22/05/2026
*INCIDENTI SUBACQUEI: ERRORI O FATALITÀ?*
Tutti abbiamo letto resoconti, commenti e ipotesi su cosa possa essere successo in quella grotta maldiviana...
L'aggettivo più usato dai media è stato "ESPERTI".
Vi siete però chiesti cosa definisce un subacqueo esperto? Forse è arrivato il momento per togliere un velo di comprensibile ipocrisia narrativa.
Per dare una risposta a questa domanda, ci siamo incontrati in tanti giovedì scorso nella nostra sede, anche per confutare le tante castronerie lette nei giorni passati.
Intanto precisiamo subito una cosa: la subacquea non è una sola, c'è quella ricreativa e c'è quella tecnica; ci sono misure di profondità e di tempi che le distinguono inequivocabilmente. Ci sono brevetti che abilitano alla prima, e tutt'altri che abilitano alla seconda.
I protocolli internazionali, definiscono quella ricreativa entro e non oltre i -40 metri di profondità, oltre questa batimetria, sono obbligatorie certificazioni di tutt'altra valenza.
Oltre ciò, sono previste attrezzature idonee e gas respiratori adeguati!
Per tutte le tipologie di immersioni sono sanciti dei rigidi protocolli internazionali: nulla si fa per caso, tantomeno si azzardano manovre estemporanee, soprattutto in fase di auto-salvataggio/salvataggio.
Quindi, possiamo definire ESPERTO un subacqueo che ha condotto un numero rilevante di immersioni all'interno delle sue competenze, addestramento e con l'utilizzo delle giuste attrezzature.
Tutte le attività che superano o ignorano questi tre cardini, lo rendono un subacqueo PERICOLOSO per sé, e per gli altri.
Alle cinque famiglie colpite da questo dolorosissimo evento, vanno le nostre più sentite condoglianze.
Ammirazione e rispetto vanno a Paakkarinen, Westerlund e Grönqvist.