocare, ma un rimprovero collettivo e una lezione ancora aperta. Perché Juan Carrito non è morto per fatalità, né per colpa della natura. È morto per una catena di mancanze umane: ritardi, sottovalutazioni, abitudini sbagliate, incapacità di gestire davvero la convivenza tra uomo e fauna selvatica.
La sua vicenda ha mostrato in modo chiarissimo quanto sia fragile l’equilibrio tra territori antropizzati e specie protette. Quando un orso arriva nei paesi, non è perché “ha perso paura”, ma perché noi abbiamo reso il cibo umano più facile e più accessibile di quello selvatico, e le nostre strade più pericolose dei boschi. Juan Carrito è diventato confidente perché il sistema intorno a lui ha fallito nel prevenirlo. E quando un animale selvatico entra in questo meccanismo, il finale è quasi sempre lo stesso.
La lezione che ci lascia è dura ma necessaria: la convivenza non può basarsi sull’improvvisazione o sulla compassione momentanea dopo una tragedia. Servono interventi concreti e continui. Le strade nei territori degli orsi devono essere messe in sicurezza, con limiti di velocità reali, dissuasori, sottopassi faunistici e, dove necessario, restrizioni notturne. I rifiuti devono essere gestiti in modo rigoroso, con cassonetti anti-orso e controlli veri, perché un orso che associa i centri abitati al cibo è un orso condannato. Bisogna intervenire subito, ai primi segnali, con monitoraggio costante e azioni di dissuasione non cruente, senza aspettare che “succeda qualcosa”.
Fondamentale è anche l’educazione: residenti, turisti e amministratori devono sapere che dare cibo, avvicinarsi per una foto o cercare il contatto non sono gesti di amore per la natura, ma comportamenti che mettono a rischio la vita degli animali e delle persone. Tutto questo richiede una responsabilità politica chiara: se un territorio ospita una specie protetta, deve avere risorse, competenze e regole adeguate. Altrimenti il fallimento non è dell’orso, ma dell’uomo.
Ricordare Juan Carrito ha senso solo se il suo nome diventa un punto di non ritorno, un confine morale che ci obbliga a fare meglio. Non un simbolo da commemorare, ma un monito permanente. Perché ogni morte come la sua non è una fatalità: è una sconfitta della nostra capacità di convivere con la natura.🤎🐻🌲

21/12/2025

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