20/11/2023
Ogni volta, per una storia di femminicidio, si arriva a colpevolizzare le vittime come incapaci di cogliere i segnali, mentre il carnefice come un povero ingenuo, talmente ingenuo che non è riuscito neanche a programmare una fuga senza rimanere a secco senza carburante e lasciando tracce di sangue ovunque, lasciando banconote insanguinate ovunque. Questa visione della storia è veramente ridicola e fuorviante, unicamente costruita ad arte per colpevolizzare ulteriormente le vittime. Nessuno mai ha pensato che questa ingenuità sia stata voluta appositamente, per dipingersi come lui la vittima incapace di difendersi da una donna che l' abbia usato in amore per poi lasciarlo quando ha raggiunto i suoi scopi? Per tutti questi consulenti e personaggi che colgono segnali post morte, siamo sicuri che nella loro vita sia tutto così lineare e ragionevole nei rapporti sentimentali, senza nessuna ombra di dubbio, in un contesto socio culturale dove le coppie sono tutte sfasciate o inesistenti, anche in presenza di figli? Se volete veramente fare un atto di ribellione contro la violenza, iniziate ad abbattere il muro di omertà e di ipocrisia nelle vostre vite, prima di giudicare la vita delle vittime e dei loro carnefici. Chiamate questi gesti criminali per quello che sono realmente, gesti criminali e non atti di ingenuità o forme di Romanticismo, se ci fosse stato il suicidio di lui, come ho sentito proferire da una donna giudice in tv: in quanto tale , un gesto criminale si basa proprio sul prendere in giro e destabilizzare prima di tutto psicologicamente le vittime e tutti coloro che le stanno attorno, tutto è programmato , e non c è sintomo che si possa leggere in questa violenza psicologica ; chi invece è responsabile di queste tragedie , sono coloro che dovrebbero accelerare i processi giudiziari, quando la vittima diventa consapevole della violenza subita e non bisogna aspettare 10 anni di processi , mentre i loro carnefici trovano il tempo di farsi una nuova storia e una nuova vittima , mentre le vittime che li hanno denunciati, vengono assassinate nei processi, dagli stessi avvocati e magistrati che avrebbero dovuto sostenerle nelle loro denunce, per la unica colpa di aver trovato il coraggio di denunciare ed essere ancora vive e libere da uomini violenti. Io da anni chiedo parità di difesa nei processi penali, vi sembra normale che gli imputati ed indagati abbiano garantita la difesa d' ufficio, mentre le povere vittime che denunciano non hanno neanche la difesa legale garantita? L' avvocato di Turetta è stato assegnato di ufficio dalla Procura alla parte indagata, mentre la povera famiglia della vittima non ha nessuna difesa legale assegnata di ufficio, è violenza istituzionale anche questa nei confronti delle vittime, nella non parità processuale, se poi consideriamo che le vittime prive di difesa vengono anche denunciate dagli stessi avvocati di ufficio, come è successo nel mio caso personale, motivo per cui negli anni mi sono esposta a ulteriori contro denunce da parte di avvocati, che volevano mettere a tacere i miei esposti , contro gli abusi nei confronti delle vittime di reati e di violenza che denunciano. Il progetto associativo Libera difesa nasce per questo, per dare pari dignità e pari diritti di difesa alle parti processuali, e bisogna ringraziare l' Associazione Penelope, che attualmente sta supportando la famiglia della vittima ,dal punto di vista legale , e bisognerebbe fare una legge, per sopperire a questa mancanza, per cui sono in contatto anche con l' associazione Penelope, a porre una riforma di legge, che garantisca l' assistenza legale anche alle vittime che denunciano.
Lucia Fantetti
Progetto Libera Difesa
Tel. 3883536221