09/05/2024
Let the sunshine in
Progetto 2024 per lo spettacolo dell’Orchestra della Pace Aldo Capitini e dell’Orchestra Bella Fortuna di Salisburgo
Premessa
La vita dell’essere umano è fatta di spazi: spazi fisici e spazi interiori. Trovare una giusta collocazione nel mondo e nella società, in modo non aggressivo, aiuta a costruire grandi spazi interiori di pace e di accoglienza.
Lo spazio nel proprio cuore si chiama empatia o, se vogliamo riassumere questo concetto in una parola più ampia, questo spazio, questo luogo, si chiama Pace. Costruire e ampliare questo luogo empatico è il compito dei costruttori di Pace.
Alla voce “pace” nel dizionario dei sinonimi troviamo parole come “accordo”, “armonia”, “intesa”, “concordia”, “silenzio”, elementi fondanti e profondi della musica. Ossia, nella pace come nella musica è fondamentale trovare un punto in comune di partenza per arrivare al compimento del fine: l’insieme, l’accordo.
La musica e più nello specifico il suono e il silenzio (la pausa), sono gli elementi che più uniscono gli uomini di ogni nazionalità, religione, etnia. Non esiste società umana senza la musica. Ogni sistema musicale trova facilmente il suo punto di origine nel suono e nel silenzio, come ogni credo religioso, o laico, nella fede.
Trovare un punto di partenza in comune è fondamentale per costruire un percorso che porti alla pace, realizzata non solo nell’assenza di guerre ma anche da una pace interiore personale. Vivere in armonia con se stessi e col mondo, questa è la strada.
L’invito dell’Orchestra della Pace Aldo Capitini, contenuto nel nuovo spettacolo 2024, è quello di aprirsi al mondo della Pace, di ricavare uno spazio di gioia e di empatia dentro di noi, cercare l’insieme, l’accordo, l’armonia con tutti attraverso la strada maestra della musica, ossia, creare quello spazio in cui è contenuto tutto ciò che unisce e non quel che divide: Let the sunshine in!
Contenuti principali
Lo spettacolo prende spunto dalla riflessione sull’inutilità della contrapposizione tra gli esseri umani, un contrasto che parte inevitabilmente dalla divisione di luoghi geografici in territori politici-nazionali.
La collaborazione e l’amicizia tra ragazzi di due diverse nazioni, Italia e Austria, attraverso la musica, ci spinge a riflettere su quanto è avvenuto poco più di un secolo fa tra i due paesi: la guerra del 1915/1918.
A distanza di tutto questo tempo appare totalmente assurdo che siano morte centinaia di migliaia di persone e che siano stati irrimediabilmente devastati ambienti naturali meravigliosi, solo per allargare o difendere un confine che oggi si attraversa tranquillamente senza mostrare neanche i documenti, come se fosse una nazione unica. Allora la domanda sorge spontanea: a cosa è servita tutta quella tragedia, quell’odio profondo tra giovani che, prima dei fatti, non si odiavano affatto e che neanche si conoscevano?
I giovani di un tempo che combattevano uno contro l’altro, sono stati sostituiti da giovani che oggi, al contrario di quel passato così tragico, suonano insieme uno vicino all’altro. Allora la domanda è questa: possiamo evitare che questo orrore possa ripetersi? La catena dell’odio generata dal susseguirsi delle guerre può essere spezzata?
Lo spettacolo di musica e teatro “Let the sunshine in” si propone di trovare un punto di partenza, un suono comune a tutti gli uomini, nessuno escluso, un seme universale di Pace da coltivare nel nostro cuore fino a farlo diventare un albero fecondo con radici profondissime, per arrivare a creare una foresta f***a di alberi della Pace, un territorio ostile e inaccessibile ai cuori oscuri e malvagi.
Il punto in comune per ogni essere umano da cui far iniziare un vero percorso di Pace è suggerito ed evidenziato alla fine dello spettacolo: il cuore puro di ogni bambino, il cuore di chi sa amare senza compenso.