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"Papa Urbano VIII era nonno del Papa Clemente XI"Questo è quanto afferma una nuova pagina culturale di Urbino che tratta...
02/11/2026

"Papa Urbano VIII era nonno del Papa Clemente XI"
Questo è quanto afferma una nuova pagina culturale di Urbino che tratta argomenti culturali anche su Pesaro, ma si tratta di un enorme strafalcione, scambiando addirittura nell'immagine didascalica Celestino V con Clemente XI.
Allora noi di Pesaro Segreta vi riproponiamo questo post sulla famiglia Albani, buona lettura.

Pesaro & Urbino, in passato nemici poi amici ora candidati insieme quale Capitale Europea della cultura 2033.
Nella storia di Pesaro & Urbino ci sono anche degli Albanesi!
Le origini della famiglia Albani sono rintracciabili nella figura del condottiero Michele Laçi (Lazi o Lazi) e i figli Filippo e Giorgio avevano combattuto contro i Turchi ottomani a fianco di Giorgio Castriota Scanderbeg in Albania.
Scanderberg era nato nelle montagne che portano il suo nome, dove scorre il fiume VALBONA nel comune di KURBIN .
I Laci nel 1464 dovettero lasciare il paese e sbarcarono in Italia, dove furono accolti dal signore di Montefeltro, il Duca d'Urbino, adottando il cognome "Albanesi" che poi mutarono in Albani.
Giorgio Laci-Albani ebbe due figli, Altobelli e Annibale (1530-1591).
Annibale ebbe anche lui due figli, Carlo e Orazio (1576-1653), che diede lustro alla famiglia, essendo stato inviato come ambasciatore del Duca d'Urbino, per concludere l'annessione del Ducato allo Stato Pontificio.
Ad Urbino ebbero dimora nel palazzo omonimo per poi spostarsi a Roma, dove divenne senatore durante il pontificato di Papa Urbano VIII. Ebbe due figli: Annibale e Carlo (1623-1684), la famiglia si naturalizza romana.
Annibale si dedicò alla carriera ecclesiastica, fu Prefetto della Biblioteca Vaticana. Il fratello Carlo (1623-1684) sposò Elena Mosca dei marchesi di Pesaro (1630-1698) da cui ebbe due figli, Orazio (1652-1712) e Giovanni Francesco, alias Gianfrancesco, (1649-1721) futuro papa Clemente XI.
RICAPITOLANDO ... tutto partì dal comune di Kurbin; arrivarono a Urbino (strana similitudine) ; a Urbino la porta più importante è Porta Valbona, stesso nome del fiume in Albania; a lato della porta Valbona ci sono due aquile, nella bandiera albanese c'è un'aquila a due teste - ..... saranno tutte coincidenze? Forza con i commenti amici !!!

Cartoline sonore.Nel 1958, su idea di Gino Filippucci, nasce il Festival di Pesaro con annessa la Mostra del Disco.Propr...
31/10/2026

Cartoline sonore.

Nel 1958, su idea di Gino Filippucci, nasce il Festival di Pesaro con annessa la Mostra del Disco.
Proprio in occasione della mostra del disco, i vari stand avevano in vendita delle vere curiosità: le cartoline sonore.
A prima vista potevano sembrare delle normali cartoline, solo un poco più grandi del normale, ma il foro centrale di cui erano dotate facevano pensare ad altro.
Infatti, sulla superficie lucida della cartolina vi era inciso un brano musicale; mettendola sul piatto di un giradischi diventava a tutti gli effetti un disco 45 giri.
Le prime cartoline sonore furono prodotte tra il 1953 ed il 1954, ma la massima vendita di queste avvenne nel 1958 quando vi incisero le canzoni di Sanremo: la più venduta fu “Nel blu dipinto di blu” di Modugno, capolavoro indiscusso.
La più venduta e la più spedita.

Siamo nel 1947, la guerra è finita da poco e ci si appresta ad entrare nei favolosi anni cinquanta.Ci troviamo in quello...
30/10/2026

Siamo nel 1947, la guerra è finita da poco e ci si appresta ad entrare nei favolosi anni cinquanta.
Ci troviamo in quello che oggi è l'interno della Rotonda Bruscoli, quella parte affacciata sul mare: c'erano tanti tavolini ai lati e al centro si ballava.
Un luogo incantevole, con una vista unica.

Un legame con Pesaro.Carlo Maria Piazza, nella foto col suo aeroplano, fu pioniere dell’aviazione e fu l’aviatore che es...
29/10/2026

Un legame con Pesaro.

Carlo Maria Piazza, nella foto col suo aeroplano, fu pioniere dell’aviazione e fu l’aviatore che eseguì il primo volo della storia per quanto riguarda la ricognizione a scopi bellici, nella guerra di Libia (1911).
Piazza, oltre ad essere un coraggioso aviatore, aveva grandi doti sportive: primeggiava nel tiro alla pi***la e nella scherma, ma la sua vera passione fu l’equitazione.
Proprio con questa sua ultima passione fece la sua comparsa a Pesaro, lasciando un buon ricordo di sé.
In quei tempi, a Pesaro si svolgevano numerose gare di ippica: Piazza ne venne a conoscenza e volle partecipare.
Era il 1899, la sua fu una toccata e fuga perché pochi giorni dopo avrebbe avuto altre gare con le altre specialità: arrivò, gareggiò e vinse il concorso ippico, per poi ripartire subito con al petto una nuova medaglia d’oro.

Guglielmo Ebreo da Pesaro ( nato a Pesaro 1420 c.a.)Lo possiamo definire il più importante coreografo del mondo.Domenico...
28/10/2026

Guglielmo Ebreo da Pesaro ( nato a Pesaro 1420 c.a.)
Lo possiamo definire il più importante coreografo del mondo.
Domenico da Piacenza & Guglielmo Ebreo furono i primi a scrivere libri sull'arte del ballo.
Tra le varie descrizioni che vi sono contenute, si trovano la Piva (il più antico dei balli derivati dal nome di uno strumento agreste, la cornamusa o p**a) e il Salterello (passo popolare in metro ternario, allegro e saltato); il Passo doppio, in tempo quaternario, e la Bassa danza nobile e misurata, dall'incedere solenne e lento, che resta espressione tipica e confinata nel XV secolo. Guglielmo, fu in contatto con la corte di Lorenzo de' Medici. L'ordine e la concordia, che teoricamente regnano nella corte, si traducono in un tipo di danza, il Ballo Amoroso le cui movenze, sempre misurate, regolate e controllate dalla tecnica, sono garanzia di dignità e prestigio. Guglielmo fra il 1463 e il 1465 si converte al Cristianesimo e viene battezzato col nome di Giovanni Ambrosio. In onore di Ginevra, figlia di Alessandro Sforza, Guglielmo compose Bassadanza in due. Insignito in seguito del titolo dello Speron d'Oro. Nel 1465 ritorna a Milano, dove cura i festeggiamenti per le nozze di Eleonora d'Aragona e del duca di Bari. Dopo una vita di successi, termina la sua carriera presso la corte urbinate dei Montefeltro. E qui probabilmente muore, forse nel 1484.
„Il bel danzar che con virtù s'acquista, per dar piacer all'anima gentile, conforta il cuore e fal più signorile e porge con dolcezza allegra vista.“
( fonte Wikipedia)

1926Anteo Ruggeri gareggia nel "chilometro lanciato" raggiungendo la velocità di 111 kmh. Siamo in viale Trieste, a Pesa...
27/10/2026

1926
Anteo Ruggeri gareggia nel "chilometro lanciato" raggiungendo
la velocità di 111 kmh.
Siamo in viale Trieste, a Pesaro, e la folla è in visibilio.

La trebbiatura.La foto è del 1937 e ritrae l’aia di un podere del san Bartolo.La trebbiatrice ha sostituito il lavoro ma...
26/10/2026

La trebbiatura.

La foto è del 1937 e ritrae l’aia di un podere del san Bartolo.
La trebbiatrice ha sostituito il lavoro manuale della battitura: questo marchingegno fu una grande conquista per gli agricoltori.
Tutto il grano, raccolto in covoni, veniva ammucchiato nell’aia: questo cumulo veniva chiamato “barca di grano”.
Il macchinario veniva azionato dal trattore, tramite una cinghia collegata al motore.
Il grano usciva pressoché pulito da un paio di sportellini presenti sul fondo della macchina battitrice, dove vi erano posizionati dei sacchi di iuta.
Il sacco, una volta riempito, veniva tolto e sostituito con uno vuoto.
In questa foto, in basso a destra, possiamo vedere anche il momento della pesatura dei sacchi, su una "bascola" posizionata sopra due casse per l’uva.

Una cattiva pubblicità. O no?Oreste Ruggeri era veramente una mente sopraffina in fatto di pubblicità: pur di vendere i ...
25/10/2026

Una cattiva pubblicità. O no?

Oreste Ruggeri era veramente una mente sopraffina in fatto di pubblicità: pur di vendere i suoi Glomeruli contro l’anemia si inventava proprio di tutto.
Tra le decine e decine di gadget pubblicitari che regalava ai clienti, dei quali ce ne occuperemo in futuro, ideò una forma pubblicitaria davvero particolare che mostra la sua ottima conoscenza della mente umana: la pubblicità al contrario.
Nel 1896, nell’autorevole giornale “L’Adriatico”, fece la sua comparsa questa curiosa pubblicità che, invece che lodare le qualità del prodotto, le denigrava in maniera piuttosto decisa.
Rivolgendosi agli anemici, li metteva in guardia dall’assumere il suo prodotto perché non aveva alcun effetto, e nel caso lo avessero assunto sarebbero addirittura andati “al camposanto”.
Inutile dire che, dopo questa palese autoironia pubblicitaria, gli ordini per acquistare i Glomeruli Ruggeri aumentarono non di poco.

Antica tradizione vinicola.La città di Pesaro con i suoi dintorni, vanta una plurisecolare tradizione vinicola, a partir...
23/10/2026

Antica tradizione vinicola.

La città di Pesaro con i suoi dintorni, vanta una plurisecolare tradizione vinicola, a partire dagli antichi romani.
La zona di Sorìa era una di quelle zone coltivate a viti: vi sono attestati grandi vigneti fin dal 1200.
Da questa foto di fine ottocento possiamo vedere che la coltivazione dopo oltre settecento anni era ancora fiorente, essendo visibili vigneti sia sul pendio che sulla pianura.
Considerando che molte case vinicole italiane producono vino da un paio di secoli facendosene gran vanto, il nostro monte san Bartolo potrebbe crearsi un marchio quasi millenario.

Merita una visita nei rari momenti di apertura il Cenobio dei frati Girolamini, edificato sul colle San Bartolo da tempi...
22/10/2026

Merita una visita nei rari momenti di apertura il Cenobio dei frati Girolamini, edificato sul colle San Bartolo da tempi immemorabili, restaurato, modificato e ampliato nel 1457.
L'altare maggiore conserva una bellissima e raffinatissima pala, opera de Antonio Viviani detto il sordo, uno degli allievi più promettenti di Federico Barocci da Urbino, e databile al 1612.
L'iconografia rappresenta il martirio di San Bartolomeo, disgustante scuioato dai suoi aguzzini.
Sulla sinistra rivolto verso lo spettatore, ecco palesarsi un piccolo fanciullo di circa sette anni, vestito elegante, che cinge nella mano destra un piccolo cardellino legato da un filo rosso, simbolo di purezza, sacrificio, e spiritualità cristiana.
Con ogni probabilità raffigura lo sfortunato Federico Ubaldo della Rovere, nato il 16 maggio 1605, e morto in circostanze misteriose il 28 giugno 1623, lasciando così le sorti del ducato all'anziano padre, Francesco Maria II della Rovere, che regnerà fino alla sua dipartita avvenuta il 23 aprile 1631.
L'opera ha sostituito una bellissima pala di Giovanni Santi raffigurante San Girolamo in trono, ora conservata ai Musei Vaticani.
(Federico Malaventura).

Indirizzo

Via Francesco Belluzzi 15
Pesaro E Urbino
61121

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