23/03/2026
L’arte come incontro
Sabato 21 marzo, presso la Sala Lettura della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, è stato presentato il libro d’artista “Alberi”, realizzato dalle persone del Centro In&Out della Casa del Giovane.
Il progetto è stato ideato e curato dall’artista Alessandra Angelini, già docente all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
L’iniziativa è stata promossa dall’associazione "Cento Amici del Libro" nell’ambito delle attività che interpretano l’arte come esperienza di partecipazione e cura.
Le immagini che compongono il libro sono state dipinte e stampate dagli ospiti del Centro durante un laboratorio artistico di gruppo, trasformando l’arte in un’occasione di espressione personale e di condivisione 🤝
Una riflessione dal Centro Diurno In&Out:
“Noi siamo una comunità, noi persone fragili che portiamo sulle spalle storie complesse fatte di dipendenza, di sofferenza psichica, di cadute e ripartenze faticose.
Dentro questo progetto “Alberi” abbiamo trovato uno spazio di accoglienza vera, uno sguardo che non giudica e, soprattutto, un tempo dedicato nel quale ci siamo sentiti protagonisti. Il lavoro fatto insieme è stato un laboratorio artistico, ma anche un lavoro di relazione, di fiducia, di condivisione.
Un ringraziamento speciale va alla professoressa Angelini. La sua presenza è stata fondamentale: non solo come guida artistica, ma come figura capace di stare nel nostro mondo “caotico”.
E poi gli alberi… 🌳
Ci assomigliano moltissimo e hanno molto da insegnarci: l’albero vive grazie alle sue radici che lo tengono saldo alla terra, lo nutrono e custodiscono la sua storia silenziosa… A volte, quando le radici si spezzano o si seccano, l’albero non riesce più a nutrirsi e, piano piano, la vita si spegne…
Noi siamo come gli alberi: veniamo spostati, messi in terreni nuovi, ma finché dentro di noi rimane viva la radice, esiste sempre la possibilità di ricominciare.
Questo libro non è solo un’opera artistica, ma è la testimonianza che anche chi fa più fatica può creare bellezza.
Noi, come diceva Enzo Boschetti, fondatore della Casa del Giovane, non siamo problemi da risolvere, ma persone da amare e in cui riconoscere una dignità preziosa".