Unicobas Pesaro Urbino

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30/5/2026 Cremona, "Spazio Comune": Piergiuseppe Bettenzoli dell'Usb Lombardia presenta il libro "Sindacato SPA. Cgil, C...
06/06/2026

30/5/2026 Cremona, "Spazio Comune": Piergiuseppe Bettenzoli dell'Usb Lombardia presenta il libro "Sindacato SPA. Cgil, Cisl, Uil (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova casta"con l'autore, Stefano d'Errico
SINDACATO $.p.A. Introduzione di Ezio Gallori e Prefazione di Peter Gomez (Paper FIRST, pp. 464, euro 18,50, nelle librerie. Acquistabile su Amazon scontato e con carta del docente).
https://youtu.be/KXcgtsjweRs?si=Qun6ru6B5x7yn9DE
Sinossi
Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl). Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro. Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l’anno, però non devono neanche presentare un bilancio. Ma non è tutto. Perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello Stato senza il versamento dei contributi? Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a “totale carico del sindacato”), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili? Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea? La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile. In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà che, così come organizzata, nel difficile mondo del lavoro odierno, non ha davvero senso. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l’intero settore.
Dalla Prefazione di Peter Gomez:
"Gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni. Qualcuno dovrebbe alzare la voce. E quel qualcuno dovrebbe essere il sindacato.
Accade ed è accaduto così in tutti i Paesi d’Europa. Ed è successo persino negli Usa dove il sindacato dei lavoratori dell’auto ha bloccato le fabbriche per settimane e settimane per ottenere aumenti che recuperassero l’inflazione post-Covid.
Perché invece da noi il conflitto salariale è restato debole, intermittente, spesso simbolico? Il Protocollo del 23 luglio 1993, firmato dalle organizzazioni sindacali con il governo, segna la svolta: nasce la concertazione permanente, nasce la politica dei redditi, nasce l’idea che i salari debbano crescere non in base al conflitto, ma in base alle compatibilità macroeconomiche. Da quel momento i sindacati non sono più soltanto rappresentanti dei lavoratori: diventano cogestori della stabilità economica del Paese. È l’ingresso ufficiale nel sistema.
Ogni patto ha ovviamente un prezzo. Qui il prezzo è il conflitto. Mentre s’indeboliva il conflitto sociale, il sistema delle organizzazioni è invece cresciuto. Cresciuto nei servizi.
Patronati, Caf, formazione professionale, enti bilaterali: sono un welfare parallelo che, secondo Stefano d’Errico, muove ogni anno almeno 8 miliardi di euro, senza un bilancio consolidato che consenta di capire davvero quanto valga l’intero perimetro delle varie organizzazioni".
Dall’Introduzione di Ezio Gallori:
“Nel mondo sindacale di un tempo, con la partecipazione e la democrazia, non c’erano spazi per i privilegi ma solo militanze convinte ed esempi di alta moralità e impegno. Valori che si sono persi nell’acquisizione di una certa “modernità”, nell’acquisizione di diritti, nelle deleghe, nei distacchi sindacali, nei compensi, nelle carriere agevolate, negli opportunismi e perfino nei tradimenti ai danni dei lavoratori”.
Stefano d’Errico è segretario nazionale dell’Unicobas. Profondo conoscitore del mondo sindacale, tra i suoi libri: La Scuola distrutta (Mimesis, Milano 2019) e La scuola rapita, il Covid e la Dad (Armando, Roma 2021), nei quali ha raccontato la storia del sindacalismo di base e denunciato 30 anni di massacro scientifico dell’istruzione pubblica ad opera del neo-liberismo e della sinistra minimalista e “politicamente corretta”.

30/5/2026 Cremona, "Spazio Comune": Presentazione del libro "Sindac...

26/05/2026

COMUNICATO UNICOBAS: SENTENZA DEFINITIVA. L'ASPETTATIVA NON RETRIBUITA è un DIRITTO ANCHE PER I SINDACATI DI BASE

SENTENZA DEFINITIVA: L’ASPETTATIVA NON RETRIBUITA È UN DIRITTO PER TUTTI I SINDACATI, NON SOLO PER I PRONTA-FIRMA
Una bella batosta per mala politica e mala “rappresentanza” sindacale

I PRECEDENTI. Con la sentenza n.° 3624 dell’8 maggio 2018, il Giudice monocratico, Dr.ssa Claudia Canè della Seconda Sezione Lavoro del Tribunale di Roma, confermava l’aspettativa non retribuita a carico del sindacato Unicobas, assistito dall’Avv. Giovanni Angelozzi del Foro di Roma, dopo analoga vittoria in sede giudiziaria per l’anno scolastico 2016/2017, respingendo il ricorso in opposizione prodotto dal Miur (Gabinetto del Ministro Fedeli), confermando così quanto già stabilito da una precedente sentenza di merito, e condannando il Ministero al pagamento delle spese (4.039 euro).
Il Ministero dell’Istruzione, già “recidivo”, perché battuto una prima volta in tribunale, sosteneva ugualmente quanto già preteso nel primo (soccombente) giudizio, ovvero che l’istituto dell’aspettativa sindacale non retribuita spettasse, come per quelle retribuite dallo Stato, solo alle OoSs firmatarie di contratto (Sic!) e “maggiormente rappresentative” (tali in grazia del vergognoso calcolo basato sulle elezioni Rsu che consentono ai lavoratori di votare solo le liste presenti nella singola unità produttiva, elezioni frammentate e senza lista nazionale ove è vitato ai sindacati di base di tenere assemblee in orario di servizio per trovare candidati). La pretesa, contraria alle disposizioni dello Statuto dei Lavoratori, nasce con un contratto nazionale quadro sui permessi sindacali nel quale, in pieno conflitto d’interessi, Cgil, Cisl, Uil, Snals-Confsal, Gilda-Fgu e controparti pubbliche pattuivano di riservare agli apparati di casta confederali non solo le aspettative retribuite (2mila nel pubblico impiego), ma persino quelle che non danno luogo a nessuna retribuzione.
Citando una lontana sentenza della Cassazione, il Giudice ribadiva quindi, già nel 2018, che quanto previsto dalla legge non può essere aggirato con un accordo fra Stato, Ministero ed alcune organizzazioni sindacali (a danno di altre). La L. 300/70 è molto chiara: l’aspettativa non retribuita spetta ai membri degli organi statutari dirigenti di qualsiasi organizzazione sindacale. Citiamo dalla sentenza: “Trattasi infatti di un diritto riconosciuto a tutela della libertà sindacale del lavoratore ed alla libera applicazione delle relative attività, costituzionalmente garantito (cfr. artt. 39 e 51 Costituzione), che non è suscettibile di limitazioni o discriminazioni”.
Una buona premessa per la battaglia finale quando s’è discusso in Tribunale dell’aspettativa non retribuita del successivo anno scolastico, dopo una ben diversa sentenza che, pilatescamente, non è entrata nel merito perché non ci sarebbe stato “periculum in mora”, dal momento che all’inizio dell’anno scolastico 2017/2018, in attesa che la giustizia si pronunciasse, sono stato costretto (annullato il primo) a mettermi di nuovo in anno “sabatico”, senza stipendio e senza contributi. Non c’erano più “scuse”: l’anno sabatico non è ripetibile. Infatti, il 3 marzo 2020 un’altra sentenza ribadiva il diritto all’aspettativa: 3 a 1, punteggio tennistico... Però il 10.5.22 la Corte d’Appello di Roma ha bizzarramente ritenuto di nuovo “derogabile” lo Statuto dei Lavoratori, confondendo la distribuzione dei distacchi a carico dello stato derivanti dalla “rappresentatività” calcolata a parte con quelli non retribuiti che invece la legge prevede per i membri di organismi statutari di qualsiasi sindacato.
L’ULTIMA SENTENZA. Quest’ultima sentenza del 20 maggio ha chiuso il cerchio. Come disposto dalla Cassazione, riassumendo la causa, la stessa Corte d’Appello di Roma con un nuovo Giudice, il Dott. Vito Francesco Nettis, ha esaurito la questione senza più possibilità di replica, con ulteriori aggravi per lo stato perché, oltre alla conferma della precedente, è intervenuta un’altra condanna alle spese: €.5.000,00 per il giudizio di appello; €.4.000,00 per il giudizio di Cassazione; €.5.000,00 per l’ultima fase, per un totale di 18.039 euro. Il tutto, oltre al contributo unificato, rimborso forfetario del 15%, Iva e Cap come per legge.
Era stata la Corte di Cassazione, con sentenza del 9 febbraio 2026 a riformare e rinviare alla Corte d’Appello la precedente decisione negativa perché venisse riformata, ribadendo che l’art. 31 della L. 300/70 è inderogabile e non può ve**re negato da norme pattizie sui distacchi, che siano onerosi (e discriminati dalla cosiddetta “rappresentatività”) o meno. Ora la vittoria dell’Unicobas Scuola, assistito dall’Avv. Giovanni Angelozzi del Foro di Roma, è definitiva (e fa giurisprudenza).
Una lezione anche per tutti quei “costituzionalisti di Sua Maestà” (ben radicati anche dentro una certa “sinistra” ormai ridotta alla frutta), sinora assolutamente muti a fronte di tali vergogne anche perché legati a doppio filo a quelle stesse Confederazioni (Cgil in primis) che, con il gioco delle parti, negli ultimi 30 anni hanno garantito come contropartita l’imposizione sui lavoratori dell’austerità voluta dalla “Troika”, il massacro degli stipendi, delle pensioni e del welfare.
Stefano d’Errico (Segretario nazionale Unicobas)

UNICOBAS: NON COLLABORARE!NO alla DISTRUZIONE degli ISTITUTI TECNICINO alla sQuola di ValditaraDal 22 Maggio al 21 Giugn...
15/05/2026

UNICOBAS: NON COLLABORARE!
NO alla DISTRUZIONE degli ISTITUTI TECNICI
NO alla sQuola di Valditara
Dal 22 Maggio al 21 Giugno 2026
NO ORE & ATTIVITÀ AGGIUNTIVE NO agli STRAORDINARI ATA
NO progetti, incarichi, sostituzioni, aggiornamento, funzioni strumentali

La Controriforma dei Tecnici = 231 ore in meno nel Primo Biennio / 198 in meno nel Secondo Biennio / oltre alle decurtazioni dovute all’istituzione della filiera
SCIOPERO UNICAMENTE PER QUANTI PRESTANO SERVIZIO NEGLI ISTITUTI TECNICI E NEGLI IISS, DOVE SONO PRESENTI ISTITUTI TECNICI: LE TRATTENUTE SARANNO ESCLUSIVAMENTE ORARIE PER QUANTO RICONOSCIUTO DALLA CONTRATTAZIONE DI ISTITUTO A PROGETTI, STRAORDINARI ED ATTIVITÀ AGGIUNTIVE: È ESCLUSA QUALSIASI TRATTENUTA PER L’INTERA GIORNATA. SI SUGGERISCE INOLTRE UNA DISCUSSIONE CRITICA SULL’ADOZIONE DEI TESTI
Personale Ata:
- astensione attività aggiuntive oltre le 36 ore settimanali (35 ore nelle scuole con personale Ata adibito a turni);
- astensione dalle attività che comportano l’intensificazione del lavoro relativa per la sostituzione dei colleghi assenti, limitandosi al proprio piano o settore di competenza;
Personale docente:
- astensione dalle attività aggiuntive di insegnamento oltre l’orario obbligatorio, retribuite con il Fondo di Istituto;
- astensione dall’aggiornamento, dall’espletamento delle funzioni strumentali e dalle uscite didattiche;
- astensione dalle ore aggiuntive per l’attuazione dei progetti e dagli incarichi di coordinatore di progetti retribuiti con il FIS;
- astensione dalle sostituzioni e dalle collaborazioni con il dirigente scolastico, nonché dagli incarichi di responsabile di plesso, di laboratorio, di dipartimento, dalle funzioni di tutor, di coordinatore del consiglio di classe o coordinatore del personale educativo;
- astensione dalle ore aggiuntive prestate per l’attuazione dei corsi di recupero per gli alunni con debiti formativi;
- astensione dalle attività complementari di educazione fisica e avviamento alla pratica sportiva.
Non c’è rispetto. Basta con la truffa delle retribuzioni forfetarie ...Mai più lavorare gratis (o quasi)! BASTA CON LA GUERRA FRA POVERI E L’AUTOGESTIONE DELLA MISERIA
CONTRO i ritardi annosi nell’assunzione dei precari e la riduzione dei benefici stipendiali e normativi per i neo assunti; la valutazione discrezionale di docenti ed ATA, collegando i primi ai ridicoli test Invalsi; la riduzione di tutto il Superiore a 4 anni (immediatamente dopo i Tecnici); l’aumento dell’età minima pensionabile dal 2027; il taglio a 383 euro della Carta del Docente; la protervia di Valditara che vorrebbe una scuola a servizio dell’impresa ed indirizzata a destra. PER il Doppio Canale di reclutamento per abilitazioni e servizio; l’abrogazione delle controriforme Renzi e Gelmini e della relativa revisione delle classi di concorso.

20/4/2026, h. 9.00: Rai3 TGR Lazio: SIT IN Unicobas davanti MIM Roma per Sciopero Scuola del 20 Aprile 2026
20/04/2026

20/4/2026, h. 9.00: Rai3 TGR Lazio: SIT IN Unicobas davanti MIM Roma per Sciopero Scuola del 20 Aprile 2026

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10/04/2026
09/04/2026

LUNEDÌ 20 APRILE 2026: SCIOPERO NAZIONALE SCUOLA
CON MANIFESTAZIONE SOTTO IL MINISTERO,
ROMA, V.le TRASTEVERE, h. 9.00 - 14.00.
CONTRO L’ATTACCO ALLE FERIE ESTIVE.
CONTRO GLI SPRECHI MILITARI.
PER INVESTIMENTI SU SCUOLA, CASA E SANITÀ.
PER UNA PROVVISIONALE DI 200 EURO NETTI PER TUTTI A RECUPERO SULL’INFLAZIONE OLTRE GLI EFFIMERI “AUMENTI” CONTRATTUALI. PER LA 14ma MENSILITÀ.
CONTRO OGNI TENTATIVO DI SVOLTA AUTORITARIA NELLA SCUOLA

La proposta dell’ex ministra Santanchè, rivolta al governo ed al suo amico Valditara (che ne è stato entusiasta), di tagliare di 10 giorni le vacanze estive degli insegnanti perché le regioni redistribuiscano il pacchetto a loro piacimento, magari secondo i desiderata di Confindustria, è l’ennesimo affronto alla categoria. TAGLIAMO LE FERIE DEI PARLAMENTARI, a cominciare da condannati ed inquisiti! Bocciamo senza esitazione qualsiasi tentativo di stravolgere il calendario scolastico! Pretendiamo, invece, investimenti sull’edilizia scolastica e aule sicure, climatizzate e dotate di minimi standard di comfort: l’80% delle strutture scolastiche non è conforme alle norme di sicurezza, il 50% manca dell’agibilità.

CONTRO OGNI ATTACCO ALLA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO
Il MIM ha messo in atto la schedatura degli studenti palestinesi, ha tollerato le campagne discriminatorie sull’esposizione della storia e dell’attualità avviate da un’associazione studentesca di Fratelli d’Italia, impone dall’alto nuove Indicazioni Nazionali(ste) senza alcun confronto con la comunità scolastica. Insiste inoltre con la FSL (ex PCTO), frutto di una visione aziendalista della scuola, e con le prove Invalsi, minimaliste e nozionistiche, strumento di schedatura e riduzione della complessità educativa.

PER UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITÀ: CONTRATTO E STIPENDI DIGNITOSI
Il MIM vuole ridurre gli Istituti Tecnici a quattro anni abbassando la qualità e creando un esubero strutturale di migliaia di posti: nonostante il fallimento evidente della filiera 4+2, prova ancora ad imporre questo modello.
Il contratto-beffa firmato il 1° aprile mantiene gli stipendi della scuola italiana lontanissimi dagli standard europei, non permette di recuperare adeguatamente l’inflazione, il costo della vita e gli arretrati. Infatti, al contrario dei toni trionfalistici dei sindacati firmatari, gli aumenti reali previsti dal contratto ammontano alle seguenti cifre:
euro 106,14 netti (151,73 lordi) di aumenti stipendiali per i docenti;
euro 88,04 netti (125,85 lordi) di aumenti stipendiali per gli ATA – Dsga esclusi;
euro 688,90 netti (984,78 lordi) di arretrati per i docenti;
euro 499,05 netti (713,39 lordi) di arretrati per gli ATA – Dsga esclusi.
Altro che “rinnovo”: tra aumenti insufficienti e arretrati una tantum, il contratto non recupera che un quarto di quel 24,9% del precedente potere d’acquisto mangiato dal carovita negli ultimi 4 anni.
Chiediamo:
- la quattordicesima e una provvisionale di 200 euro netti mensili per tutti;
- equiparazione degli stipendi della scuola agli standard europei, con aumenti mensili netti di 1000 euro per i docenti e di 550 per gli ATA e l’innalzamento della retribuzione dei docenti all’ottavo livello, come fatto per i Dsga;
- un accordo sui nuovi profili professionali ATA, risarcimento e adeguamento di pensioni e stipendi per gli ATA ex Enti Locali, dopo ben dieci sentenze favorevoli della Corte Europea;
- abbassamento a 65 anni dell’età pensionabile;
- assunzione tramite graduatoria titolo/servizio per docenti e ATA precari e riduzione del numero di alunni per classe;
- attivazione del doppio canale di reclutamento per il 50% delle nuove assunzioni;
- assunzione di almeno 30000 collaboratori scolastici e 30000 tra segretari e tecnici;
- stabilizzazione degli specializzati di sostegno e percorsi seri di abilitazione con istituzione di un’apposita classe di concorso;
- stato giuridico e mansionari dignitosi per il personale educativo.

PER UNA SCUOLA PUBBLICA, DEMOCRATICA E SENZA DIFFERENZIAZIONI REGIONALI
L’Unicobas dice NO all’attuazione dell’autonomia regionale differenziata, che incrementerebbe i già pesantissimi divari territoriali.
Vogliamo un contratto specifico per la scuola fuori dai diktat del D.Leg.vo 29/93, che impedisce aumenti superiori all’inflazione programmata.
Rifiutiamo tutte le forme di privatizzazione in atto: dal meccanismo del silenzio-assenso per l’adesione ai fondi pensione all’assicurazione sanitaria integrativa.
Il sistema pubblico di previdenza e sanità deve rimanere universale, equo e finanziato collettivamente e non rispondere agli interessi delle lobbies finanziarie e assicurative, ma ai bisogni reali di docenti e personale.
Diciamo no ai presidi-manager e chiediamo l’istituzione del Preside elettivo, sul modello spagnolo.

PER UNA POLITICA ESTERA COERENTE: NO SPESE MILITARI, SÌ INVESTIMENTI SOCIALI (SCUOLA, CASA, SANITÀ)
Di fronte alle vergognose guerre scatenate da Putin, dalla Nato, da Trump e Netanyahu e alla sostituzione etnica in atto in Palestina, pretendiamo che il Governo metta in atto provvedimenti adeguati quali:
- affrontare immediatamente le conseguenze sul costo della vita delle guerre;
- protestare adeguatamente contro le continue violazioni del diritto internazionale e umanitario;
- tagliare la collaborazione militare con Israele e USA;
- riconoscere l’entità autonoma palestinese.

L’Unicobas Scuola & Università indice un’ASSEMBLEA SINDACALE ON-LINE PER IL                   15 aprile 2026 APERTA A TU...
07/04/2026

L’Unicobas Scuola & Università indice un’ASSEMBLEA SINDACALE ON-LINE PER IL 15 aprile 2026 APERTA A TUTTI I COLLEGHI, DOCENTI ED ATA, DI RUOLO E NON, in servizio, con permesso orario o fuori servizio, CHE SI TERRÀ dalle h. 14.30 alle h. 19.30 in modalità streaming (video on-line) dal CANALE YOU TUBE dell'Unicobas. Relazioneranno: Stefano d’Errico (Segretario nazionale Unicobas), Stefano Lonzar, Alvaro Belardinelli, Alessandro Di Candia, Alessandra Fantauzzi (dell’Esecutivo Nazionale Unicobas), PER PARTECIPARE all’ASSEMBLEA:
cliccare sul Link: https://youtube.com/live/LCVRhJABQe8
ed iscriversi al Canale You Tube dell'Unicobas, per poi seguirla il 15 APRILE 2026 dalle h. 14.30 alle 19.30. Alla fine dell’assemblea verrà fornito attestato di partecipazione, COMPILANDO IL FORM “Attestato di partecipazione” sul menù del sito Unicobas.
Ci si può prenotare via mail: [email protected], senza limiti di partecipazione.
Le domande vanno poste via chat: risponderemo NELLE ULTIME 2 ORE dell’assemblea.
Unicobas Scuola&Università
Sede Nazionale e Provinciale di Roma: Via Casoria, 16 - 00182 Roma
Tel. 06/7026630 – 06/7027683 – 06/70302626
Email: [email protected]
Odg: 1) ANALISI DELLA CONVULSA SITUAZIONE INTERNAZIONALE
Per la guerra Russo-Ucraina non si vedono validi sforzi diplomatici. Una striscia di sangue s’impone ancora su Cisgiordania e striscia di Gaza, ammasso di rovine e tomba per oltre 70mila gazawi. Il colpo di mano in Venezuela, invece della democrazia ha consegnato il petrolio del paese nelle mani degli USA. Poi è arrivato il conflitto israelo-statunitense contro l'Iran. La guerra non è mai una soluzione, in più crea l’aumento dei costi energetici e dell’inflazione. Esprimiamoci CONTRO le politiche cobelligeranti del governo che non ha mai tagliato la collaborazione militare con Israele e con gli Usa, né protestato contro le violazioni del diritto internazionale ed umanitario, né riconosciuta l’entità autonoma palestinese. Anziché aumentare le spese militari, Scuola e sistema pubblico devono essere posti al centro di un vero progetto di ripresa e riqualificazione.
2) LA SITUAZIONE GENERALE DELLA SCUOLA PEGGIORA con ulteriori “perle”
governative:
-L’ex ministra Daniela Santanchè, poco prima di “essere dimessa” d’ufficio, ha avuto il tempo di lasciare agli insegnanti della scuola pubblica un vero e proprio frutto avvelenato: il taglio di 10 giorni delle vacanze estive, perché le regioni possano redistribuire il pacchetto a loro piacimento. È ora di far sentire la nostra voce: bocciamo senza esitazioni qualsiasi tentativo di rivedere il calendario scolastico! Pretendiamo, invece, investimenti concreti nell’edilizia scolastica, per l’80% ancora non a norma rispetto al DLgs 81/90 e per il 50% priva persino dall’agibilità: vogliamo aule sicure, climatizzate e dotate di standard minimi di confort. TAGLIAMO LE FERIE DEI PARLAMENTARI, a cominciare da condannati ed inquisiti!
-Il Mim ha messo in atto la SCHEDATURA degli studenti palestinesi e ha consentito l’attacco alla libertà d’insegnamento ed ai dirigenti, senza censurare le due campagne discriminatorie sull’esposizione della storia e dell’attualità messe in atto da un’associazione studentesca legata al principale partito di governo.
-Il Mim vuole RIDURRE GLI ISTITUTI TECNICI A 4 ANNI, abbassandone pesantemente la qualità e con un esubero strutturale di migliaia di cattedre e posti.
3) CONTRATTO: Al contrario dei toni trionfalistici usati dai sindacati che hanno firmato il
contratto mercoledì 1° aprile (una data che richiama la beffa), DENUNCIAMO L’ASSENZA DI UN ADEGUATO RECUPERO sul costo della vita e sugli arretrati. Quanto entrerà in busta paga è inadeguato persino rispetto all’inflazione di nuovo in crescita. Gli stipendi della scuola italiana risultano sempre più lontani dagli standard europei.
-VOGLIAMO la QUATTORDICESIMA MENSILITÀ per tutta la scuola (docenti ed ata).
-CHIEDIAMO un’immediata provvisionale di 200 euro netti mensili per tutti, docenti ed ata, a ristoro per l’aumento del costo della vita degli ultimi 4 anni
-OCCORRONO aumenti netti di 1.000 euro (docenti) e 550 euro (ata), per agganciare gli stipendi della scuola almeno ai livelli intermedi (Spagna) della media retributiva europea (ove siamo gli ultimi). Occorre portare parallelamente la retribuzione dei docenti all’ottavo livello (quello dei vecchi presidi), come è stato fatto per i Dsga (che hanno lo stesso titolo d’ingresso dei docenti: la laurea).
-MANCA un accordo sui nuovi profili professionali ATA, da adeguare alle mansioni legate all’autonomia e all’innovazione tecnologica.
4) L’ANNOSA QUESTIONE DEL PRECARIATO:
- ASSUNZIONE IMMEDIATA TRAMITE GRADUATORIA PER TITOLI E SERVIZIO per docenti ed ata, con almeno 3 anni di lavoro PER RIDURRE SUBITO il numero di alunni per classe e potenziare la gestione delle scuole. NO al precariato “usa e getta” (assunzioni a singhiozzo).
- La risoluzione definitiva della questione del precariato, con l’attivazione del DOPPIO CANALE di reclutamento per il 50% delle nuove assunzioni, ove valgano tutti gli anni di servizio (12 punti anno) ed abilitazioni conseguite (12 punti l’una, onde evitare di dover sostenere più di un concorso).
- L’assunzione di almeno 30mila collaboratori scolastici per coprire i vuoti in organico per la vigilanza, e di 30mila fra personale di segreteria e tecnici.
- Stabilizzazione diretta degli specializzati (e, se necessario, degli specializzandi) di sostegno. Percorsi seri di abilitazione per chi ha esperienza pregressa, onde evitare che oltre la metà delle cattedre continui a ve**re assegnata a chi non conosce l’handicap, ed infine l’istituzione di una classe di concorso specifica.
5) BENVENUTI NELLA sQuola DEL SOVRANISMO E DEL FALSO MERITO: analisi del testo delle nuove Indicazioni per l’infanzia ed il primo ciclo e del decreto complessivo sull’istruzione tecnica che, dopo il fallimento evidente della filiera 4+2, sperimentata da poche scuole, pochissimo gradita dall’utenza, Valditara prova ancora ad imporre.
6) LA BEFFA DELLA CARTA DEL DOCENTE: importo tagliato a 383 euro! Il Governo fa pagare ai lavoratori la sentenza della Corte di Giustizia Europea che estende il diritto ai precari con contratto annuale o al 30/6. Invece di garantire i 500 euro per tutti (come prevedeva la L.107/2015), il Ministero ha scelto di generalizzare la riduzione dell’importo.
7) NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA PENSIONE E ALL’ASSICURAZIONE SANITARIA INTEGRATIVA DI CATEGORIA. Rifiuto del silenzio/assenso per i fondi pensione. Pensionabilità a 65 anni.
8) SIAMO CONTRO LE PROVE INVALSI, la scuola minimalista e nozionista.
9) SIAMO CONTRO L’OBBLIGO DEI PCTO per gli studenti, sia nella scuola che nei centri di formazione professionale.
10) SIAMO PER IL PRESIDE ELETTIVO, sul modello spagnolo.
11) Dopo 10 sentenze favorevoli della Corte Europea PRETENDIAMO IL RISARCIMENTO E L’ADEGUAMENTO DI PENSIONI E STIPENDI per gli ATA EX ENTI LOCALI.
12) VOGLIAMO stato giuridico e mansionario degni del PERSONALE EDUCATIVO.
13) RESPINGIAMO L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLA REGIONALIZZAZIONE che incrementerebbe i già pesantissimi divari territoriali.
14) DALLA SCUOLA DELL’EMERGENZA ALLA SCUOLA RICOSTRUITA: l’Unicobas vuole un contratto specifico per la Scuola (per docenti ed ata) fuori dai diktat del DLvo 29/93 che impedisce aumenti superiori al tasso (finto) d’inflazione programmato dal governo (cosa che ci ha fatto diventare i peggio retribuiti della Ue).
PER SOSTENERE QUESTA PIATTAFORMA ED IMPEDIRE L’ULTERIORE PEGGIORAMENTO DELLA SCUOLA PUBBLICA E DELLO STATUS LAVORATIVO PROGRAMMATI DAL GOVERNO, SCIOPERO DI BASE DELL’INTERA GIORNATA PER LUNEDÌ 20 APRILE, CON MANIFESTAZIONE A ROMA SOTTO IL MINISTERO, V.le Trastevere, h. 9.00 / 14.00.

L’Unicobas Scuola & Università indice un’ASSEMBLEA SINDACALE ON-LINE PER IL 15 aprile 2026 APERTA A TUTTI I COLLEGHI, DOCENTI ED ATA, DI RUOLO E NON, in serv...

SINDACATO $.p.A.Cgil, Cisl, Uil (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova castadi Stefano d’Errico, con intro...
05/04/2026

SINDACATO $.p.A.
Cgil, Cisl, Uil (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova casta
di Stefano d’Errico, con introduzione di Ezio Gallori e prefazione di Peter Gomez

PaperFIRST, pp. 464, euro 18,50, nelle librerie dal 14 aprile. Già acquistabile su Amazon scontato e con carta del docente tramite il seguente link: https://www.amazon.it/Sindacato-Spa-Stefano-DErrico/dp/B0DZR7YZ2X/ref=sr_1_19?dib=eyJ2IjoiMSJ9.gf0kQ-Oe90ytsi4Gbos7kTirFkiYDSXW_dBF9jA7KYJCQOw5ZZqcObqzSpuAuQomroL6RSJmw1HEmn5koQ9zwnf0I8GVJCEjYNP2Bxnjl2_91kzVxDpUIu4l3Pb_ppgafsAupobrIt19ofy0D1nbr_s4XL-UVaLRWo8Dw40wCLP6ofYS4f8bCikFxU7CwRTzJNxcPLlNuH9C9dFCiBC6fLymAUv###ZOgIqbo8BI4Ow.iSWRiRd7sKG9DVXtQQ0sg0FQDpeKlc4h4qM6XS_r-20&dib_tag=se&qid=1773946446&refinements=p_27%3AStefano+D%27Errico&s=books&sr=1-19

Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl). Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro. Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l’anno, però non devono neanche presentare un bilancio. Ma non è tutto. Perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello Stato senza il versamento dei contributi? Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a “totale carico del sindacato”), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili? Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea? La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile. In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà che, così come organizzata, nel difficile mondo del lavoro odierno, non ha davvero senso. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l’intero settore.

Dall’introduzione di Ezio Gallori:
“Nel mondo sindacale di un tempo, con la partecipazione e la democrazia, non c’erano spazi per i privilegi ma solo militanze convinte ed esempi di alta moralità e impegno. Valori che si sono persi nell’acquisizione di una certa “modernità”, nell’acquisizione di diritti, nelle deleghe, nei distacchi sindacali, nei compensi, nelle carriere agevolate, negli opportunismi e perfino nei tradimenti ai danni dei lavoratori”

Stefano d’Errico è segretario nazionale dell’Unicobas. Profondo conoscitore del mondo sindacale, tra i suoi libri: La Scuola distrutta (Mimesis, Milano 2019) e La scuola rapita, il Covid e la Dad (Armando, Roma 2021), grazie ai quali ha raccontato la storia del sindacalismo di base e denunciato un trentennio di massacro scientifico dell’istruzione pubblica ad opera del neo-liberismo e della sinistra minimalista e “politicamente corretta”.

UNICOBAS: LA SCUOLA NON SI TOCCA. TAGLIASSERO LE FERIE AI PARLAMENTARI (in primis a condannati, inquisiti e plurinquisit...
27/03/2026

UNICOBAS: LA SCUOLA NON SI TOCCA. TAGLIASSERO LE FERIE AI PARLAMENTARI (in primis a condannati, inquisiti e plurinquisiti) !
MANDIAMOLI A CASA !

L’ex ministra Daniela Santanchè, poco prima di “essere dimessa” d’ufficio, ha avuto il tempo di lasciare agli insegnanti della scuola pubblica un vero e proprio frutto avvelenato: il taglio di 10 giorni delle vacanze estive dei docenti, presentato come misura per consentire alle regioni di ridistribuire il pacchetto a loro piacimento.
Immediata l’attenzione del mondo dell’impresa: il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini ha applaudito la proposta, e lo stesso governo — anche se ormai orfano della ex ministra — non sembra affatto indifferente a queste sollecitazioni, cominciando da Valditara.
Di nuovo torna in scena una vecchia idea e, come sempre, tutti sono invitati a esprimere un’opinione… tranne i docenti, protagonisti della scuola!
È ora di far sentire la nostra voce: bocciamo senza esitazioni qualsiasi tentativo di rivedere il calendario scolastico! Pretendiamo, invece, investimenti concreti e seri nell’edilizia scolastica: vogliamo aule sicure, adeguatamente climatizzate e dotate di standard minimi di comfort.
Invitiamo infine i ministri e chi parla di scuola senza conoscerne la complessità a visitare gli istituti europei per confrontarsi davvero con quel che serve alle scuole: mentre sono lì, si informino sugli stipendi dei docenti prima di lanciare nuove “riforme” dalla scrivania.
Se pensi che occorra l’immediata proclamazione di uno sciopero per rottamare questa proposta, scrivici entro 3 giorni usando questa mail: [email protected]
Vogliamo sapere se tu per primo sei disposto a scioperare. Dacci una mano: FAI GIRARE e rispondi subito!

Indirizzo

Biblioteca Bobbato, Galleria Dei Fonditori, 64
Pesaro
61122

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