01/05/2026
PRIMO MAGGIO FESTA DEL LAVORO E DEI LAVORATORI MA POSSONO VERAMENTE FESTEGGIARE TUTTI I LAVORATORI O CI SONO CATEGORIE ANCORA DISCRIMINATE NEL RIVENDICARE QUESTO DIRITTO? Per troppe persone con disabilità, oggi è solo un altro giorno ai margini. Non per mancanza di sogni, ma per mancanza di porte aperte. Il lavoro dà dignità, identità, futuro, eppure, per chi vive con una disabilità, quelle possibilità restano spesso negate. Non può esserci vera festa finché non ci sarà spazio per tutti. I numeri parlano chiaro: ➡️ solo il 18,3% è occupato, contro il 63% della popolazione generale. ➡️ i giovani con disabilità per il 66,7% è fuori sia dal mondo del lavoro che della formazione ➡️ per le donne il tasso di occupazione è fermo al 17,8% ➡️ il 40,5% è impiegato in mansioni non qualificate ➡️ il 34% è costretto a un part-time involontario ➡️ solo il 12% accede a ruoli specializzati Un sistema quindi che, quando non esclude, ghettizza. Tra le cause, le barriere architettoniche, culturali, tecnologiche, ma anche una carenza di politiche attive del lavoro realmente inclusive. Parlare dunque di “opportunità vere”, di “percorsi di lavoro”, di “valorizzazione delle capacità di ciascuno”, di “occasioni concrete di autonomia e partecipazione” e di “persone prima di tutto” mentre si promuovono esperienze, spesso addirittura non retribuite, significa infliggere uno schiaffo a chi, ogni giorno, lotta per il riconoscimento di un diritto fondamentale: il diritto al lavoro.