28/08/2026
L’olio delle lampade: l’olio dell’amore
Il Vangelo di oggi ci presenta la parabola delle dieci vergini e, al centro di questa parabola, troviamo un simbolo molto forte: l’olio delle lampade.
Mi piace pensare che quell’olio sia l’olio dell’amore, quello che alimenta la nostra lampada e ci permette di rimanere nella luce anche quando arriva la notte.
Se pensiamo a quanto l’olio sia presente nella nostra fede, comprendiamo quanto sia grande il suo significato.
Pensiamo a Maria Maddalena, che lava i piedi di Gesù con le sue lacrime e li asciuga con i suoi capelli, poi li unge con il profumo: un gesto di amore, di umiltà e di totale donazione, un gesto che è rimasto nella storia dell’umanità.
Pensiamo poi all’Unzione degli infermi, quel gesto della Chiesa che accompagna un fratello nella malattia e, a volte, nell’ultimo tratto della sua vita. Lo abbiamo vissuto anche recentemente, accompagnando un nostro fratello nel suo passaggio da questa vita.
E allora comprendiamo che l’olio può diventare davvero olio della vita.
È l’olio che cura, che consola, che accompagna, che unge le ferite. È l’olio dell’amore che diventa gesto concreto, presenza, servizio e fraternità.
E qui comprendiamo anche una cosa fondamentale: la nostra vita non ci è stata donata semplicemente per essere vissuta, ma per essere donata.
La vera sapienza forse sta proprio nel non aspettare domani per fare il bene. Ogni giorno ci viene data la possibilità di compiere un’opera di misericordia, di asciugare una lacrima, di ascoltare una persona sola, di rialzare chi è caduto, di accogliere chi non sa più dove andare.
Perché arriverà un momento in cui non potremo più fare queste cose.
E allora ciò che rimarrà non saranno le nostre ricchezze, i nostri successi o quello che abbiamo accumulato, ma l’amore che abbiamo saputo mettere nella vita degli altri.
È questo che ci insegna anche il Vangelo quando ci parla del giudizio: alla fine saremo riconosciuti nell’amore concreto che abbiamo vissuto, nel modo in cui ci siamo fatti prossimi al fratello che aveva fame, sete, era solo, malato o nel bisogno.
Il nostro caro fratello Francesco di Assisi ci insegna che non ha cercato Dio lontano dalla vita. Lo ha incontrato nel lebbroso, nel povero, nel fratello, nella semplicità del creato, nella fraternità e nel servizio.
Per questo, nella nostra esperienza, l’olio della lampada diventa l’olio della misericordia: quello che ci permette di riconoscere Cristo nel volto dell’altro e di trasformare la fede in un’opera concreta.
La lampada è la nostra fede.
L’olio è l’amore che la alimenta.
E la luce è ciò che accade quando quell’amore viene donato.
Una lampada senza olio prima o poi si spegne.
Anche una fede che non diventa ca**tà rischia di rimanere soltanto una parola.
Per questo dobbiamo custodire l’olio: custodire l’amore, custodire la misericordia, custodire la capacità di prenderci cura.
Perché chi vive nell’amore porta dentro di sé una speranza che non si spegne nemmeno davanti alla notte.
E quando arriverà la notte più grande, quella della morte, sarà proprio quella piccola fiamma alimentata dall’amore a indicarci la strada verso la luce.
Allora forse la domanda del Vangelo di oggi non è soltanto: “Abbiamo una lampada?”
La domanda è:
“Abbiamo abbastanza olio per tenerla accesa?”
Abbiamo ancora amore da donare?
Abbiamo ancora misericordia da vivere?
Abbiamo ancora un fratello da accogliere, una ferita da curare, una lacrima da asciugare?
Perché alla fine della nostra vita, forse, scopriremo che l’olio che abbiamo conservato per noi non serve a nulla.
Quello che conta è l’olio che abbiamo versato negli altri.
Questo è l’olio della vita.
Questo è l’olio dell’opera.
Questo è l’olio della misericordia.
Questo è l’olio dell’amore.
E questa è la lampada che, nella notte, può continuare a indicarci la strada verso la grande festa della vita.
Mission Laudato Si