08/06/2026
Sesto dei dodici appuntamenti della quarta edizione della rassegna Classici per un anno.
Domenica 14 giungo, alle ore 18.00, a Pesaro, Villa Caprile, nel Salone degli Affreschi (g.c.), Guido Arbizzoni racconta Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.
Ad accompagnarlo, i lettori di Le Voci dei Libri: Tommaso Andruccioli, Claudio Bordoni, Ma**ca Chiara Giovanetti e Raffaella Vaina.
L’idea di un poema con argomento la prima crociata era balenata nella mente del Tasso sedicenne già intorno al 1560, con un avvio di getto (Il Gierusalemme), dedicato a Guidubaldo II della Rovere della cui corte era stato ospite con il padre Bernardo fino all’anno precedente. Quell’idea rimase al momento sospesa, ma non abbandonata, meditata anzi attraverso studi teorici e rielaborata per oltre un quindicennio in uno strenuo, sempre inquieto, esercizio di perfezionamento fino a definirne l’architettura e comporla in un proprio personalissimo linguaggio poetico. Sono anni in cui ci si rivolge ai modelli classici e si assume la Poetica aristotelica come ineludibile precettistica normativa: la sfida di Tasso è realizzare un poema sulla scia di Omero e di Virgilio, ma che anche soddisfi il gusto moderno e attragga i lettori, avvezzi alla sregolata inventiva del poema cavalleresco. Nel 1581 escono le prime edizioni complete della Gerusalemme liberata, sulla base di testimoni non definitivi e senza l’approvazione dell’autore da un anno recluso a Ferrara, nell’ospedale di Sant’Anna, per le sue intemperanze anche violente e il suo turbamento psichico. È una ‘novità’ tanto attesa che accende discussioni e polemiche, dalle quali esce come nuovo modello epico (Tasso nuovo Omero della modernità), che avrà innumerevoli ristampe (30 edizioni negli ultimi due decenni del Cinquecento ed oltre 100 nel secolo successivo), traduzioni nelle principali lingue europee e, testimonianza del successo ‘popolare’, anche in numerosi dialetti italiani. Ma Tasso, uscito dalla reclusione di Sant’Anna non ne fu pago, volle riformare il suo poema e pubblicò nel 1594 la Gerusalemme conquistata: questo è il poema riconosciuto dall’autore, che rappresenta la sua ultima volontà e che dunque dovremmo leggere, ma la preferenza dei lettori ha disconosciuto la volontà d’autore ed ha prodotto un caso filologico esemplare, anche nella difficoltà di individuare, rispetto alla Liberata, un punto fermo tra materiali ancora in fieri.
L’ingresso all’incontro è libero fino ad esaurimento posti.
Info: canali social e siti www.uniliberapesaro.it www.levocideilibri.it