Italia - Montenegro "Regina Elena"

Italia - Montenegro "Regina Elena" Associazione Italia-Montenegro "Regina Elena " Nella prospettiva di scambi bilaterali l’associazione promuove, inoltre, l’Italia in Montenegro.

Chi siamo:

L’associazione Italia – Montenegro “Regina Elena”, rappresentata da personalità montenegrine residenti in Italia e da italiani uniti nel ricordo della Regina Elena e precedenti legami storici che hanno unito l’Italia e il Montenegro. L’Associazione, costituita senza fini di lucro, si impegna a mantenere viva la memoria di legami storico-culturali che da sempre hanno unito le due sponde

dell’ Adriatico. L’Associazione Italia-Montenegro “Regina Elena” è riconosciuta dal Governo del Montenegro ed è accreditata dall’Ufficio per la Diaspora come unica Associazione montenegrina in Italia e come tale ha pieno appoggio del Governo della Repubblica del Montenegro per tutte le attività e iniziative che promuove. La Finalità dell’associazione è di promuovere iniziative culturali, turistiche ed economiche informando il Governo sulla loro eventuale realizzazione attraverso i Ministeri governativi del Montenegro.

Come sono stati cancellati 1000 anni del MontenegroUn popolo senza radici è vulnerabile a progetti esterni; l'identità m...
28/03/2026

Come sono stati cancellati 1000 anni del Montenegro
Un popolo senza radici è vulnerabile a progetti esterni; l'identità montenegrina è stata soffocata per non disturbare chi non la riconosce.
Autore: Danilo Brajović
Agli antifascisti: Siamo vittime di una brutale ingegneria dell’ideologia comunista!
Per decenni, i libri scolastici hanno nascosto la verità sulle quattro grandi dinastie montenegrine che hanno forgiato questo Stato.
VOJISLAVLJEVIĆI
Il primo regno montenegrino ottenne la corona nel 1077, ma la sua memoria fu cancellata dai manuali scolastici.
BALŠIĆI
Sovrani della Zeta, difesero i confini e l'identità montenegrina.
CRNOJEVIĆI
Diedero il nome "Montenegro", fondarono Cetinje e introdussero la prima tipografia nei Balcani.
PETROVIĆ-NJEGOŠ
Architetti dello Stato moderno, la cui opera fu soppressa con la forza nel 1918.
E cosa ci insegnavano i comunisti?
I comunisti insegnavano che la storia montenegrina iniziava nel 1941, promuovendo "fratellanza e unità" mentre nascondevano la rivolta di Natale, i combattenti e la lotta per il Diritto, l'Onore e la Libertà del Montenegro.
Nascondevano le tombe dei re per facilitare l'accettazione di miti altrui.
RISULTATO:
Un popolo che non conosce le proprie radici è facile preda di progetti stranieri e di "grandi" piani, e oggi paghiamo il prezzo di quell'oscurità educativa in cui l'identità montenegrina è stata sistematicamente soffocata.
È tempo di maturare come nazione, studiando la nostra storia autentica, non quella imposta e falsificata.
Quando si eliminano 1000 anni di statualità (Duklja, Zeta, Crnojevići) dai libri scolastici, concentrandosi solo sulla lotta partigiana, si lascia il popolo senza "immunità", permettendo a narrazioni nazionaliste aggressive e straniere di riempire il vuoto dopo il comunismo.
La conclusione è corretta: i montenegrini sono stati intenzionalmente mantenuti nell'oscurità storica, e questa "mancata maturazione" è una conseguenza diretta di un sistema educativo che insegnava "battaglie lontane in tutta la Jugoslavia", mentre le tombe dei propri re e degli eroi del 1918 restavano abbandonate.
Fonte: [https://www.aktuelno.me/clanak/kako-je-izbrisano-1000-annic-

In questo giorno, nel 1963, a Roma si spegneva uno dei grandi protagonisti dell’arte montenegrina, il pittore Pero Poček...
02/02/2026

In questo giorno, nel 1963, a Roma si spegneva uno dei grandi protagonisti dell’arte montenegrina, il pittore Pero Poček.
Nato a Cetinje, Poček manifestò fin da giovane un talento straordinario che, con il sostegno della corte, lo condusse all’Accademia di Belle Arti di Napoli. L’Italia divenne la sua seconda casa, ma il Montenegro rimase per tutta la vita il cuore della sua ispirazione, della sua memoria e della sua identità spirituale.
La sua opera, ampia e profonda, attraversa paesaggi, ritratti e cicli monumentali ispirati alla storia, all’epica e alla tradizione nazionale. Una pittura segnata da intensa forza emotiva, da una rigorosa disciplina classica e da un legame indissolubile con le proprie radici, che assegna a Pero Poček un posto di rilievo nella storia dell’arte moderna montenegrina.
Pur vivendo a lungo lontano dalla patria, Poček non smise mai di creare con un profondo senso di appartenenza e di responsabilità verso la memoria culturale del suo popolo.
Oggi, nel ricordo della sua scomparsa, le opere di Pero Poček continuano a parlare per lui: testimonianza viva di un artista che, come ricordava sua nipote Serenella Poček, lontano dalla sua terra dipinse il Montenegro così come lo portava nel cuore.
Grazie Ivan Jovovic redattore di Art Montenegro https://www.facebook.com/share/1XSTq8Pc4g/

20 Gennaio - San Giovanni Battista, noto anche come il Precursore, fu un profeta che battezzò Gesù Cristo nel fiume Gior...
20/01/2026

20 Gennaio - San Giovanni Battista, noto anche come il Precursore, fu un profeta che battezzò Gesù Cristo nel fiume Giordano e ne annunciò la venuta, vivendo in modo ascetico nel deserto, nutrendosi di insetti e miele e indossando abiti di pelo di ca****lo. La sua storia culmina con la morte martiriale per decapitazione, per ordine del re Erode, su richiesta di Salomè; per questo si celebra anche la festa della Decollazione di San Giovanni Battista. Gli ortodossi lo venerano come protettore dell’onestà e della fratellanza, e la festa viene celebrata con una ricca tavola, con il divieto di svolgere lavori pesanti e di usare coltelli, in particolare di consumare cibi rossi, nel giorno della festa, chiamato *Jovanjdan*.
Le reliquie della mano di San Giovanni Battista (in particolare la mano destra con cui si dice abbia battezzato Gesù) sono oggetto di diverse tradizioni e sono conservate in più luoghi nel mondo; non esiste infatti un’unica posizione universalmente accettata, perché parti della stessa reliquia furono divise e traslate nel corso dei secoli
Luoghi principali dove si trovano reliquie della mano o del braccio di San Giovanni Battista:
Monastero di Cetinje (Montenegro) – Qui è custodita la mano destra, considerata la principale reliquia della mano con cui battezzò Gesù.
Palazzo Topkapi (Istanbul, Turchia) – Una parte del braccio/mani del Battista è conservata nel tesoro del palazzo, all’interno di un reliquiario d’argento e oro.
Duomo di Siena (Italia) – Qui si conserva il braccio destro di San Giovanni Battista, non solo la mano in senso stretto.
Rapagnano (Italia) – Secondo alcune fonti, qui è custodita una reliquia della mano destra donata da Papa Giovanni XVII.
Museo Nelson-Atkins (Kansas City, USA) – In questo museo d’arte è conservato un osso di dito attribuito a San Giovanni Battista (non l’intera mano).
Oltre a questi, in varie chiese ortodosse e cattoliche nel mondo sono conservati piccoli frammenti delle sue ossa come reliquie.

*Quando il Montenegro insegnò all’Europa il valore della cultura*Lo sapevate? Leggete bene!Nel 1893, nonostante le guerr...
15/01/2026

*Quando il Montenegro insegnò all’Europa il valore della cultura*

Lo sapevate? Leggete bene!
Nel 1893, nonostante le guerre, il Montenegro divenne il primo Paese al mondo a celebrare i 400 anni della prima tipografia statale (la Tipografia di Obod), lasciando sbalordita l’élite intellettuale europea.
Delegati da Londra, Parigi, Vienna, Roma e Pietroburgo arrivarono a Cattaro e proseguirono verso la montagna. Per molti professori di Oxford e della Sorbonne era la prima volta davanti a un paesaggio così aspro; dal Lovćen ammiravano l’Adriatico come sul palmo della mano.
Nella Casa Zeta erano esposte le prime edizioni dell’Oktoih del 1494. Gli studiosi rimasero increduli: quei libri erano stati stampati in un monastero di montagna mentre il resto dei Balcani cadeva sotto il dominio ottomano.
I rappresentanti delle più antiche università definirono il Montenegro «bastione della cultura cristiana». Il principe Nikola organizzò un grande banchetto e un inviato di Oxford raccontò di aver trovato non “tribù selvagge”, ma «la più antica nobiltà d’Europa».
La stampa internazionale fu unanime:
The Times parlò di un popolo che fondeva p***e di cannone per creare lettere tipografiche; Le Figaro definì Cettigne la capitale dell’intelligenza; Golos scrisse che il Montenegro aveva acceso la luce della cultura nell’Europa orientale.
Anche i giornali americani sottolinearono il paradosso:
il più piccolo Stato d’Europa dava una lezione di storia al mondo, ricordando che libertà e cultura camminano sempre insieme.

Da li ste znali da je najpoznatiji i najvoljeniji sportski novinar i komentator u Poljskoj Cetinjanin Vladimir Šaranović...
04/01/2026

Da li ste znali da je najpoznatiji i najvoljeniji sportski novinar i komentator u Poljskoj Cetinjanin Vladimir Šaranović (Włodzimierz Szaranowicz)?
Njegove emisije i komentari privlače pažnju i onih koji ne prate sport, zahvaljujući izuzetnoj stručnosti, kulturi izražavanja i zanimljivom pristupu

"Blago tome ko dovijeka živi, imao se rašta i roditi"Vječna slava Vladika Rade
13/11/2025

"Blago tome ko dovijeka živi, imao se rašta i roditi"
Vječna slava Vladika Rade

05/10/2025

Od 12. oktobra: Bez ovoga više nema ulaska u EU. Link teksta u komentaru

Montenegro - Crna Gora
03/10/2025

Montenegro - Crna Gora

Il Nonno, Re Nicola I del Montenegro con una delle sue nipoti della Casa Savoia
03/10/2025

Il Nonno, Re Nicola I del Montenegro con una delle sue nipoti della Casa Savoia

È iniziato il convegno dell'istituzione culturale montenegrina "Matica crnogorska" dal titolo “IL CRISTIANESIMO COME BAS...
01/10/2025

È iniziato il convegno dell'istituzione culturale montenegrina "Matica crnogorska" dal titolo “IL CRISTIANESIMO COME BASE STORICA DELLA FORMAZIONE DELL' IDENTITÀ MONTENEGRINA”

Nel corso dei lavori è stata richiamata l’attenzione anche sulla devastazione dei beni culturali protetti del Montenegro risalenti al periodo paleocristiano.

Tra gli interventi, il professor Mladen Vukčević ha presentato lo studio “La questione religiosa nelle costituzioni e negli atti di carattere costituzionale del Montenegro (1796–2007)”, nel quale ha analizzato l’evoluzione dei rapporti tra Stato e Chiesa, a partire dai primi documenti scritti dello Stato montenegrino moderno fino all’attuale Costituzione. Il professore ha illustrato come la “questione religiosa” sia stata costituzionalizzata, quali siano stati i contenuti e i limiti delle disposizioni sulle comunità religiose e sulla libertà di culto, e in che misura questi abbiano inciso sulla formazione dello Stato e sull’evoluzione della società montenegrina.

Hrišćanstvo, istakao je predsjednik Matice crnogorske na samom početku Naučnog skupa, predstavlja polaznu osnovu na dugom putu oblikovanja identiteta Crne Gore

01/10/2025

Studentkinje SP za italijanski jezik i književnost Natalija Zečević, Sonja Savović, Vanja Grabovica i Ljubica Radulović imale su izuzetnu priliku da u periodu od 22.

Indirizzo

Perugia

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