07/10/2026
Il 7 ottobre 2023 sono state uccise 1.221 persone in Israele, secondo il conteggio dell'AFP basato sui dati ufficiali israeliani, e circa 250 sono state portate via come ostaggi.
Il numero di vittime palestinesi, invece, si conta ancora. Il Ministero della Salute di Gaza ne registra più di 73.000, di cui almeno 21.700 minori, secondo l'UNICEF, ma due studi pubblicati su Lancet hanno stimato che i morti reali fossero più alti del 35-41% rispetto a quelli contati. E si riferiscono alle sole morti violente, senza quelle indirette per fame, malattie e mancanza di cure. A questi vanno aggiunte le persone ancora sepolte sotto le macerie e quelle disperse, che nessun bilancio comprende. Nemmeno il cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre 2025 ha fermato le uccisioni: l'OCHA ne conta più di 1.400 da allora, e almeno 300 bambini e bambine sono stati uccisi nelle loro case, nelle scuole e mentre giocavano a pallone.
Le famiglie vivono ammassate in appena un terzo del territorio della Striscia, tra edifici distrutti e macerie, senza acqua potabile e con i più piccoli colpiti da malnutrizione acuta, e questo è il genocidio che ancora oggi è in atto.
Il popolo palestinese ha diritto all'autodeterminazione e a un proprio Stato, alla libertà di movimento, all'acqua, alle cure, all'istruzione e a un futuro che non dipenda dalla volontà di qualcun altro. Sono diritti che il diritto internazionale riconosce a ogni popolo, e ricordarlo è il minimo da cui partire.
Il silenzio non è mai neutrale, perché l'indifferenza si regge proprio sul fatto che nessuno ne parli, e davanti a una popolazione civile che subisce violenza e privazioni da anni tacere significa comunque lasciare le cose come stanno. Informarsi, dare spazio a chi vive la situazione in prima persona, parlarne senza paura di essere scomodi e condividere quello che si legge sono gesti piccoli, ma sono quelli che tengono viva l'attenzione.
Il popolo palestinese ha diritto a un presente e a un futuro, oggi come quando le prime pagine si occuperanno d'altro. Una causa giusta non ha scadenza, e il sostegno non può averla.