27/04/2026
𝟑2 Nel mulino
INCIPIT
Si era andati a passare quello scorcio di vacanze nella provincia di Mantova, in riva al Po.
La casa dei nostri ospiti, agiati e laboriosi artigiani, era proprio sotto l’argine, al quale si saliva per una fuga, largo sentiero ombreggiato da alti pioppi che parevano fatti di una sostanza evanescente. Davanti e intorno alla casa, separata dalle altre da prati e frutteti, si stendeva una luminosa cometa di saggine segate e messe ad asciugare; e del resto quasi tutta la distesa dei campi era bionda, e il verde della vegetazione ancora fresca aveva come un riflesso di quest’oro ogni giorno più intensificato dal sole di settembre. Nel pomeriggio faceva caldo: un caldo quasi afoso, senza respiro; ma col cadere del sole l’aria si inteneriva; veniva su l’alito sano del fiume; pur senza vento i pioppi tremolavano, quasi facendosi fresco da sé, e un profumo di fieno, di siepi, di terra umida si spandeva fin dentro la casa in quell’ora tranquilla e deserta.[…]
EXPLICIT
Per questa stessa ragione la festa fu prolungata fino al tardi, e l’anfitrione fece la polenta e arrostì i pesciolini portati da Justin. Fermata la ruota, un silenzio che stordiva più che il fragore dell’acqua si allargò intorno, con una sospensione di realtà. Pareva si fosse versata una abbondante quantità d’olio sul fiume, e le cose s’imbrunissero per il riverbero ambiguo: ma la treccia della fanciulla, appoggiata con le spalle al parapetto, tramandava ancora una luce dorata; e quasi fosforescente era la barba del vecchio pescatore che tutti noi guardavamo, un po’ volutamente, eppure inteneriti, come l’immagine paterna del tempo.