30/07/2026
Ieri durante i colloqui informativi è stato un argomento affrontato con tante famiglie.
Articolo interessante.
Grazie Cecilia Fazioli Pedagogista e Counselor
Scuola Parentale - Una vera opportunità formativa .
VITA outdoor
IL CORPO RICORDA
In consulenza una mamma mi racconta che suo figlio al termine della seconda elementare, non vuole più andare a scuola.
Il bambino ha frequentato una materna non convenzionale, dove il corpo è stato sempre al centro delle attività, dove il gioco simbolico è stato ampiamente reso possibile, dove regole e confini sono stati accompagnati da una presenza coerente e ferma dell'adulto associata ad una tenerezza in cui il bambino si è sempre sentito al sicuro.
Il suo corpo quindi ha vissuto la dimensione del piacere nella sicurezza, base fondamentale per costruire apprendimento e relazioni.
Dopo due anni di scuola Statale, nonostante le insegnanti appoggino una metodologia attiva che prevede una didattica cooperativa, spazi aperti e flessibili...il bambino dice che si annoia.
Niente di più strano e aggiungo che la mal sopportazione dei tempi, dei ritmi, degli spazi della scuola sono espressione del corpo che reclama.
Il corpo reclama vitalità, sensualità, passione perché è attraverso il movimento, il gesto, il tono della parola si aprono le strade della curiosità e quindi della motivazione.
I primi anni della scuola primaria gridano il bisogno di corpo e gioco che se non rispettato, il disagio del bambino si esprime con vari comportamenti: l'adattamento con lo sviluppo di possibili disturbi, l'evitamento o ancora la ribellione.
Quest'ultima è quella che decisamente è più sana, perché il bambino porta fuori il disagio e costringe gli adulti, (non sempre ahimè), a cercare alternative.
La mamma che ho visto in consulenza ha deciso di esplorare la scelta dell'istruzione parentale, si è confrontata a partire dai suoi dubbi. Abbiamo analizzato luci e ombre e soprattutto abbiamo calato la possibile scelta all'interno del suo sistema familiare.
La consapevolezza genitoriale si costruisce a partire dalle paure che si trasformano in scelte di coraggio, non perché sono costretto, ma perché scelgo in libertà.
La libertà che si appoggia sulla calma, la domanda e il dubbio, nel fare silenzio dentro di sé e ascoltare tutte le voci interiori, compresa quella del bambino che si è stati.
Tutto ciò restituisce radicamento che i figli percepiscono non perché consegno spiegazioni, bensì perché io adulto mi sento saldo.
E infine occorre che sia sempre più chiaro alla comunità adulta che il corpo ricorda e ogni sottrazione di esperienza corporea è un danno permanente.
Meditiamo tutti!
Cecilia Fazioli
Pedagogista - Counselor
Consulente istruzione parentale
www.ceciliafazioli.it