All Eyes on Palestine Perugia

All Eyes on Palestine Perugia Il nostro manifesto politico:

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PALESTINA LIBERA DAL FIUME AL MARE.
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RIUSCITA INIZIATIVA AL MELIES CON I GIOVANI PALESTINESI Ottima partecipazione all'iniziativa che abbiamo organizzato ier...
15/06/2026

RIUSCITA INIZIATIVA AL MELIES CON I GIOVANI PALESTINESI

Ottima partecipazione all'iniziativa che abbiamo organizzato ieri in collaborazione con i Giovani Palestinesi d'Italia (GPI), al cinema Melies a Perugia, per presentare il dossier "Made in Italy per l'industria del genocidio".

Il dossier documenta oltre 400 spedizioni di materiale militare, beni dual-use e circa 220mila tonnellate di carburante inviati dall'Italia a Israele tra ottobre 2023 e la fine del 2025, denunciando la complicità delle aziende e delle istituzioni del nostro paese con il genocidio del popolo palestinese.

L'assemblea di ieri è stata anche l'occasione per iniziare a portare l'attenzione anche sulle realtà umbre che fanno affari con Israele e iniziare a ragionare collettivamente sulle prossime iniziative da mettere in campo per far saltare ogni accordo commerciale e ogni collaborazione tra le aziende del nostro territorio e il regime sionista. Non possiamo accettare che si continuino a fare profitti sul sangue dei palestinesi.

Infine i rappresentanti dei Giovani Palestinesi presenti ieri hanno ribadito l'importanza del pieno appoggio alle forze della Resistenza palestinese e la lotta per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi anche in Italia.

Sempre per la Palestina libera dal fiume al mare!

🇵🇸✌️

14/06/2026
A DOMANI, DOMENICA 14 GIUGNO, ORE 17.PRESSO IL CHIOSTRO DEL CINEMA MELIÈS, IN VIA DELLA VIOLA, PG.CON I Giovani Palestin...
13/06/2026

A DOMANI, DOMENICA 14 GIUGNO, ORE 17.
PRESSO IL CHIOSTRO DEL CINEMA MELIÈS, IN VIA DELLA VIOLA, PG.
CON I Giovani Palestinesi Italia | GPI.

NON MANCATE!

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Invitiamo a leggere l' inchiesta de L'INDIPENDENTE del 10 /06/2026:" La piccola Umbria – diceva con orgoglio Gian Piero ...
11/06/2026

Invitiamo a leggere l' inchiesta de L'INDIPENDENTE del 10 /06/2026:

" La piccola Umbria – diceva con orgoglio Gian Piero Cutillo, managing director della Divisione Elicotteri di Leonardo durante la conferenza stampa di metà dicembre 2025 – è la prima regione in cui tre imprese giungono insieme alla firma di accordi di collaborazione nell’ambito del programma Crescere Insieme".

L’iniziativa di “scouting” o meglio reclutamento delle piccole e medie aziende da parte di Leonardo nasce nel 2024 ed è motivata dall’aumento di ordini, soprattutto sul versante militare. La maggior parte del fatturato (circa il 65%) della Divisione Elicotteri di Leonardo, d’altra parte, proviene dal settore militare e della difesa.

"A marzo 2026 è stato annunciato l’accordo tra Umbria Aerospace Cluster e BNL BNP Paribas, note banche “armate” e sotto boicottaggio di BDS per il loro sostegno ai “war bond” israeliani. Il presidente attuale del cluster, Daniele Tonti, è anche presidente di Officine Meccaniche Aeronautiche (OMA), grande azienda umbra. "

"A Baiano, pochi km da Spoleto sorge lo Stabilimento Militare del Munizionamento Terrestre (SMMT), gestito dall’Agenzia Industrie Difesa (AID)"

"Nel corso del 2025 è stato avviato il processo per la riattivazione della produzione delle bombe a mano MF2000, tanto che, a fine dicembre 2025, l’AID ha ottenuto da UAMA autorizzazioni a esportare 17.920 bombe a mano attive. Ogni anno questo stabilimento importa decine di migliaia di componenti per granate ad alto potenziale ed esporta altrettante munizioni e bombe, soprattutto in Ucraina."

PER QUESTO INVITIAMO LA CITTADINANZA A PARTECIPARE ALL' INCONTRO CHE SI TERRÀ DOMENICA 14 GIUGNO NEL CHIOSTRO DEL CINEMA MELIÈS ALLE ORE 17, CON I Giovani Palestinesi Italia | GPI , CHE CI PRESENTERANNO IL DOSSIER, DA LORO REDATTO, SUL MADE IN ITALY PER L' INDUSTRIA DEL GENOCIDIO.

NON MANCATE!

NON LASCIAMO CHE LA NOSTRA UMBRIA SIA COMPLICE!
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https://www.lindipendente.online/2026/06/10/la-riconversione-dellumbria-al-servizio-dellindustria-bellica/

Domenica 14 Giugno alle ore 17 nel chiostro del cinema Meliès a Perugia, in via della Viola, si terrà la presentazione d...
05/06/2026

Domenica 14 Giugno alle ore 17 nel chiostro del cinema Meliès a Perugia, in via della Viola, si terrà la presentazione del dossier redatto dai .it , People’s Embargo for Palestine, Palestine Youth Movement e Weapon Watch e con il contributo dell’European Legal Support Center.

Il documento prende in considerazione oltre 400 spedizioni di materiale bellico e oltre 220.000 tonnellate di carburante che l’Italia ha inviato a Israele a partire dall’ottobre 2023, con il coinvolgimento di 11 regioni italiane e di aziende come Leonardo spa. di cui il documento indica spedizioni verso la società israeliana Elbit Systems.
La stessa Leonardo che da pochi mesi ha siglato un accordo con tre aziende umbre, al cospetto della nostra presidente della regione.

Anche la nostra Umbria viene menzionata nel dossier, infatti nell' orvietano ha sede la TS2 Engineering che collabora con la Elbit Systems.

Per fermare il genocidio in Palestina è necessario interrompere tutte le complicità che lo rendono possibile, a partire da quelle che forniscono armi e supporto logistico ad Israele.

Di tutto questo ne parleremo con i .it.

Un appuntamento importante!

NON MANCATE!

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Ci vediamo lunedì 8, in Via Goldoni 6 a partire dalle 19, con Vittorio Sergi, insegnante e attivista della missione Glob...
04/06/2026

Ci vediamo lunedì 8, in Via Goldoni 6 a partire dalle 19, con Vittorio Sergi, insegnante e attivista della missione Global Sumud Flotilla.

Ci restituirà quanto ha vissuto, la preparazione e quei giorni difficili di fermo e di umiliazioni. Ci racconterà anche e soprattutto che cosa significa essere un insegnante attivista e come i suoi alunni e colleghi hanno reagito in base a quanto accaduto.

Non mancate, continuiamo a far andare la Flottilla di terra, rompiamo il silenzio e l'assedio.

Condividiamo la riflessione dei .it .Ben vengano eventi a favore della scarcerazione di Marwan Barghouti, prigioniero ne...
30/05/2026

Condividiamo la riflessione dei .it .

Ben vengano eventi a favore della scarcerazione di Marwan Barghouti, prigioniero nelle carceri sioniste da 24 anni, ma è bene che in questi eventi si ricordi che la prigionia politica non può essere separata dalla resistenza, sempre oscurata quando si ritrovano figure istituzionali a parlare della causa palestinese.

"La resistenza e i prigionieri palestinesi sono la nostra bussola."

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI PALESTINESI!

Forum Palestina Palestinesi arrestati in Italia. Cassazione annulla la conferma del carcere. Il riesame chiamato a decid...
29/05/2026

Forum Palestina

Palestinesi arrestati in Italia. Cassazione annulla la conferma del carcere. Il riesame chiamato a decidere

Qui di seguito il comunicato degli avvocati del collegio di difesa alla luce della motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha smontato l’operazione che ha portato a dicembre agli arresti di Mohammed Hannoun e altri esponenti palestinesi in Italia. Una montatura commissionata da Israele andata a male.

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Presunti finanziamenti ad Hamas: la Cassazione annulla con rinvio la conferma della custodia cautelare. Inutilizzabili le “fonti aperte” non specificate; il Riesame dovrà rivalutare i fondamenti dell’impianto cautelare come richiesto dalle difese.
Depositate il 27 maggio 2026 le motivazioni delle sentenze con cui la Quinta Sezione penale della Corte di cassazione, in accoglimento di uno dei motivi di ricorso sollevati dalle difese, ha annullato con rinvio le ordinanze del Tribunale del riesame di Genova sulla custodia cautelare degli indagati nell’inchiesta genovese sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso enti di solidarietà con il popolo palestinese.

La Corte ha in sostanza affermato che il giudice può fondare la decisione solo su materiale acquisito in contraddittorio e di provenienza accertata: le “fonti aperte” indeterminate, prive di indicazione dell’origine e di vaglio di attendibilità, non equivalgono al “fatto notorio” e sono inutilizzabili (al pari del materiale proveniente dai servizi israeliani). La mancata specificazione della fonte e della sua qualità ed attendibilità ne preclude l’utilizzabilità.

Contestualmente, la Corte ha depositato le motivazioni con cui ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura, che insisteva per l’utilizzabilità del materiale di provenienza bellica. La Suprema Corte ha osservato che le obiezioni dell’ufficio ricorrente, irrispettose del vincolo dell’autosufficienza in caso di dedotto travisamento probatorio – per la mancata allegazione della prova delle evidenze riguardanti la veicolazione delle risorse all’estero fino a febbraio 2025 – si rivelano nel complesso volte a sollecitare la Corte di cassazione a una non consentita rivisitazione ricostruttiva del compendio delle prove indiziarie.

Il giudice del rinvio dovrà quindi rivedere l’intero thema probandum: selezionare provenienza, portata e attendibilità delle fonti aperte e, ove queste vengano meno, verificare se residuino altri elementi autonomi e utilizzabili sufficienti a sorreggere la stessa decisione; pronunciarsi sulla rispondenza delle attività delle associazioni agli elementi costitutivi del reato e sulla consapevolezza, da parte degli indagati, delle finalità anche terroristiche dei finanziamenti; chiarire se questi transitino per Hamas, se Hamas sia movimento con scopi in tutto o in parte terroristici e quale sia la reale natura delle charities richiamate negli atti.

Le difese rilevano che al Tribunale del riesame sarà dunque richiesta una motivazione molto stringente, ancorata a elementi processualmente utilizzabili, di provenienza accertata ed attendibili, senza presunzioni né scorciatoie argomentative.
La nuova udienza dinanzi al Tribunale del riesame di Genova è attesa entro quindici giorni.

Il Collegio di difesa

Avv. Nicola Canestrini
Avv. Sandro Clementi
Avv. Angela Ferravante
Avv. Fausto Gianelli
Avv. Elisa Marino
Avv. Gloria Ninci
Avv. Gilberto Pagani
Avv. Pier Francesco Poli
Avv. Marina Prosperi
Avv. Federico Riboldi
Avv. Dario Rossi
Avv. Flavio Rossi Albertini
Avv. Nabil Ryah
Avv. Giuseppe Sambataro
Avv. Fabio Sommovigo
Avv. Emanuele Tambuscio
Avv. Gianluca Vitale
Avv. Samuele Zucchini

Palestina: Fatah ha perso un'altra occasione.di Michele Giorgio*Dieci anni dopo il precedente congresso e mentre la caus...
26/05/2026

Palestina: Fatah ha perso un'altra occasione.

di Michele Giorgio*

Dieci anni dopo il precedente congresso e mentre la causa palestinese attraversa una delle sue stagioni più drammatiche, Fatah ha chiuso ieri sera a Ramallah il suo ottavo congresso senza la svolta radicale che la base auspicava con l’auspicio che i palestinesi possano ritrovare l’unità nazionale. I risultati delle elezioni interne hanno confermato la forza di figure simboliche della storia del movimento, ma anche la capacità della vecchia guardia moderata di mantenere saldamente il controllo dell’apparato politico e istituzionale del partito che rappresenta il pilastro della tanto criticata l’Autorità nazionale palestinese (Anp) di Abu Mazen.

Un dato significativo è arrivato dall’elezione di Marwan Barghouti, il più popolare dei prigionieri politici palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, risultato il candidato più votato per il Comitato centrale di Fatah. Un esito dal forte valore simbolico e politico. Barghouti, condannato all’ergastolo da Israele durante la seconda Intifada, continua a rappresentare per molti l’immagine di una leadership nazionale combattiva, capace di parlare tanto ai sostenitori di Fatah quanto ai palestinesi che negli ultimi anni si sono spostati in massa verso il movimento islamico Hamas.

Subito dietro di lui però si è piazzato un uomo di apparato e di dialogo con Usa e Israele, Majid F***j, capo dei servizi segreti dell’Anp. Il suo risultato consolida ulteriormente il peso delle agenzie di sicurezza all’interno di Fatah e conferma il ruolo centrale assunto negli ultimi anni dagli uomini più vicini ad Abu Mazen. Al terzo posto è arrivato un dirigente storico, Jibril Rajoub, seguito da Hussein Sheikh, il più stretto collaboratore di Abu Mazen e considerato il suo successore designato.

Tra le sorprese figura il quinto posto ottenuto da Laila Ghannam, governatrice di Ramallah e Al-Bireh, entrata per la prima volta nel Comitato centrale con 1.472 voti. Poco dietro Mahmoud al-Aloul, figura storica del movimento, e Tawfiq al-Tirawi, anch’egli esponente della vecchia guardia e uomo di lungo corso dell’apparato di sicurezza palestinese.

Le elezioni hanno assegnato 18 seggi nel Comitato centrale e 80 nel Consiglio rivoluzionario, il parlamento interno del movimento. Nonostante alcuni volti nuovi, il risultato finale riflette soprattutto la continuità con la linea passiva di fronte alle politiche di Israele tenuta negli ultimi 15 anni dai vertici del partito. La vecchia leadership ha mantenuto le posizioni decisive e il quasi novantenne Abu Mazen è stato rieletto per acclamazione presidente del movimento già nel primo giorno del congresso. Un passaggio che ha evidenziato ancora una volta la difficoltà di Fatah ad aprire un vero confronto sul futuro politico palestinese.

L’ingresso nel Comitato centrale di Yasser Abbas, figlio di Abu Mazen, ha inoltre alimentato le critiche di quanti denunciano da anni la crescente concentrazione del potere attorno a un ristretto gruppo dirigente. Parallelamente, la forte affermazione di F***j e la centralità di Hussein al-Sheikh confermano le opinioni di chi afferma che la successione ad Abu Mazen venga gestita all’interno di un circuito politico e securitario molto ristretto, distante dalle richieste di rinnovamento provenienti dalla base.

Tra gli elementi che deviano dalla continuità c’è l’elezione di due ex detenuti liberati da Israele nello scambio dello scorso anno tra ostaggi israeliani e prigionieri politici palestinesi. Zakaria Zubaidi, popolare ex comandante delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa a Jenin durante la seconda Intifada e Taysir Bardini di Gaza. La loro presenza è stata letta da molti delegati come un tentativo di recuperare almeno simbolicamente il legame storico tra il movimento e la militanza popolare. Anche Gaza ha ottenuto una rappresentanza significativa nel Comitato centrale con quattro seggi..

I piccoli segnali di novità non attenuano il dato di fondo: Fatah non ha prodotto una nuova piattaforma politica capace di rilanciare il movimento e più di tutto ridefinire la strategia nazionale palestinese assieme alle altre forze politiche islamiste o di sinistra. Nel suo intervento inaugurale Abu Mazen ha parlato soprattutto delle riforme nell’Anp che gli hanno intimato Usa e Ue, ribadendo l’intenzione di tenere future elezioni presidenziali e legislative senza però indicare alcuna data concreta. Ha denunciato Israele perché ha di fatto confiscato circa cinque miliardi di dollari di fondi palestinesi e ha lasciato intendere che l’Anp sarebbe pronta ad assumere il controllo amministrativo di ciò che resta della Striscia di Gaza, senza però ipotizzare un accordo o un’intesa con Hamas. Il dibattito perciò è rimasto limitato quasi esclusivamente alla gestione dell’Anp e agli appelli rituali alla soluzione dei due Stati, una prospettiva in cui ormai pochi sembrano credere alla luce delle politiche di annessione della Cisgiordania praticate da Israele.

Le voci critiche non sono mancate, anche se marginalizzate. Diversi quadri intermedi hanno boicottato il congresso. Ahmed Ghneim, vicino a Barghouti, ha accusato la leadership di avere “emarginato le figure storiche e i quadri più legati alla tradizione militante del movimento”. Secondo Ghneim, soltanto un maggiore protagonismo degli ex prigionieri e delle giovani generazioni potrà impedire “il definitivo svuotamento politico di Fatah”. Ancora più duro il giudizio dello scrittore e poeta Mutawakkil Taha, che ha definito l’ottavo congresso “un’occasione mancata” per ridefinire programmi, leadership e strategie alla luce della nuova realtà palestinese.

*Link articolo:

https://pagineesteri.it/2026/05/18/medioriente/analisi-palestina-fatah-ha-perduto-unaltra-occasione/

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