Cooperativa Senso Alato

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Cooperativa Senso Alato La Cooperativa sociale Senso Alato nasce nel 2006 dalla volontà di alcuni operatori di prendersi cura di persone che versano in condizioni di fragilità.

29/08/2026

A FRANCO BASAGLIA
(11 marzo 1924 – 29 agosto 1980)

"Il vento, la bora, le navi che vanno via
il sogno di questa notte
e tu
eterno soccorritore
che da dietro le piante onnivore
guardavi in età giovanile
i nostri baci assurdi
alle vecchie cortecce della vita.
Come eravamo innamorati, noi,
laggiù nei manicomi
quando speravamo un giorno
di tornare a fiorire
ma la cosa più inaudita, credi,
è stato quando abbiamo scoperto
che non eravamo mai stati malati."

(Alda Merini)

29/08/2026

La storia di Alberto Paolini è una storia triste di un'istituzione della quale parliamo spesso, ovvero il sistema degli istituti psichiatrici italiani.
Alberto nacque nel 1933 e p***e il padre a 5 anni e la madre a 11. Si ritrovò quindi solo e, dopo un periodo in un orfanotrofio, venne adottato da una facoltosa famiglia romana. Ma i suoi genitori adottivi non gradivano il carattere introverso del ragazzino, e chiesero consulto ad un medico. La cura proposta dal dottore era molto semplice: fatelo uscire, fatelo giocare, fategli vedere delle cose nuove. Ma loro trovarono più naturale mandare il ragazzo in un istituto di cura psichiatrica. Era il 1948. Ne uscirà solo 42 anni dopo, nel 1990. E nessuno, mai, gli diagnosticò una malattia mentale. All'inizio doveva rimanere lì solo per 15 giorni come periodo di osservazione. Col passare del tempo capì che non ne sarebbe uscito presto. Alberto non fu soltanto privato della sua giovinezza e della libertà. Gli toccò essere sottoposto alla cura per tutti i mali (psichiatrici) dell'epoca: l'elettroshock. E così un ragazzino non ancora diciottenne venne sottoposto a numerose "sedute" a base di scariche elettriche. Alberto trovò una valvola di sfogo nella scrittura. Riuscì a procurarsi una matita e iniziò a scrivere. Scriveva su qualunque cosa gli capitasse: le confezioni del cibo, pezzetti di carta rimediati qua e là. Nascondeva il suo personalissimo diario ovunque, anche nelle sue maniche. Questo diario, che ha pubblicato nel 2016, si chiama proprio 'Avevo solo le mie tasche'. Una pagina illuminante sugli istituti psichiatrici italiani del dopoguerra. Una pagina vergognosa, senza senso, ancora più per quello che fece ad un ragazzino che aveva - come unica colpa - quella di essere un po' introverso. Alberto trascorse così 42 lunghi anni fino al 1990, quando venne trasferito dall'istituto dove era ricoverato ad una casa famiglia. Aveva 57 anni. Avevano rubato la sua vita e nessuno gliel'avrebbe mai restituita.
Gli era rimasta una cosa sola: il suo diario. E la possibilità che le persone, leggendolo, si rendessero conto delle crudeltà inferte ai cosiddetti matti.
Alberto ci ha lasciato nel febbraio del 2025.

Serata cous cous. Ritrovare la convivialità                           Cucinare insieme, collaborare e rapportarsi.      ...
11/07/2026

Serata cous cous. Ritrovare la convivialità Cucinare insieme, collaborare e rapportarsi.

11/07/2026

Per molti anni le è stato detto, più o meno apertamente, che certi traguardi non erano alla sua portata. Poi ha dimostrato che erano gli altri ad avere torto.

Nel settembre del 2023, Mar Galcerán è entrata a far parte delle Cortes Valencianas, Valencia, Spagna, diventando la prima parlamentare sp****la con sindrome di Down. Secondo diverse fonti internazionali, potrebbe essere la prima persona con questa condizione a ricoprire un seggio in un parlamento regionale europeo.

Il suo percorso, però, non è iniziato con l'elezione.

Per oltre vent'anni ha partecipato attivamente alla vita pubblica, impegnandosi nel Partito Popolare e lavorando come funzionaria. Ha inoltre guidato Asindown, un'associazione che sostiene le persone con sindrome di Down e le loro famiglie, contribuendo a promuovere inclusione e partecipazione nella società.

Il suo ingresso nelle istituzioni rappresenta molto più di un risultato personale. È il segno di un cambiamento culturale che invita a superare stereotipi e pregiudizi, riconoscendo il valore delle persone per ciò che sono e per ciò che possono offrire.

Mar Galcerán ha riassunto questo messaggio con una frase che continua a fare il giro del mondo: «La società dovrebbe guardare prima la persona, non la disabilità.»

Un invito semplice, ma dal significato profondo. Perché una società davvero inclusiva non nasce quando elimina ogni differenza, ma quando smette di considerarla un limite e inizia a vedere, prima di tutto, il talento, l'impegno e la dignità di ogni individuo.

11/07/2026
11/07/2026
Pomeriggio d" estate
25/06/2026

Pomeriggio d" estate

20/06/2026

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