29/10/2026
Vogliamo raccontarvi una storia , per tutelare la privacy della signora, in questo racconto useremo il nome di "Peppina": un nome non reale, scelto dalla nostra volontaria e referente locale del progetto nazionale delle Misericordie d'Italia "Casa del No" in memoria della sua amata nonna che non c'è più.
💛🩵
Da oltre due anni seguiamo la signora Peppina. La sua storia è stata una battaglia durissima, ma alla fine la guerra l'abbiamo vinta noi.
Prima era sola, malnutrita, cadeva di continuo. I vicini la ritrovavano ore dopo o addirittura l'indomani, dopo essere rimasta a terra per tutta la notte fino alla mattina successiva. Era prossima allo sfratto e nessuno la aiutava. Non assumeva la terapia farmacologica e non poteva permettersi una struttura perché non aveva soldi.
Ma noi non abbiamo mollato. Ad ogni "no", ad ogni porta chiusa e ad ogni "non possiamo fare niente", come referente della Casa del Noi ho fatto leva sulla forza del fare rete e sul lavoro di squadra della nostra grande famiglia. Quando si insiste con il cuore, le porte che sembrano murate a volte si aprono.Siamo riusciti a trovarle una struttura che la segue benissimo: oggi la signora Peppina è curata, ha ripreso peso, assume la terapia e sta in compagnia. Non ha più una casa – perché dopo averla sistemata in struttura gliel'hanno tolta – ma ha la vita, ha la dignità.
Riceve nostre visite periodicamente per tre motivi fondamentali:
Perché il servizio non finisce con l'assistenza, ma è cura, presenza e costanza.
Perché non si senta sola tra estranei, e le fa immensamente piacere sapere che i suoi nipoti misericordiosi vanno a trovarla.
Perché la struttura deve vedere che la signora non è sola, che viene controllata e seguita, e che non può essere messa in un angolo.
Lei ha ancora un cervello pazzesco: si ricorda tutto, si ricorda i nostri nomi e,"Figghitta mi cerca sempre".Quando mi chiedono perché perdo tempo dietro a cose che non portano soldi, io penso, porto a pensare...
l'emozione che si prova nell'aiutare nom si può comprare .Se non l'avessimo presa in carico, oggi Peppina non ci sarebbe più perché prima o poi la testa l'avrebbe sbattuta in quel wc dove ogni volta i vicini la trovavano.
Questo per me è speciale, questo per me è gratificante. Qua mi sento un supereroe, perché esserlo non significa avere poteri, ma esserci.
Che Iddio gliene renda merito alla signora, perché grazie alla sua richiesta d'aiuto, io, i volontari e tutta la Misericordia abbiamo potuto fare un'opera di misericordia.
Un grazie immenso a tutti i volontari che periodicamente vanno a trovarla💛🩵 . La Vice Governatrice