17/06/2025
Povertà abitativa e salari insufficienti: anche lavorando si diventa poveri. I dati della Caritas confermano l’allarme sociale e l’emergenza abitativa
A dispetto della propaganda governativa che illustra un paese in netta ripresa, i dati della Caritas offrono una cruda smentita, rivelando una situazione ben più critica.
Il SUNIA esprime forte preoccupazione per quanto emerso dal rapporto pubblicato ieri dalla Caritas, che descrive un paese in cui sempre più famiglie con figli vivono in povertà nonostante abbiano un'occupazione, confermando quanto già da tempo denuncia politicamente.
Un dato ancora più allarmante se si considera che l’incidenza della povertà assoluta è molto più elevata tra chi vive in affitto rispetto a chi ha una casa di proprietà.
È inaccettabile che nel 2025 il lavoro non rappresenti più una garanzia di sicurezza economica. Le famiglie con figli, in particolare, sono sempre più esposte: salari bassi, inflazione e costi abitativi in continuo aumento stanno erodendo ogni margine di stabilità.
I dati Caritas parlano chiaro e dimostrano come l’abitare resti un indicatore fondamentale delle disuguaglianze sociali: nelle famiglie in affitto l’incidenza della povertà è quadrupla rispetto a quelle che vivono in alloggio di loro proprietà, ad ulteriore conferma che il diritto alla casa oggi non è garantito a tutti nel nostro paese.
La questione abitativa non può più essere ignorata né rimandata dal Governo.
Il SUNIA ribadisce con forza che occorre:
· rilanciare una politica nazionale per l’edilizia residenziale pubblica e sociale e per l’offerta di alloggi a canone calmierato e sostenibile;
· riformare le politiche di sostegno all’affitto, rifinanziando il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione;
· tutelare le famiglie con figli, gli anziani, le giovani coppie, colpite in modo sproporzionato dall’aumento dei costi fissi, primi fra tutti quelli dell’abitare.
Il SUNIA continuerà a battersi, insieme ai sindacati confederali, ai sindacati degli inquilini, ai movimenti per il diritto alla casa ed alle reti sociali, per un’Italia dove la casa sia un diritto e non un privilegio e dove avere un lavoro significhi poter costruire un futuro dignitoso.
Roma, 17 giugno 2025