Centro Antiviolenza di Parma

Centro Antiviolenza di Parma Dai voce alla tua libertà! La tua storia è anche la nostra, cambiamola insieme.

Puoi rivolgerti a noi per trovare percorsi di uscita dalla violenza di genere e formazione per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi nella nostra società. Se stai subendo o hai subito violenza in qualsiasi forma, da quella fisica o psicologica a quella economica e sessuale, puoi chiamarci: ti accoglieremo nella tutela della tua privacy e gratuitamente.

Stiamo continuando la formazione al personale dei locali e il protocollo costruito insieme è quasi pronto! Ringraziamo ....
25/05/2026

Stiamo continuando la formazione al personale dei locali e il protocollo costruito insieme è quasi pronto!

Ringraziamo .giovane per aver deciso di prendere parte alla fase di formazione del progetto “Il nostro corpo la nostra festa”, sul tema delle molestie che possono avere luogo all’interno dei locali della vita serale e notturna.

Lavori in un locale attivo nella vita notturna in città e vorresti partecipare alla formazione? Sei ancora in tempo per aderire al progetto, contattaci!

“Non si può più fare un complimento!”Le molestie, già ampiamente minimizzate e fatte passare come semplici “complimenti”...
19/05/2026

“Non si può più fare un complimento!”

Le molestie, già ampiamente minimizzate e fatte passare come semplici “complimenti” o “scherzi”, possono incontrare un ulteriore livello di normalizzazione all’interno dei contesti di festa, quasi come se qui costituissero un “effetto collaterale” da mettere in conto nell’esperienza notturna di una donna, una persona trans o non binaria.

Questi comportamenti si uniscono poi a tutte quelle pratiche organizzative che contribuiscono a legittimare una cultura sessista e discriminatoria: scelte di programmazione e rappresentazione escludenti o riportanti immaginari stereotipati e oggettificanti, politiche di ingresso e strategie promozionali che strumentalizzano la presenza femminile in una logica di marketing e attrazione
dei clienti.

Laura Mulvey coniava nel 1975, a partire dal suo ambito di ricerca cinematografico, il termine
“male gaze” (sguardo maschile), indicando la rappresentazione e narrazione dominante e sistematica delle donne come oggetti passivi del desiderio maschile eterosessuale.
La nostra festa è quella in cui siamo liber* da tutti questi comportamenti, atteggiamenti e logiche patriarcali espressione dello sguardo
sguardo maschile sui nostri corpi.

Il nostro corpo la nostra festa!

“Comportandoti così gli hai fatto capire che ci stavi”Ecco l’ennesimo mito che vogliamo decostruire, portando in città, ...
12/05/2026

“Comportandoti così gli hai fatto capire che ci stavi”

Ecco l’ennesimo mito che vogliamo decostruire, portando in città, con questo manifesto della nostra campagna urbana, quello che in questi ultimi mesi e settimane stiamo continuando a ribadire anche come parte della rete nazionale dei
Centri Antiviolenza Dire: il consenso può solo essere libero, attuale, revocabile.

Lo scorso 28 aprile, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che invita gli Stati membri ad allineare le proprie leggi sulla violenza sessuale agli standard internazionali, con riferimento esplicito alla Convenzione di Istanbul. Questo passo conferma e rafforza la centralità del consenso e la definizione che ne danno e per cui lottano, da decenni, i movimenti delle donne.
Non accettiamo alcuna mediazione che ne indebolisca o svuoti il senso.

La nostra festa è quella in cui siamo liber* di parlare, ballare, flirtare e desiderare potendo cambiare idea fino all’ultimo momento.

Il nostro corpo la nostra festa!

😍Grafiche ed illustrazioni

Progetto finanziato da ActionAid International Italia E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del peogetto NORA against GBV.

11/05/2026

TUTTE FUORI!
Per un’occupazione femminista della nostra città.

Sabato sera è stato emozionante. Abbiamo ballato, cantato, condiviso insieme un picnic notturno al Parco Ducale.
Questi sono alcuni degli elementi che per noi, a partire dal laboratorio di gruppo che ha avuto luogo al Centro, rendono un luogo uno spazio di gioia.

Siamo infatti stanche dell’educazione alla paura a cui, come donne, siamo sistematicamente esposte, che ci isola dallo spazio urbano e poi ci colpevolizza se incontriamo la violenza decidendo di attraversarlo.

Voglia una vita piena, libera e indipendente nella nostra città.
Vogliamo essere in tante e vogliamo essere insieme.

Grazie mille a per aver reso questa notte meravigliosa 💜

06/05/2026

IL NOSTRO CORPO LA NOSTRA FESTA

La campagna urbana sta continuando!
Stiamo pian piano occupando le strade della città con la decostruzione di una serie di miti propri della cultura dello stupro e dell’amore romantico.

I manifesti, che troverete affissi durante tutta la durata del progetto, raccontano il tipo di festa che vogliamo vivere: quella in cui stiamo insieme per divertirci e non per proteggerci a vicenda, quella in cui siamo liber* dallo sguardo maschile, liber* di ballare, flirtare e desiderare potendo cambiare idea e dire di no fino all’ultimo momento, quella in cui decidiamo di vestirci come ci pare senza che questo possa essere usato contro di noi in un’aula di tribunale, quella in cui possiamo bere e perdere il controllo senza la paura di subire violenze.

Grafiche e illustrazioni di 💜

Progetto finanziato da ActionAid International Italia E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del progetto NORA against GBV.

Il consenso non è un dettaglio tecnico e non è materia di compromesso.La presidente Bongiorno ha proposto “mediazioni”. ...
05/05/2026

Il consenso non è un dettaglio tecnico e non è materia di compromesso.
La presidente Bongiorno ha proposto “mediazioni”. Noi diciamo NO: sul consenso non si tratta.
Il consenso può essere solo libero, attuale, revocabile. Ogni “mediazione” sposta il confine: dalla libertà della persona a scegliere, alla necessità di dimostrare qualcosa. È un arretramento che non accetteremo.
Per questo scendiamo ancora una volta in piazza. Con i nostri corpi. Con la nostra voce.

4 maggio — Roma
Una presenza visibile, collettiva, politica, in rappresentanza di tutte le donne.
4–5 maggio — su tutto il territorio nazionale
Iniziative diffuse per ribadire, ancora una volta, la nostra posizione.
Nessuna mediazione sui nostri corpi.

“Cosa ti aspetti se esci vestita così?”Nella lettura patriarcale delle violenze sessuali l’abbigliamento viene interpret...
21/04/2026

“Cosa ti aspetti se esci vestita così?”

Nella lettura patriarcale delle violenze sessuali l’abbigliamento viene interpretato come parametro per decidere se la violenza sia o meno avvenuta e a chi ne sia imputabile la colpa: con una minigonna “te la sei cercata” e con dei jeans “è impossibile che lui sia riuscito a violentarti”.

Queste narrazioni costituiscono le fondamenta della cultura dello stupro, oltre che, per chi subisce violenza sessuale, una forma sistematica di vittimizzazione secondaria: alla violenza già subita, si somma il non essere credut* o pres* sul serio, se non addirittura il ve**re colpevolizzat* della violenza stessa.

La nostra festa è quella in cui siamo libere di vestirci come ci pare senza la paura che questo possa essere oggetto di raccomandazioni o domande colpevolizzanti, senza che questo sposti la responsabilità della violenza e senza che possa essere usato contro di noi in un’aula di tribunale.

Il nostro corpo, la nostra festa.

Mito: “Non bere troppo! Qualcuno se ne potrebbe approfittare”Il consumo di alcool e altre sostanze da parte delle donne ...
15/04/2026

Mito: “Non bere troppo! Qualcuno se ne potrebbe approfittare”

Il consumo di alcool e altre sostanze da parte delle donne è contraddistinto da una stigmatizzazione specifica, rappresentando una rottura con l’immaginario di “femminilità” socialmente imposto. È infatti dalle donne che ci si aspetta prudenza, controllo, obbedienza, timore. E cosa succede quando l’evasione da queste norme di genere incontra la violenza sessuale? Ecco che le donne vengono giudicate colpevoli mentre dall’altro lato gli uomini sono giustificati ed esonerati dalla loro responsabilità.

Scegliere di non consumare sostanze per paura di subire violenze e venirne in seguito colpevolizzate, è un’altra forma di autodisciplina dei nostri corpi che limita la nostra libertà. Raccomandarsi di non bere troppo “perché qualcuno potrebbe approfittarsene” normalizza il castigo patriarcale che tocca alle donne che decidono di superare il limite del luogo fisico e simbolico che gli è prescritto.

Nella nostra festa non c’è spazio per la costante ipervigilanza e automonitoraggio dei nostri comportamenti, vogliamo divertirci e autodeterminarci nelle nostre scelte.

Il nostro corpo la nostra festa!

😍Grafiche ed illustrazioni

Progetto finanziato da ActionAid International Italia E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del peogetto NORA against GBV.

Abbiamo iniziato la formazione al personale dei locali! Ringraziamo la  vecchie maniere per aver deciso di prendere part...
10/04/2026

Abbiamo iniziato la formazione al personale dei locali!

Ringraziamo la vecchie maniere per aver deciso di prendere parte a questa fase fondamentale del progetto “Il nostro corpo la nostra festa”. È infatti insieme al personale di locali della vita notturna della nostra città che construiremo un protocollo antiviolenza sulle molestie e violenze che possono avere luogo in questi spazi.

Lavori in un locale attivo nella vita notturna in città e vorresti partecipare alla formazione? Sei ancora in tempo per aderire al progetto, contattaci!

Ci mobilitiamo in tutta Italia per difendere un principio che riguarda la libertà di tutte: sul consenso non si arretra....
07/04/2026

Ci mobilitiamo in tutta Italia per difendere un principio che riguarda la libertà di tutte: sul consenso non si arretra.
Il DDL Bongiorno va bloccato perché rischia di indebolire ciò che dovrebbe essere il fondamento di ogni norma sulla violenza sessuale: il riconoscimento del consenso come criterio centrale. Quando il consenso viene trattato come qualcosa da dedurre, da leggere tra le righe, da “riconoscere” nel contesto, il risultato è sempre lo stesso: più ambiguità, più spazio per la colpevolizzazione e la rivittimizzazione di chi denuncia.
Noi chiediamo esattamente il contrario: chiarezza.
Consenso libero. Consenso attuale. Consenso revocabile.
E lo chiediamo insieme, con presìdi e iniziative nei territori, perché la società civile lo ripete da tempo: la libertà non è negoziabile.
Fermiamo il DDL Bongiorno, insieme.

Indirizzo

Vicolo Grossardi N. 8
Parma
43125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 14:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:30
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+390521238885

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