Epaca Perugia

Epaca Perugia Offriamo protezione e assistenza aiutando cittadini e stranieri ad accedere ai servizi sociali. Un alleato di fiducia per la tutela dei tuoi diritti.

🚨🚨🚨ATTENZIONE!!!! NUOVA SCADENZA!!!!! 🚨🚨🚨PROROGA SCADENZA PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE!!!!!                    NUO...
08/04/2026

🚨🚨🚨ATTENZIONE!!!! NUOVA SCADENZA!!!!! 🚨🚨🚨
PROROGA SCADENZA PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE!!!!!
NUOVA DATA 16 APRILE ORE 14.00

📢 SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 2026–2027 con EPACA
Hai tra i 18 e i 28 anni e vuoi fare un’esperienza che conti davvero?
Con EPACA puoi metterti in gioco, crescere professionalmente e dare un aiuto concreto alle persone del tuo territorio 🌱
È molto più di un anno di volontariato: è un investimento sul tuo futuro.
✅ Un impegno di 25 ore a settimana
💶 Compenso mensile di 519,47€
🎓 Compatibile con l’università
📚 Oltre 100 ore di formazione mirate alle attività di progetto
🏛️ Accesso alla riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici
⏳ SCADENZA CANDIDATURE: 8 APRILE ALLE ORE 14:00
➡️Link per la domanda: https://domandaonline.serviziocivile.it
👉 Contattaci per avere tutte le informazioni o vieni a trovarci in sede.
Non perdere questa opportunità!

📢 SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 2026–2027 con EPACAHai tra i 18 e i 28 anni e vuoi fare un’esperienza che conti davvero?Con...
26/03/2026

📢 SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 2026–2027 con EPACA

Hai tra i 18 e i 28 anni e vuoi fare un’esperienza che conti davvero?

Con EPACA puoi metterti in gioco, crescere professionalmente e dare un aiuto concreto alle persone del tuo territorio 🌱

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⏳ SCADENZA CANDIDATURE: 8 APRILE ALLE ORE 14:00

➡️Link per la domanda: https://domandaonline.serviziocivile.it

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Ogni anno numerosi lavoratori agricoli attendono la disoccupazione agricola senza avere informazioni precise su requisit...
24/02/2026

Ogni anno numerosi lavoratori agricoli attendono la disoccupazione agricola senza avere informazioni precise su requisiti e importi spettanti. Si tratta di una prestazione diversa dalla NASpI, determinata in base alle giornate lavorate, ai contributi versati e all’iscrizione negli elenchi agricoli.

Eventuali errori o omissioni contributive possono incidere negativamente sull’indennità. Per questo motivo è fondamentale verificare la propria posizione prima di presentare la domanda, che deve essere inoltrata entro il 31 marzo e viene erogata in un’unica soluzione dall’INPS.

📌 Cerca l'ufficio più vicino a te consultando l'ultimo post oppure visita il link in bio e prenota un appuntamento per verificare i tuoi requisiti ed inoltrare la domanda.

In Italia il tema dei lavori usuranti e gravosi continua a essere centrale ogni volta che si parla di pensioni. Anche ne...
16/12/2025

In Italia il tema dei lavori usuranti e gravosi continua a essere centrale ogni volta che si parla di pensioni. Anche nel 2026, nonostante i cambiamenti del sistema contributivo e l’inasprimento dei requisiti economici, chi svolge o ha svolto attività pesanti, rischiose o logoranti continua ad avere strade dedicate per uscire prima.

Il punto, però, è che ottenere questo diritto non è immediato: serve dimostrare in modo chiaro che tipo di lavoro si è svolto e per quanto tempo, perché la tutela non si basa su dichiarazioni generiche ma su certificazioni precise, richieste direttamente da INPS.

Negli ultimi anni le liste dei lavori gravosi e usuranti sono state aggiornate più volte, includendo settori dove l’esposizione a sforzo fisico, turni, rischi o condizioni difficili è parte strutturale della professione. È anche per questo che misure come Quota 41, APE Sociale e lo “scivolo” usuranti continuano a rappresentare un canale reale per andare in pensione già intorno ai 61–63 anni. Sono strumenti normativi confermati nei monitoraggi annuali INPS e utilizzati da migliaia di lavoratori ogni anno.

Ma senza il documento giusto, tutto si ferma: il modello AP116, è questo il passaggio decisivo.

Il modello non è un semplice foglio: è la certificazione ufficiale che identifica la mansione, il periodo svolto, il livello di rischio e le condizioni contrattuali. Senza di esso, anche chi ha svolto per anni un lavoro qualificabile come usurante rischia di non vedersi riconosciuto il beneficio.

Ecco perché, se rientri anche solo potenzialmente in una delle categorie protette, non aspettare l’ultimo momento, verifica la tua posizione, controlla la tua storia contributiva e fai certificare ciò che ti spetta.

I requisiti ci sono, le norme lo consentono, ma serve arrivare preparati, soprattutto in un sistema previdenziale che, anno dopo anno, diventa più rigoroso nelle verifiche.

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Dal 2026 il sistema pensionistico italiano cambia davvero volto: oltre ad età e contributi, diventa fondamentale anche q...
12/12/2025

Dal 2026 il sistema pensionistico italiano cambia davvero volto: oltre ad età e contributi, diventa fondamentale anche quanto hai versato in termini di assegno stimato per accedere alla pensione di vecchiaia contributiva.

Questo è il primo anno in cui il sistema contributivo puro, introdotto progressivamente negli ultimi anni e confermato dalle norme vigenti (Legge di Bilancio, circolari INPS), entra pienamente in funzione e detta regole più stringenti.

Secondo le indicazioni dell’INPS e gli adeguamenti automatici legati all’adeguamento all’aspettativa di vita, per poter ottenere la pensione di vecchiaia contributiva pura a 67 anni con almeno 20 anni di contributi, chi rientra nel regime contributivo puro dovrà avere un assegno minimo stimato intorno ai 546€ al mese, pari all’importo dell’assegno sociale per il 2026.

Se l’assegno derivante dai contributi versati non supera questa soglia, la pensione non viene erogata: si dovrà continuare a lavorare o aspettare i 70 anni, quando la pensione contributiva sarà comunque riconosciuta con almeno 5 anni di contributi anche se l’importo è inferiore alla soglia.

Questo meccanismo non è un semplice “aggancio formale”: rispecchia una scelta di politica previdenziale che cerca di coniugare la sostenibilità del sistema con la tutela di chi ha versato contributi per molti anni.
Le regole sono state illustrate in diversi documenti ufficiali INPS (come la circolare annuale di rivalutazione delle prestazioni) e stanno già impattando le simulazioni di uscita pensionistica per migliaia di lavoratori italiani.

Ricorda che questa regola si applica a chi rientra nel regime contributivo puro (generalmente chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996), per gli altri regimi (retributivo o misto), le regole di accesso possono essere diverse.

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Ogni anno migliaia di lavoratori agricoli aspettano la disoccupazione agricola senza avere informazioni chiare su chi ne...
09/12/2025

Ogni anno migliaia di lavoratori agricoli aspettano la disoccupazione agricola senza avere informazioni chiare su chi ne ha diritto, come si calcola e quali documenti servono davvero.

La verità è che questa prestazione non funziona come la NASpI: segue regole tutte sue, legate alla tipologia di contratto, ai giorni lavorati nell’anno precedente e all’iscrizione negli elenchi agricoli. Eppure, per molti, rappresenta un sostegno fondamentale tra una stagione e l’altra.

L’importo si basa sui contributi registrati in agricoltura, sui giorni di lavoro effettivi e su quelli figurativi, ed è proprio qui che nascono i dubbi maggiori: errori negli elenchi, giornate mancanti o contratti non registrati correttamente possono ridurre l’indennità spettante. È per questo che, prima ancora di fare domanda, è importante verificare la propria posizione contributiva e capire se ci sono anomalie da sistemare.

La domanda va presentata ogni anno entro il 31 marzo, e arriva in un’unica soluzione, con un pagamento unico da parte dell’INPS. È una procedura semplice solo in apparenza: un dettaglio sbagliato, una data mancante o un elenco non aggiornato possono portare a ritardi o a un rigetto.

Se lavori nel settore agricolo, non dare per scontato il diritto alla disoccupazione agricola: informarsi prima può fare la differenza. Possiamo aiutarti a verificare tutti i requisiti, controllare i contributi e inviare la domanda in modo corretto, così da non perdere ciò che ti spetta.

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L’invalidità civile è uno dei diritti più importanti nel nostro sistema di tutela sociale, ma anche uno dei più difficil...
05/12/2025

L’invalidità civile è uno dei diritti più importanti nel nostro sistema di tutela sociale, ma anche uno dei più difficili da comprendere, perché unisce aspetti sanitari, amministrativi ed economici. In realtà il principio è semplice: lo Stato riconosce un sostegno alle persone che, a causa di una patologia fisica o psichica, vedono ridotta in modo significativo la propria autonomia o capacità lavorativa. Il riconoscimento non dipende dal reddito, ma dalla gravità della condizione sanitaria e dal modo in cui incide sulla vita quotidiana.

A seconda della percentuale riconosciuta, cambiano le prestazioni: dall’esenzione ticket alle agevolazioni lavorative, fino agli assegni economici come l’assegno mensile (74–99%) o la pensione di inabilità (100%). Per i minori e gli over 67 valgono criteri diversi, basati non sul lavoro ma sulla possibilità di svolgere le funzioni quotidiane in autonomia. E poi ci sono situazioni che richiedono un sostegno ancora più intenso, come quando la persona non riesce a camminare da sola o a compiere atti essenziali della vita: in questi casi può essere riconosciuta l’indennità di accompagnamento, indipendentemente dal reddito e dall’età.

L’errore più comune è pensare che basti una diagnosi grave per avere un diritto automatico. La verità è che serve una certificazione medica precisa, una domanda corretta e, soprattutto, una valutazione della Commissione sanitaria che tenga conto non solo della malattia, ma dell’effettivo impatto sulla vita della persona. Molte domande vengono respinte proprio per certificati incompleti o descrizioni troppo generiche della condizione.

Per questo è importante informarsi bene e farsi seguire da qualcuno che conosce la procedura. L’invalidità civile non è un favore: è un diritto, e avere indicazioni chiare può fare la differenza tra una domanda respinta e un riconoscimento corretto.

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Molti pensionati non sanno che, se dopo il pensionamento continuano a svolgere un’attività lavorativa e quindi a versare...
03/12/2025

Molti pensionati non sanno che, se dopo il pensionamento continuano a svolgere un’attività lavorativa e quindi a versare contributi, possono ottenere un aumento dell’assegno grazie al cosiddetto “supplemento di pensione”, previsto da INPS.

È un diritto che non scatta in automatico: serve una domanda formale, ma può portare ad un incremento reale della pensione, perché l’Istituto ricalcola l’importo tenendo conto dei contributi aggiuntivi versati negli anni successivi alla pensione.

Il supplemento può essere richiesto da chi percepisce una pensione diretta o supplementare e ha ripreso un lavoro dipendente o autonomo, oppure da chi percepisce un assegno ordinario di invalidità e continua a contribuire. Il ricalcolo si basa sulle regole della propria posizione assicurativa (ad oggi quindi contributiva) e aumenta il valore della pensione dal mese successivo alla presentazione della domanda, come chiarito dall’INPS nelle sue schede ufficiali di servizio.

C’è solo un aspetto da considerare: se la pensione è integrata al minimo, il supplemento può ve**re assorbito in parte o totalmente dall’integrazione stessa, quindi non sempre si traduce in un aumento percepito nel netto. Per tutti gli altri pensionati, invece, rappresenta uno strumento concreto per valorizzare anni di lavoro che altrimenti resterebbero senza effetti sull’assegno.

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🩺 Nel 2023 INAIL ha fornito oltre 670.000 prestazioni riabilitative a quasi 19.000 persone, con una spesa di circa 11 mi...
26/11/2025

🩺 Nel 2023 INAIL ha fornito oltre 670.000 prestazioni riabilitative a quasi 19.000 persone, con una spesa di circa 11 milioni di euro per terapie aggiuntive rispetto al Servizio Sanitario Nazionale.

🏥 Solo tra i centri propri (come Vigorso di Budrio, Roma e Lamezia), sono state erogate 145.000 sedute di fisiokinesiterapia per 4.260 assistiti, con più di 5.800 protesi consegnate a circa 4.000 persone

📈 L’erogazione delle prestazioni accessorie è cresciuta del +19% rispetto al 2022, segno che l’INAIL investe sempre di più per garantire cure, ausili e supporto concreto .

🔄 Che cosa significa tutto questo? Vuol dire più fisioterapia, ausili protesici, rieducazione e reinserimento lavorativo a costi zero per l’infortunato o il malato professionale, e più sostegno alla ripresa della vita lavorativa e personale.

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Nel 2024, l’INPS ha gestito migliaia di pensioni indirette, una forma di tutela riconosciuta ai familiari quando il lavo...
24/11/2025

Nel 2024, l’INPS ha gestito migliaia di pensioni indirette, una forma di tutela riconosciuta ai familiari quando il lavoratore è venuto a mancare senza aver ancora maturato la pensione.

📊 Le pensioni ai superstiti (indirette + reversibilità) rappresentano circa il 31% di tutte le uscite previdenziali, pari a circa 231 miliardi di euro distribuiti su 17,7 milioni di trattamenti (dati 2023).

✅ Anche se meno note della reversibilità, le pensioni indirette coprono i familiari del lavoratore deceduto prima del pensionamento, fornendo un aiuto fondamentale sia al coniuge sia ai figli o altri sopravvissuti.

👥 Il meccanismo funziona come una pensione vera e propria, calcolata su redditi e contributi effettivamente maturati, e può arrivare fino al 100% della quota teorica.

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Indirizzo

Via Settevalli 131/f
Perugia
06129

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:30
Martedì 09:00 - 17:30
Mercoledì 09:00 - 17:30
Giovedì 09:00 - 17:30
Venerdì 09:00 - 13:30

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