Circolo ACLI Candelara

Circolo ACLI Candelara Circolo ACLI Candelara (Pesaro, PU) Associazione di promozione sociale Sacramento e ha trovato casa nell’area dove sorgeva la “Cassa rurale di S.

Il circolo ACLI di Candelara ha una storia emblematica perché riassume in sé le tipologie della maggior parte dei circoli della Provincia. Sorto in sordina, tanto che non si riesce a stabilire una data precisa tra il 1946 e il 1948, in realtà si è innestato quasi per naturale continuità al ceppo antico della Confraternita del S.S. Stefano”, un teatrino e un laboratorio di sartoria. Distrutti da un

bombardamento nel ’44 furono ricostruiti dal parroco, don Nicola Alegi, per essere adibiti a cinema-teatro, laboratorio di falegnameria e, appunto a sede del circolo ACLI. L’inaugurazione di tale sede risale al 1953, ma le attività di “tipo Aclista” hanno preceduto tale evento. Il primo gruppo di Aclisti si era formato attorno ad alcuni membri dell’Azione Cattolica. Eutimio Iacomucci è stato il primo presidente. La carica di cassiere era stata affidata a Riconovaldo Canestrari. Tra gli altri componenti di questo primo gruppo ricordiamo Ciro De Grandis, Ferruccio Montesi, Sergio Arceci, Rino Montini, Aristide Costantini e Angelo Gasparini. Entrati nella nuova sede diventò presidente proprio Ciro De Grandis che ne aveva curato anche la costruzione. Per le ACLI comunque era rimasta solo una stanza. Qui fu collocato un piccolo bancone da bar e alcuni tavoli. Per le riunioni ci si serviva della sala parrocchiale! Il pienone della sala ACLI si raggiungeva quasi tutte le sere perché con grandi sacrifici economici e addirittura con prestito dei soci, era stato comperato uno dei due televisori esistente allora in paese. La …coabitazione del televisore con i tavoli dove si giocava a carte e l’inagibilità del biliardo, il sovrapporsi dei programmi televisivi con le proiezioni dei film nel cinema parrocchiale crearono non pochi problemi, tanto che fu necessario convocare un’assemblea. Sembrerebbero problemi frivoli o, quanto meno superficiali, ma la vita di un circolo ACLI è fatta anche della quotidianità. Il presidente, Ciro de Grandis, in quell’assemblea richiamò tutti alla vera natura delle ACLI, stigmatizzando altre situazioni di disagio e agitazione all’interno del Circolo. Ma forse non ce n’era bisogno, se è vero che negli stessi anni venivano organizzate molte manifestazioni sia di svago (ad es. il Festival dei giovani cantanti”) sia di formazione cristiana e sociale (conferenze, incontri con i dirigenti provinciali, con gli esperti del patronato). Addirittura il circolo, così sensibilizzato, inviò uno dei suoi giovani a Roma per frequentare il Corso di formazione alla Scuola centrale ACLI. Sarà questo giovane - Ermes Giorgi - a subentrare a Silvano Floriani, che era stato presidente dal 1958 al 1962. Ermes Giorgi, che nel frattempo si era laureato, resse il circolo per tutti gli anni sessanta. Furono anni di rinnovamento per la presenza della nuova generazione di giovani, molto legati al parroco don Nicola, a cui si cercò di restituire in parte qualcosa del credito che aveva accumulato nei confronti del Circolo. Questa operazione riuscì solo in parte, ma il circolo in quegli anni si qualificò ulteriormente per aver istituito un servizio di consulenza gratuita per i problemi del lavoro /infortuni, invalidità, pensioni, ecc.,). Fu creata anche una attiva sezione sportiva. La squadra di pallavolo del Circolo nel ’66 arrivò alle finali nazionali del campionato ACLI. Visti i brillanti successi della sezione sportiva, negli anni seguenti fu costituita anche una quadra di calcio e una di pallacanestro. Negli anni settanta la presidenza passò al sig. Florio Floriani. Fu allora che si decise di riprendere l’attività della sala cinematografica, almeno per il sabato e la Domenica. Tale attività continuò anche sotto la presidenza del Signor Giulio Oliva, ma fu definitivamente abbandonata, nei primi mesi dell’ottantuno dal nuovo presidente Pierpaolo Diotallevi per mancanza di …spettatori. Ora i locali del circolo, presi in affitto dalla parrocchia, sono eleganti e funzionali. Il parroco don Nicola, che era anche Assistente ecclesiastico, già nel 1991-92 aveva fatto ristrutturare tutto il pian terreno. Don Nicola, che era stato anche il primo assistente ecclesiastico provinciale delle ACLI è deceduto nel ’94. Il nuovo parroco don Marco Di Giorgio, attuale assistente, ha proseguito l’opera del predecessore e ha fatto ristrutturare nel 2001 anche il piano superiore, potendo contare oltre che sulle finanze parrocchiali, sul lavoro di volontari e su sottoscrizioni anche a fondo perduto. Umberto Del Pivo continua ora l’opera di Florio Floriani, che era diventato per la seconda volta presidente dal 1982 al 2000. In quest’ultimo ventennio non solo si è mantenuta alta la tradizione del circolo, ma sono state realizzate nuove iniziative del tutto nuove e qualificanti. Tra quelle più significative, ricordiamo alcuni concerti natalizi, i vari incontri aperti a tutti i cittadini sui problemi della famiglia e della società, su argomenti sociali anche a livello internazionale, su argomenti culturali. Ricordiamo anche le manifestazioni per il 40° anniversario della fondazione “ufficiale” del Circolo e insieme il ricordo del compianto assistente don Nicola Alegi, alla presenza del vescovo di Pesaro Mons. Gaetano Michetti, dei dirigenti provinciali , del consigliere nazionale Gastone Mosci.. Momento importante è stato anche il Congresso Provinciale delle A.C.L.I. che per la prima volta si teneva fuori della sede abituale e proprio nel Circolo di Candelara, quasi a riconoscergli una specie di”primogenitura” esemplare. Il circolo è tuttora in piena efficienza anche perché si trova in una zona in continuo sviluppo sia urbanistico che industriale. Tale sviluppo sembra sia abbastanza razionale ed equilibrato nei suoi vari aspetti, ivi compreso quello sociale. Un protagonista da ricordare: Mons. Nicola Alegi

Assistente del circolo ACLI di Candelara e prmo Assistente Ecclesiastico dele ACLI provinciali di Pesaro e Urbino, Mos. Nicola Alegi è stato il parroco che tutte le parrocchie vorrebbero avere, non tanto perché abbia fatto chissà che cosa, ma perché ha sempre sperimentato tante strade, verificandone volta per volta, giorno per giorno il risultato e cambiando secondo l’esperienza e i consigli dei parrocchiani

Già nel 1938 era cappellano nella parrocchia di S. Stefano di Candelara. Nel 1945 ne diventerà il parroco all’insegna della continuità con il precedente don Elio Franca, che già si era preoccupato del problema del lavoro dei suoi parrocchiani organizzando un laboratorio parrocchiale femminile. Bombardato durante la guerra, il laboratorio che aveva continuato la sua attività, si trasferirà in una nuova sede vicino alla casa parrocchiale nel 1950 per interessamento diretto di don Nicola. Una decina di anni dopo anche un laboratorio – Scuola parrocchiale i Falegnameria. Intanto, anche per suo interessamento, fin dal 1944 era sorto il Circolo ACLI con il compito di svolgere la formazione sociale e cristiana di quei giovani, lavoratrici e lavoratori e di tutti gli altri della parrocchia. Uno come lui quindi era quasi destinato a diventare il primo Assistente ecclesiastico delle ACLI provinciali di Pesaro, che non hanno mai fatto voli pindarici, ma hanno sempre dimostrato una buona dose di “intelligenza pratica” e di moderatismo pur di progredire secondo gli ideali e le necessità. Quando dal 1948 al 1952 divenne Assistente provinciale, non solo partecipò a tutte le riunioni e alle responsabilità della ACLI, ma spesso si recava ai convegni nazionali e ne riportava entusiasmo e voglia di agire. Che il suo essere Aclista fosse sentito, sincero ed entusiasta, lo si vedeva poi direttamente in parrocchia, dove per il suo circolo ACLI aveva provveduto a trovare una sede addirittura all’interno di casa sua, pur con un ingresso indipendente fino al 1965 quando riuscì a spostare il laboratorio e ad assegnare quei locali al circolo. Ricorda don Silvio Linfi, sacerdote di Candelara “Quando nel 1988 si è celebrato il 50° di sacerdozio di don Nicola, la Presidenza Provinciale delle A.C.L.I. esprimeva in un telegramma il suo “immutato affetto” nei suoi confronti ed il Prof. Gastone Mosci, Presidente Provinciale, rivolgeva a lui un caloroso ringraziamento per i suoi meriti nel campo aclista locale e provinciale. Cos’ì come il dott. Sergio Arceci faceva una dettagliata relazione sull’impegno di don Nicola nei due laboratori parrocchiali […] Parole non dettate dalla circostanza, ma pienamente corrispondenti alla realtà dei fatti.” (Da “Storia del circolo ACLI di Candelara” – Pesaro 2002)

Cenni sulla storia del paese. Candelara antico castello medioevale. è una frazione del Comune di Pesaro, Siccome dista circa Km. 5 dal capoluogo, è in continua espansione urbanistica. Si formò nell'XI secolo come luogo di rifugio per gli abitanti della zona in un periodo di frequentissime scorrerie tra bande armate. Nel 1176 vi si rifugiò l'imperatore Federico Barbarossa dopo la sconfitta di Legnano; successivamente la storia di Candelara è legata alla famiglia Malatesta di Pesaro e di Rimini

Le mura del castello furono rinforzate ne 1445 per resistere all'assedio condotto da Federico da Montefeltro che guidava le truppe di Francessco Sforza, signore di Pesaro, contro Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini e Fano. Anche la porta d'accesso, munita di torre e di ingresso carraio e pedonale, fa parte del rafforzamento malatestiano. Di grande interesse è tutto l'insieme del sistema difensivo (porta, mura, bocche da fuoco), che costituisce una esperienza d'avanguardia nel campo dell'architettura militare del '400. Le Acli, ubicate nella parrocchia di S. Stefano, fanno la loro parte per quanto riguarda le occasioni di incontro nel tempo libero e culturali.

Indirizzo

Via Trebbio Della Sconfitta
Pesaro
61122

Orario di apertura

Lunedì 07:30 - 12:00
17:00 - 00:00
Martedì 07:30 - 12:00
17:00 - 00:00
Mercoledì 07:30 - 12:00
17:00 - 00:00
Giovedì 07:30 - 12:00
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Venerdì 07:30 - 12:00
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Sabato 07:30 - 12:00
17:00 - 00:00
Domenica 07:30 - 00:00

Telefono

0721206092

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