31/01/2026
29 gennaio, ore 18.
Nella sede di Corso Garibaldi 40 a Pavia si è tenuto un incontro che non è stato una semplice lezione, ma un vero momento di confronto e dialogo tra menti critiche.
Insieme al prof. Aldo Piccone, docente di Diritto Internazionale dell’Università di Pavia, e ai compagni e alle compagne presenti, abbiamo costruito uno spazio di discussione collettiva sulle cause profonde della crisi del Diritto Internazionale contemporaneo.
Non un sapere calato dall’alto, ma un dialogo aperto, fatto di domande, interventi, dubbi e riflessioni condivise. Un attraversamento comune di temi complessi, dove il Diritto Internazionale è apparso per ciò che è oggi: uno strumento spesso vincolato da rapporti di forza, interessi economici e dinamiche societarie, incapace di tutelare davvero i popoli quando entra in conflitto con il potere.
Abbiamo parlato di come le crisi nascano dalle fratture, dalle disuguaglianze, dalle imposizioni e dalle gerarchie prodotte dai potenti. Fratture che non si ricompongono da sole, che non si “leniscono” con il tempo, ma che richiedono interventi politici, sociali e collettivi se si vuole davvero costruire la pace.
Dal Venezuela alla Russia e Ucraina, da Israele e Palestina fino all’Iran, solo per citare alcuni esempi, abbiamo attraversato conflitti e tensioni che mostrano tutta la fragilità dell’ordine internazionale attuale. Scenari diversi, ma legati da una stessa logica: quella di un mondo in cui il diritto cede troppo spesso il passo alla forza.
In questo quadro, la pace è apparsa non come una parola vuota o un auspicio astratto, ma come un terreno di lotta. Una speranza necessaria, attraversata però da paure, contraddizioni e interrogativi che non possono essere rimossi, ma affrontati collettivamente.
Incontri come questo ci ricordano che studiare, discutere e confrontarsi è già un atto politico. Perché solo mettendo in discussione l’esistente, e costruendo spazi di pensiero critico condiviso, possiamo immaginare alternative reali.
Un ringraziamento sentito al prof. Aldo Piccone per la disponibilità, la profondità e la capacità di mettersi in dialogo, e a tutti i compagni e le compagne presenti.