USB migranti Perugia

USB migranti Perugia Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di USB migranti Perugia, Sindacato, Via del Lavoro 29, Perugia, Perugia.

23/01/2026

La manifestazione a Perugia si terrà il 28 gennaio 2026!

https://www.facebook.com/100067099189016/posts/1205365498376745/?rdid=DGNjEWHcdhXNZSkY #
21/01/2026

https://www.facebook.com/100067099189016/posts/1205365498376745/?rdid=DGNjEWHcdhXNZSkY #

+++EDITORIALE+++

Il rapporto Oxfam 2026 e l’urgenza del governo di approvare un nuovo decreto sicurezza

È stato pubblicato pochi giorni fa l’ultimo Rapporto Oxfam, significativamente intitolato “Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia”. Il Rapporto mette in evidenza la crescente concentrazione di ricchezza che si sta producendo nel mondo, sottolineando come questo fenomeno sia in corso anche in Italia e come l’aumento delle disparità sociali sia destinato a produrre una riduzione delle libertà democratiche. Del resto per Oxfam, è proprio l’aumento dei multimilionari nel mondo che comporta una crescita della loro influenza sui governi, producendo a catena politiche di redistribuzione verso l’alto delle ricchezze e di compressione degli spazi democratici. Insomma, più aumenta la parte di ricchezze di cui si accaparrano i ricchi e i super ricchi e più la società si impoverisce e chi si arricchisce aumenta la sua capacità di condizionamento. Un circolo vizioso che significa più povertà e meno democrazia.

All’Italia è dedicata una buona parte del Rapporto, introdotta dal capitolo su “Diseguitalia”. In questa sezione emergono i dati più significativi, che descrivono un Paese profondamente diseguale: il 10% delle famiglie detiene il 59,9% di tutta la ricchezza nazionale, mentre il 50% più povero degli italiani si deve accontentare del 7,4%. Andando più in profondità, il Rapporto ci dice che l’1% degli italiani alla fine del 2024 possedeva il 22,1% della ricchezza nazionale, mentre lo 0,1% (più o meno 50mila italiani) ne deteneva alla stessa data il 9,4%.

Altro dato significativo è quello che riguarda il trend nel quale siamo immersi. Tra la fine del 2010 e la metà del 2025, il 10% più ricco è passato dal 52,1% al 59,9%, mentre la metà degli italiani ha visto scendere la percentuale di risorse di cui dispone dal 8,5% di 15 anni fa al 7,4% di adesso.

Nell’arco dei 12 mesi intercorsi tra il 30 novembre 2024 e il 30 novembre 2025, la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata, in termini reali, di 54,6 miliardi di euro (al ritmo di 150 milioni di euro al giorno), raggiungendo un valore complessivo di 307,5 miliardi di euro detenuto da 79 individui (erano 71 nel 2024).

Trascuriamo qui di analizzare le interessanti considerazioni contenute nel Rapporto circa le cause che hanno portato a questa situazione e delle valutazioni in materia di salari, politiche fiscali, politiche abitative e di interventi contro la povertà e l’esclusione sociale che sono stati eliminati e/o rimodulati al ribasso dal governo Meloni. Di questo Usb si occupa quotidianamente e ritrova molti punti di convergenza con le analisi contenute nel Rapporto. In questa occasione ci interessa, piuttosto, mettere in relazione la fotografia che scatta Oxfam sulla disuguaglianza della società italiana e le considerazioni del Rapporto, contenute nel paragrafo intitolato “La risposta repressiva dei governi al malessere sociale che avanza”. Qui registriamo un vero e proprio appello a mettere un argine al processo di involuzione democratica innescato dalle politiche di aumento delle disuguaglianze. In tutto il mondo questi processi sembrano avere una matrice comune: l’aumento della povertà spinge una parte crescente della popolazione fuori dai meccanismi della rappresentanza politica, costringendo le persone a preoccuparsi innanzitutto della sopravvivenza materiale. Si registra un aumento del malessere sociale, che viene affrontato dai governi con politiche repressive che colpiscono innanzitutto l’attivismo e la popolazione immigrata e che favoriscono l’emergere di partiti di estrema destra.

E, tuttavia, afferma sempre il Rapporto, il destino non è segnato perché nel mondo, a cominciare dall’America latina, sono cresciuti in questi anni anche partiti ed associazioni che hanno saputo dare protagonismo ed organizzazione proprio ai settori popolari ed alle classi più povere, rappresentando così una formidabile controtendenza.

Anche in Italia al crescente malessere sociale, frutto di un clamoroso aumento delle disparità sociali, si risponde con l’azione repressiva. Nel giro di pochi anni abbiamo visto moltiplicarsi i Decreti sicurezza e ora siamo alla vigilia di un nuovo micidiale provvedimento. Al centro, ancora una volta i cittadini immigrati, le proteste sociali e l’aumento degli spazi di arbitrio per gli agenti di polizia. Chissà se il ministro Piantedosi era già a conoscenza dei dati contenuti nel Rapporto Oxfam quando ha proposto il nuovo decreto, ma di certo è quella la base strutturale da cui parte il suo ragionamento. Prevenire con la repressione le proteste che sono destinate a dilagare: questo il vero obiettivo del decreto di cui vanno discutendo a Palazzo Chigi.

Per combattere questo progetto autoritario, però, ha ragione il Rapporto Oxfam, bisogna dare rappresentanza ed organizzazione ai settori popolari che sono stati esclusi dalla vita politica e sociale del Paese. E bisogna dar loro una seria alternativa sindacale, aggiungiamo noi, che sta diventando una ipotesi sempre più credibile.

Anche di questo si è accorto il governo Meloni e questo spiega la fretta con la quale tornano a mettere mano ai dispositivi repressivi.

19/01/2026
Venerdì 16 gennaio abbiamo festeggiato l'inaugurazione dello Sportello Immigrazione USB a Foligno. L'evento ha segnato u...
17/01/2026

Venerdì 16 gennaio abbiamo festeggiato l'inaugurazione dello Sportello Immigrazione USB a Foligno.
L'evento ha segnato un momento di partecipazione collettiva e di mobilitazione sociale ed ha visto la partecipazione di esponenti di associazioni, membri della comunità migrante e rappresentanti dei comitati per i diritti umani, uniti dalla volontà di costruire una rete di mutuo soccorso e resistenza nel territorio.
Durante il momento di assemblea aperta, alla quale è intervenuto Patrick Konde responsabile e rappresentante nazionale immigrazione di USB, è emerso un quadro critico sulla condizione attuale dei diritti. I partecipanti hanno sottolineato come la mancanza di tutele non colpisca solo i migranti in quanto tali, ma si rifletta sull'intera classe lavoratrice.
Si è discusso della crescente difficoltà nell'accesso ai servizi essenziali e della precarizzazione esistenziale legata ai documenti di soggiorno.
È stato inoltre ribadito che la battaglia per i diritti dei migranti è indissolubile dalla lotta generale dei lavoratori e delle lavoratrici per la dignità, il salario giusto e un senso vero di comunità e solidarietà.
Lo Sportello di Foligno, insieme a quello già attivo di Perugia, vuole rappresentare un presidio di lotta per i diritti di tutt3 e si occuperà principalmente di:
__tutela amministrativa e legale: supporto concreto per il disbrigo delle pratiche burocratiche, spesso ostacolate da una macchina amministrativa complessa e talvolta escludente.
__azioni sindacali e contrasto allo sfruttamento: un punto di riferimento per denunciare e combattere il lavoro nero, il lavoro grigio e lo sfruttamento lavorativo. L'obiettivo è fornire gli strumenti ai lavoratori ed aiutarli a prendere coscienza di sé e dei propri diritti, per opporsi a dinamiche di ricatto che troppo spesso colpiscono chi è più vulnerabile.
Ha partecipato all'evento anche una delegazione USB dello sportello migranti di Perugia che ha dato il proprio contributo alla discussione, concordando sulla necessità di un lavoro comune tra le due realtà così da rendere più forte l'intervento sull'intero territorio provinciale e regionale.
Lo Sportello vuole rappresentare un luogo di riferimento per la tutela dei diritti delle persone in quanto tali, ribadendo che la dignità umana non può essere subordinata a un permesso di soggiorno o a un contratto di lavoro precario.

L'inaugurazione si è conclusa con l'impegno di far diventare questo spazio un laboratorio permanente di cittadinanza attiva e solidarietà di classe, aperto a chiunque abbia bisogno di supporto o voglia contribuire alla costruzione di una società più giusta.

Per prendere apountamento per informative, consulenze e segnalazioni chiamare o scrivere al numero 3759127979. Lo Sportello si trova in Via Oberdan 55-57 presso il Coworking Spazio Modu, nel centro di Foligno.

Unione Sindacale di Base apre a Foligno, Venerdì 16 gennaio dalle 17.00 alle 20.00
13/01/2026

Unione Sindacale di Base apre a Foligno, Venerdì 16 gennaio dalle 17.00 alle 20.00

12/01/2026

🚩 DIRITTI IN MOVIMENTO:

L'Unione Sindacale di Base apre a Foligno un nuovo sportello presso il Coworking Spazio Modu!

Un presidio di ascolto, azione e orientamento contro lo sfruttamento e la precarietà dedicato a chi lavora senza diritti e sostenuto dalla forza dell'Unione Sindacale di Base:

🔻 vertenze sindacali
🔻recupero crediti
🔻straordinari non pagati
🔻contrasto al lavoro nero
🔻supporto per il rinnovo del permesso di soggiorno
🔻ricongiungimenti familiari
🔻Solidarietà attiva
e molto altro!

🕒 PROGRAMMA DELLA GIORNATA 16 GENNAIO 2026

Ore 17:00 –
Apertura della sede e presentazione dei servizi

Ore 18:00 – Assemblea aperta: "Le lotte dei lavoratori oggi".
Discuteremo insieme delle azioni da intraprendere per la difesa dei nostri diritti con il contributo degli operatori USB nazionali

Ore 19:30 – Aperitivo offerto

🛠️ Vi aspettiamo!

Comunicato Stampa: USB incontra gli ospiti del Centro Accoglienza Straordinaria di Perugia.
29/12/2025

Comunicato Stampa: USB incontra gli ospiti del Centro Accoglienza Straordinaria di Perugia.

27/12/2025

Avvisiamo che lo sportello USB migranti Perugia sarà chiuso martedì 30 dicembre.

https://www.facebook.com/share/182XiqTuPG/
22/12/2025

https://www.facebook.com/share/182XiqTuPG/

Sanzioni per lo sciopero generale del 3 ottobre: il governo Meloni prova a vendicarsi

La Commissione di Garanzia sulla legge 146 ha emesso la sua prima sentenza contro gli scioperi dello scorso autunno, facendo partire una prima pesante raffica di sanzioni contro l’agitazione che è stata proclamata senza rispettare i termini di preavviso a causa dell’attacco che stava subendo la Flotilla. La delibera della CGSSE si riferisce allo sciopero generale del 3 ottobre, scattato a seguito del sequestro illegittimo operato dall’esercito israeliano nei confronti di tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, che stavano cercando di raggiungere le popolazioni di Gaza, per portare loro aiuti umanitari e aprire un valico permanente di soccorso.

Il governo Meloni non solo si è rifiutato di intervenire per far rispettare il diritto internazionale – le imbarcazioni sono state sequestrate infatti in acque internazionali e quindi fuori dalla giurisdizione israeliana – ma non ha ritenuto necessario di dover agire a sostegno dei cittadini italiani imbarcati, manifestando ancora una volta la totale complicità con il governo genocida di Tel Aviv. Come sappiamo i nostri concittadini, assieme al resto dell’equipaggio della Flotilla, sono stati arrestati e condotti nelle carceri israeliane, sottoposti a gravi vessazioni e violenze ed infine espulsi dopo alcuni giorni di sequestro illegittimo. Non una nota di protesta è mai partita dal nostro governo verso le autorità israeliane.

Lo sciopero generale del 3 ottobre ha rappresentato un moto di indignazione popolare capace di legare l’orrore per quanto avveniva (e purtroppo ancora continua) in Palestina con lo sdegno per il comportamento complice del nostro governo. Centinaia di migliaia di persone invadevano le piazze di tutto il paese e molte attività si fermarono. La circolazione è stata paralizzata ma in molte occasioni i manifestanti hanno ricevuto gli applausi dei cittadini intrappolati nel traffico e tuttavia solidali con la protesta.

Il governo ha vissuto in quei giorni i momenti più difficili dal suo insediamento. La Meloni balbettava frasi senza senso, Tajani appariva in grande imbarazzo, il resto del governo preferiva rimanere in silenzio. Ora che l’ondata emotiva si è ridotta, è cominciata la vendetta. In diverse città, da Bergamo a Catania, da Ravenna a Torino, sono state impartite decine e decine di sanzioni individuali contro i manifestanti con migliaia di euro di multe e, a seguire, sono cominciate ad arrivare le sanzioni contro le organizzazioni sindacali. Le somme più pesanti, 20mila euro, sono per l’USB assieme alla Cgil. E la Commissione ha già fatto sapere all’USB che ne sono in arrivo altre.

Bloccare il paese è una pratica che ha dimostrato di essere efficace. Il governo ha potuto sperimentare in quelle giornate tutta l’inutilità dei suoi dispositivi repressivi e dei decreti sicurezza di fronte all'espressione popolare. E si è messo paura. Non ci lasceremo intimidire dalla sua vendetta e ci prepariamo a tornare all’attacco. Ci sono mille buone ragioni per bloccare di nuovo tutto.

Unione Sindacale di Base

Indirizzo

Via Del Lavoro 29, Perugia
Perugia

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando USB migranti Perugia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare