27/08/2026
Chi c'era al Family Day del 2016
Vale la pena rinfrescare la memoria. Il 30 gennaio 2016 il Circo Massimo ospitò un'oceanica manifestazione di popolo contro il ddl Cirinnà promosso dal governo Renzi, il cui punto più contestato, oltre alla sostanziale parificazione dell'istituto col matrimonio, era l'estensione alle coppie omosessuali della cosiddetta stepchild adoption, ovvero la possibilità per uno dei due membri della coppia omosessuale di poter essere riconosciuto come “secondo padre” o “seconda madre” del figlio del partner. Ma non c'era solo il popolo delle famiglie: c'era, praticamente al completo, la classe dirigente che oggi governa l'Italia.
Bastano i nomi. Per Fratelli d'Italia una delegazione di eletti e militanti guidata da Giorgia Meloni, che definì il provvedimento «una legge contro i bambini»: oggi è presidente del Consiglio dei ministri. Per la Lega c'erano Roberto Maroni, all'epoca presidente della Regione Lombardia, i capigruppo di Camera e Senato Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio e una delegazione di parlamentari tra cui Giancarlo Giorgetti e Barbara Saltamartini, insieme a Lorenzo Fontana: oggi Giorgetti è ministro dell'Economia, Fontana presidente della Camera, Fedriga presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Centinaio vicepresidente del Senato. Per Forza Italia Gasparri, Brunetta, Matteoli e Toti, con Gasparri che rivendicava dal palco la presenza di Tajani e l'accordo dello stesso Silvio Berlusconi: oggi Tajani è segretario di Forza Italia (anche se commissariato dalla linea laicista degli eredi del Cavaliere), vicepremier e ministro degli Esteri. E c'erano Maurizio Lupi ed Eugenia Roccella: oggi il primo guida Noi Moderati, la seconda è ministro per la Famiglia e la Natalità.
Quattro forze politiche, una sola posizione. Vannacci, dunque, non ha inventato nulla: ha rimesso in programma ciò che dieci anni fa era la posizione unitaria dell'intero centrodestra, e che il centrodestra ha silenziosamente archiviato.
Nel programma di Futuro Nazionale l'abrogazione della legge Cirinnà sulle unioni civili. Le opposizioni gridano allo scandalo, la maggioranza tace. Ma dieci anni fa, al Circo Massimo, quella era la posizione di tutto il centrodestra.