24/03/2026
Uscita al Monte Birbone... Quale miglior posto per noi!?!?!
Flavia Baldassarri dice:
E anche oggi la montagna ha fatto il suo lavoro: ci ha portati altrove.
Siamo partiti dai laghetti di Gavelli, in un silenzio sospeso, con l’aria che tratteneva qualcosa. Poi la risalita, passo dopo passo, verso il Monte Birbone, nome che continua a far sorridere perché sembra proprio per i nostri ragazzi, ma che oggi si è preso tutto il suo spazio, ruvido e autentico.
E la neve è arrivata. F***a, continua, quasi ostinata. Ma senza mai fermarsi davvero a terra: cadeva e basta, come un gesto, come una presenza. Ci ha accompagnati per tutta la giornata, senza bagnarci, senza appesantirci. Una neve “in cammino” come noi, più atmosfera che paesaggio, più emozione che traccia.
Il gruppo compatto, vivo, chiacchierone. I ragazzi pieni di energia, di parole, di quella leggerezza che tiene insieme anche quando la salita si fa sentire. Una linea che si muove unita, senza strappi, senza distanze.
E poi anche la scoperta: la visita alla miniera del Monte Birbone, un passaggio dentro la montagna nella sua dimensione più nascosta, più concreta. Un luogo che racconta fatica, storia, stratificazioni e che aggiunge profondità al nostro andare.
La traversata è proseguita fino ad aprirsi su Monteleone di Spoleto, borgo raccolto e sorprendente, che abbiamo attraversato con lo sguardo curioso di chi arriva da lontano. E lì il nostro momento culturale: il museo e la copia della B**a di Monteleone, testimonianza potente di un passato che continua a parlare.
Una giornata piena, stratificata come i luoghi che abbiamo attraversato.
Neve che cade, passi che tengono, voci che riempiono il cammino.
E quella sensazione precisa di aver vissuto qualcosa di speciale