15/05/2026
Cari amici vicini e d'Istanti, 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟮𝟯 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴:𝟯𝟬 avremo il piacere e l'onore di ospitare 𝐌𝐚𝐧𝐨𝐨𝐜𝐡𝐞𝐫 𝐃𝐞𝐠𝐡𝐚𝐭𝐢, fotoreporter franco-iraniano con più riconoscimenti e più presenze sul campo nell'ambito del fotogiornalismo di guerra.
Lo incontreremo per parlare della sua incredibile esperienza e ci presenterà la sua mostra "𝑀𝑎𝑟𝑔𝑖𝑛𝑖".
𝐌𝐀𝐑𝐆𝐈𝐍𝐈
Le fotografie non finiscono dove finisce la carta.
I loro bordi sbiaditi, puntinati, come corrosi dal tempo, sono margini che parlano. Non sono semplici confini materiali, ma il segno tangibile di una marginalizzazione che avanza: quella della democrazia, della pace, del clima, della libertà, della stampa libera.
Ciò che un tempo occupava il centro della nostra attenzione, oggi viene spinto ai margini - prima sfocato, poi cancellato.
I margini delle stampe sono spazi di assenza: dove la carta si sgretola, lì la speranza si ritira. La democrazia, un tempo solida al centro della nostra civiltà, viene erosa ai bordi, ridotta a una nota a piè di pagina nei libri di storia. La pace, che credevamo un orizzonte comune, è sempre più un’eccezione, un’isola in un mare di conflitti. Il clima, la libertà, la verità: tutto viene marginalizzato, spinto verso il limite estremo dell’indifferenza, fino a rischiare di sparire del tutto.
Eppure, è proprio nei margini che si nasconde la resistenza.
I punti che frammentano le immagini sono come voci marginali che si ostinano a parlare. Ogni granello di inchiostro che resiste alla cancellazione è una testimonianza: ci ricorda che, anche quando il mondo sembra volgere le spalle, c’è chi continua a documentare, a denunciare, a sperare.
Queste fotografie ci pongono una domanda scomoda: fino a quando lasceremo che i margini diventino il nostro destino? Fino a quando accetteremo che la marginalizzazione diventi la norma? I bordi sbiaditi non sono una sconfitta, ma un invito: a guardare oltre il centro, a difendere ciò che rischia di essere cancellato per sempre.
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𝐌𝐀𝐍𝐎𝐎𝐂𝐇𝐄𝐑 𝐃𝐄𝐆𝐇𝐀𝐓𝐈
nasce in Iran nel 1954 ed è uno dei fotoreporter viventi con più riconoscimenti e più presenze sul campo nell’ambito del fotogiornalismo di guerra.
Considerato oramai cittadino del mondo, ha reso possibile con i suoi scatti una documentazione crudele e viva dei fatti che si sono susseguiti in Iran (per SIPA PRESS, BLACK STAR, TIME, LIFE), in Francia (per KEYSTONE), a Los Angeles (per SIPA PRESS), in Costa Rica (per AFP), permettendo al pubblico internazionale di essere informato attraverso le immagini, a dispetto delle distanze geografiche e culturali.
Rappresentante per le Nazioni Unite, si fa portavoce del conflitto israelo-palestinese a Ramallah per WEST BANK e nel settembre 1996, durante la permamenza, rimane ferito.
Un episodio simile si ripeterà nel 2000 durante la parentesi parigina con AFP, quando rimarrà nuovamente ferito durante il servizio per la visita del Primo Ministro francese.
Manoocher Deghati, oltre ad essere una delle personalità più influenti nel panorama della fotografia contemporanea, è oggi reporter per National Geographic (Francia-Siria-Sudan-Turchia-Abu Dhabi), UNESCO, European Commission e Figarò ed è docente per i Masterclass di World Press Photo Amsterdam.
𝗧𝗿𝗮 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗲𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗶 𝘃𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶: 𝗜 𝗲 𝗜𝗜𝗜 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗪𝗼𝗿𝗹𝗱 𝗣𝗿𝗲𝘀𝘀 𝗣𝗵𝗼𝘁𝗼 (𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟴𝟯 𝗲 𝟭𝟵𝟴𝟲), 𝗜 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗙𝘂𝗷𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗰𝗲, 𝗶𝗹 𝗚𝗲𝗼𝗿𝗴𝗲𝘀 𝗕𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗵𝗲𝗶𝗺 𝗲 𝘀𝗲𝗶 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 “𝗠𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿 𝗳𝗼𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝘀𝗲” 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗔𝗙𝗣.
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INCONTRO PUBBLICO
INGRESSO LIBERO
FREE ENTRY
𝐍𝐎𝐍 𝐌𝐀𝐍𝐂𝐇𝐄𝐑𝐄𝐓𝐄
ISTANTI - fotografia e cultura
Via Cartolari, 19 / Perugia