07/08/2026
Guardare lontano, oggi come ieri: l’eredità di mio padre Andrea Borri e il valore del futuro
di Natalia Borri
Ci sono gesti che travalicano i confini della politica e della vita pubblica per entrare nella sfera dei ricordi più cari e significativi di una famiglia e di una comunità intera. Per me, ricordare mio padre Andrea Borri non è mai un semplice esercizio di memoria istituzionale, ma un dialogo intimo con i suoi insegnamenti, con la sua visione del mondo e con quella profonda umanità che ha sempre guidato ogni sua scelta. È un'eredità di valori che continua a custodire la Fondazione Andrea Borri, nata per proseguire il suo cammino e che nel 2028 celebrerà i suoi primi vent’anni di vita.
Nel corso delle sue esperienze pubbliche, mio padre ha servito il suo Paese e il nostro territorio con una dedizione limpida, fatta di equilibrio, ascolto e rigore. Ma per lui la politica non si è mai chiusa tra le mura di un ufficio o entro i confini locali. Aveva la straordinaria capacità di guardare oltre gli orizzonti consueti, precorrendo i tempi su molti temi, fra questi anche quello della cooperazione internazionale, scommettendo sulla forza delle relazioni tra persone e comunità geograficamente lontane. Fu questo sguardo ad avvicinarlo all’Etiopia, una terra a cui si sentiva legato da un profondo senso di rispetto e di responsabilità storica.
Da questo desiderio di vicinanza nacque l'associazione Parma per gli Altri, di cui fu socio fondatore e di cui oggi ho l’onore di ricoprire il ruolo di vicepresidente. Molti ricordano ancora oggi la passione con cui, insieme a persone speciali come don Arnaldo Baga e Licinio Ferretti, si spese per il progetto di amicizia con Shelallà, un villaggio adagiato sugli altipiani del comprensorio di Hadiya, a sud di Addis Abeba.
Durante il suo mandato alla guida della Provincia di Parma, volle fortemente che le istituzioni facessero la propria parte finanziando la costruzione della prima scuola pubblica proprio a Shelallà. Non voleva che fosse una semplice donazione, ma l'inizio di una storia condivisa: unire le istituzioni di Parma con i dirigenti scolastici e le comunità locali etiopi per dire a quei ragazzi che il loro diritto allo studio era prezioso e sacro quanto quello dei nostri giovani. Per mio padre la cultura e la conoscenza erano l'unico vero motore capace di riscattare la vita delle persone e di creare libertà reale.
Non dimenticherò mai l’emozione della grande festa per l'inaugurazione della scuola di Shelallà a lui intitolata, a meno di tre anni dalla sua morte. Insieme ad amici speciali come Gabriele Ferrari, Paola Salvini, Romano Superchi, Carlotta Varga, vivemmo un'esperienza indelebile nella mia memoria: centinaia e centinaia di persone riunite a festeggiare da tutta la regione, i cavalli bardati, i discorsi degli anziani, le donne unite nella notte alla luce del fuoco nel tucul a preparare l'injera, la cerimonia del caffè e la divisione del grande pane simbolo di unione. Immagini scolpite nella mia memoria e che da allora rivivo ogni volta che visito quei luoghi diventati così familiari.
Oggi quella scuola compie vent’anni, e vedere quanto quel seme sia cresciuto mi riempie il cuore. Se allora si partì da un singolo edificio, l'impegno di Parma per gli Altri si è consolidato fino ad abbracciare 7 plessi scolastici del territorio (Shelallà, Maldo, Gortha, West Gortha, Ogaro, Horde e Bokuro), offrendo a circa 7.000 studenti aule sicure, banchi, servizi igienico-sanitari e approvvigionamento idrico.
A Shelallà, il cuore pulsante da cui tutto è iniziato, il polo educativo si è strutturato nel tempo per accompagnare ogni fase della crescita: dalla scuola materna alla primaria (che accoglie oggi più di 750 alunni), fino alla scuola secondaria. Qui, accanto alle materie tradizionali, abbiamo come associazione recentemente inaugurato un'aula di alfabetizzazione digitale dotata di computer e supportata dall'energia solare, e avviato un laboratorio di falegnameria e percorsi agricoli per trasmettere competenze pratiche ai giovani. Con un'attenzione speciale all'uguaglianza di genere: i percorsi di tutoraggio dedicati alle studentesse e curati da insegnanti donne promuovono l'autostima e la consapevolezza dei propri diritti, mentre la creazione di spazi dedicati all'igiene femminile aiuta a contrastare il fenomeno dell'abbandono scolastico tra le ragazze.
Iniziative simili si estendono nei villaggi vicini: a Maldo, dove la costruzione di un ponte strategico garantisce ormai il passaggio sicuro verso la scuola anche durante le piogge e gli studenti curano orti comunitari; a West Gortha e a Horde, dove continuiamo a ristrutturare aule e ad allestire biblioteche. E proprio nell'ultima missione istituzionale, la collaborazione tra il CUCI dell'Università di Parma e l'Università di Hawassa ha portato nella scuola secondaria di Shelallà un ciclo di seminari orientativi per docenti e studenti, volto a costruire opportunità lavorative sul posto e smitizzare l'illusione d