18/06/2026
Lombardia. Il Piano Casa nazionale è il contrario di quello che serve.
18 giugno 2026
Più sfratti, più esclusione abitativa, più speculazione, meno case popolari per le famiglie che aspettano in graduatoria.
Il 19 giugno alle ore 17.00 iniziativa unitaria dei Sindacati inquilini in Prefettura di Milano.
Il prossimo 23 giugno inizierà il percorso parlamentare per la conversione in legge del DL 66/2026, mentre il DDL sull’esecuzione degli sfratti dovrebbe essere incardinato a breve presso la competente Commissione della Camera.
Sono due provvedimenti che, per contenuti e obiettivi, causeranno ulteriori problemi di gestione dell’emergenza e dell’esclusione abitativa, sia sotto il profilo sociale, sia per gli aspetti urbanistici.
° Un affronto alle 650mila famiglie in graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare, di cui circa 67mila in Lombardia
Le risorse stanziate sono nettamente insufficienti per il recupero annunciato di 60mila alloggi popolari sfitti che, peraltro, attualmente sono oltre 100mila.
Si riduce l’offerta di case popolari, perché gli alloggi sfitti recuperati verranno quasi tutti sottratti all’assegnazione ordinaria a canone sociale destinata alle fasce a basso reddito, per essere dirottati al social housing, canale riservato ai redditi più elevati, con canoni genericamente “sottomercato”.
Si vuole fare cassa vendendo le case popolari destinando prioritariamente i ricavi al risanamento del deficit degli Enti gestori e al Fondo di ammortamento dei Titoli di Stato, mentre ora l’utilizzo è obbligatoriamente vincolato alle manutenzioni degli alloggi.
° Un paradosso: i poveri pagano i canoni dei poveri
Il Fondo per la morosità incolpevole rivolto agli assegnatari ERP, pensato per sostenere le entrate degli Enti gestori, sarà finanziato in parte sottraendo risorse al Fondo nazionale per il sostegno all’affitto per gli inquilini privati e in parte, prelevando la restante quota dai proventi dei canoni versati dagli stessi assegnatari delle case popolari.
° Coi Commissari straordinari si riducono i poteri a Regione e Comuni
Il Governo nominerà due commissari, peraltro lautamente retribuiti, con poteri speciali per derogare alla pianificazione urbanistica comunale e regionale, riducendo così le funzioni di Comuni e Regioni e centralizzando le decisioni relative all’utilizzo dei fondi.
° Nuovi alloggi, fondi privati e mercato liberissimo
Le nuove costruzioni saranno realizzate attraverso fondi immobiliari privati, partecipati da Cassa Depositi e Prestiti, e destinate alla vendita, o alla locazione, a prezzi ridotti del 30% rispetto al mercato.
Un mercato che, però, resta “liberissimo” e privo di regole che possano garantire un reale equilibrio tra prezzi immobiliari e stipendi.
° Sfratti immediati e senza soluzioni alternative, ovvero un omaggio alla speculazione con ulteriori gravi problemi scaricati sui Comuni.
Il Governo ha presentato un disegno di legge (1896/2026) che, stravolgendo le regole del diritto, rende velocissima e penalizzante, per chi la subisce, la procedura di esecuzione dello sfratto.
Ai Comuni, sui quali ricadranno direttamente gli effetti di questa norma, non vengono forniti strumenti per gestire l’emergenza sfratti, né per sostenere le famiglie e favorire la locazione stabile.
È significativo il fatto che il Piano Casa sia stato favorevolmente accolto dai fondi d’investimento immobiliari e dai costruttori edili, ma abbia invece ricevuto critiche severe, su diversi aspetti, dalla Conferenza delle Regioni - Lombardia compresa - e dai Sindaci di diversi importanti Comuni.
COSA SERVE DAVVERO
- Il blocco di ogni piano di “valorizzazione” e di vendita del patrimonio ERP accompagnato da un programma di recupero degli alloggi pubblici sfitti, da reinserire nell’offerta a canone sociale per le famiglie
- una legge-quadro sull’edilizia residenziale pubblica, che preveda risorse certe e strutturali nei bilanci istituzionali
- una radicale riforma della legge sugli affitti privati che fissi un tetto massimo ai canoni; preveda la graduazione degli sfratti; limiti gli affitti brevi; introduca misure incentivanti per l’utilizzo degli alloggi privati sfitti e interventi fiscali per favorire la locazione stabile
- il rifinanziamento del Fondo Sostegno Affitti destinato agli inquilini privati sempre più in difficoltà economiche
- l’avvio di un reale confronto con i Sindacati degli inquilini, dei lavoratori e con tutte le parti sociali per un sostanziale cambio di rotta delle politiche abitative
Su questi temi e proposte i Sindacati inquilini regionali, nell’ambito di una più ampia iniziativa nazionale, hanno organizzato un Presidio Venerdì 19 giugno, alle ore 17.00, presso la Prefettura di Milano (C.so Monforte/ang. Via Vivaio).
Nell’occasione, abbiamo chiesto al Prefetto di ricevere una nostra delegazione sindacale.
LE SEGRETERIE REGIONALI LOMBARDIA
SUNIA, SICET, UNIAT, UNIONE INQUILINI