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Rider e algoritmi: quando il lavoro è subordinato📌 Il Tribunale di Torino, con la sentenza n. 3844 dell’8 settembre 2026...
19/10/2026

Rider e algoritmi: quando il lavoro è subordinato

📌 Il Tribunale di Torino, con la sentenza n. 3844 dell’8 settembre 2026, ha riconosciuto la natura subordinata del rapporto di un rider formalmente assunto come lavoratore autonomo. Decisivo è stato il modo in cui la piattaforma organizzava e condizionava concretamente la prestazione.

📱 Il punteggio attribuito dall’algoritmo determinava la priorità nella prenotazione dei turni e, quindi, le possibilità di lavorare e guadagnare. Il rifiuto degli ordini poteva penalizzare il lavoratore, mentre geolocalizzazione e procedure dettagliate consentivano di controllarne l’attività. Nel loro insieme, questi meccanismi sono stati considerati espressione dei poteri tipici del datore di lavoro.

🔎 La possibilità formale di scegliere quando lavorare o di rifiutare una consegna non esclude dunque la subordinazione, se tali scelte comportano conseguenze che limitano le successive opportunità di lavoro. Il potere direttivo può essere esercitato anche attraverso un software.

📂 La pronuncia riguarda il sistema di punteggi e turni applicato nel rapporto esaminato, poi eliminato dalla piattaforma da maggio 2025. In presenza di orientamenti giurisprudenziali differenti, la qualificazione richiede sempre una verifica dell’organizzazione effettiva e del periodo interessato.

💼 Per aziende, sindacati e consulenti, diventa essenziale ricostruire criteri di assegnazione degli incarichi, effetti dei rifiuti e controlli esercitati. Occorre affiancare al contratto la documentazione tecnica e i dati sul funzionamento della piattaforma: nel giudizio, ha pesato anche la mancata spiegazione dettagliata dell’algoritmo da parte della società. Sono verifiche che incidono sull’inquadramento, sulle spettanze economiche e sulle tutele alla cessazione del rapporto.

Lex Team - Studio Legale

⚖️𝑺𝑭𝑨𝑻𝑰𝑨𝑴𝑶 𝑼𝑵 𝑴𝑰𝑻𝑶: 𝑷𝑬𝑹 𝑬𝑺𝑺𝑬𝑹𝑬 𝑳𝑰𝑪𝑬𝑵𝒁𝑰𝑨𝑻𝑰 𝑺𝑬𝑹𝑽𝑶𝑵𝑶 𝑫𝑨𝑽𝑽𝑬𝑹𝑶 𝟑 𝑳𝑬𝑻𝑻𝑬𝑹𝑬 𝑫𝑰 𝑪𝑶𝑵𝑻𝑬𝑺𝑻𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬.ᐣ❌ No, non è vero! Ancora oggi molt...
13/10/2026

⚖️𝑺𝑭𝑨𝑻𝑰𝑨𝑴𝑶 𝑼𝑵 𝑴𝑰𝑻𝑶: 𝑷𝑬𝑹 𝑬𝑺𝑺𝑬𝑹𝑬 𝑳𝑰𝑪𝑬𝑵𝒁𝑰𝑨𝑻𝑰 𝑺𝑬𝑹𝑽𝑶𝑵𝑶 𝑫𝑨𝑽𝑽𝑬𝑹𝑶 𝟑 𝑳𝑬𝑻𝑻𝑬𝑹𝑬 𝑫𝑰 𝑪𝑶𝑵𝑻𝑬𝑺𝑻𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬.ᐣ

❌ No, non è vero! Ancora oggi molti lavoratori credono che il datore di lavoro debba inviare almeno tre lettere di contestazione prima di poter procedere al licenziamento. Ma non è così.

📌 Anche una sola contestazione disciplinare può portare al licenziamento, se il comportamento contestato è talmente grave da compromettere il rapporto di fiducia tra lavoratore e datore di lavoro e ricorrono i presupposti previsti dalla legge.

⚖️ COME FUNZIONANO I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI?

Le sanzioni sono disciplinate dalla legge e dai CCNL applicabili e, in linea generale, seguono un criterio di gradualità:

▪️ Richiamo verbale
▪️ Richiamo scritto
▪️ Multa
▪️ Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione, nei limiti previsti dal contratto applicabile
▪️ Licenziamento disciplinare, nei casi più gravi o in presenza di recidiva, quando ne ricorrono i presupposti.

🚨 MA ATTENZIONE: IL LAVORATORE HA DIRITTO DI DIFENDERSI!

L’articolo 7 della Legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) prevede precise garanzie a tutela del dipendente.

Dopo aver ricevuto la lettera di contestazione disciplinare, il lavoratore ha diritto di presentare le proprie giustificazioni e, se lo richiede, di essere sentito oralmente a propria difesa.

Prima di adottare una sanzione disciplinare, il datore di lavoro deve consentire al lavoratore di esercitare concretamente il proprio diritto di difesa, rispettando le procedure e i termini previsti dalla legge e dal CCNL applicabile.

💡 RICORDA: non servono necessariamente tre contestazioni per essere licenziati. Una sola condotta particolarmente grave può essere sufficiente, ma la sanzione deve essere proporzionata e devono essere rispettate tutte le garanzie previste dalla normativa.

🤝 Non sottovalutare mai una contestazione disciplinare: informarsi e difendersi è fondamentale per tutelare i propri diritti sul lavoro!

Condotta antisindacale: si può agire anche senza i requisiti per una RSA📌 La Cassazione, con la sentenza n. 25184 del 10...
12/10/2026

Condotta antisindacale: si può agire anche senza i requisiti per una RSA

📌 La Cassazione, con la sentenza n. 25184 del 10 settembre 2026, distingue i requisiti per costituire una rappresentanza sindacale aziendale da quelli necessari per promuovere un ricorso per condotta antisindacale. Il criterio della rappresentatività comparativa introdotto dalla Consulta nell’articolo 19 non si estende automaticamente all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori.

🔎 Quest’ultima disposizione consente di agire agli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse. Occorre però una diffusione nazionale effettiva, da verificare nel settore produttivo dell’impresa interessata: la denominazione del sindacato o il suo radicamento nella singola azienda non sono sufficienti.

📂 Nel caso esaminato, il ricorso di Fast Confsal è stato respinto proprio perché la presenza nel trasporto pubblico locale era stata giudicata troppo parziale e frammentaria. L’attività svolta in altri comparti non colmava questa carenza.

🏢 Per le aziende, l’assenza dei requisiti per costituire una RSA non esclude quindi la possibilità di un ricorso antisindacale. Allo stesso tempo, la legittimazione ad agire non attribuisce automaticamente al sindacato le prerogative aziendali previste dall’articolo 19.

📝 Per sindacati e consulenti, è opportuno raccogliere documenti sull’attività effettivamente svolta nel settore e sulla sua distribuzione territoriale. Nella gestione del confronto e dell’eventuale contenzioso, distinguere il diritto fatto valere dai requisiti per agire consente di impostare correttamente richieste e difese.

Lex Team - Studio Legale

🏪 COMMERCIO A PARMA: COSA È CAMBIATO DAL 2019?📅 Nel 2019 il Comune di Parma puntava sul rilancio del centro storico attr...
06/10/2026

🏪 COMMERCIO A PARMA: COSA È CAMBIATO DAL 2019?

📅 Nel 2019 il Comune di Parma puntava sul rilancio del centro storico attraverso un piano dedicato al piccolo commercio e 150.000 euro di finanziamenti 💶 per favorire l’apertura di nuove attività.

🎯 L’obiettivo era chiaro: riempire le vetrine, sostenere le nuove imprese e rendere il commercio un volano per la rivitalizzazione del centro storico.

⏳ A distanza di sette anni, però, il quadro è profondamente diverso.

📉 Quasi 600 negozi sono scomparsi a Parma negli ultimi sei anni.

🚪 Serrande abbassate, 🪟 vetrine vuote e 🏪 attività che non riescono più a sostenere costi, concorrenza e trasformazioni del mercato.

⚠️ Non si tratta soltanto di numeri.

👥 Ogni negozio che chiude significa un presidio economico e sociale in meno, meno lavoro e meno vita nelle strade della città.

❓ È legittimo, allora, chiedersi: dove si è interrotto il percorso avviato nel 2019?

💶 I finanziamenti per l’apertura di nuove attività possono essere importanti, ma non bastano se non vengono accompagnati da politiche strutturali capaci di sostenere chi il negozio lo deve mantenere aperto ogni giorno.

🛠️ Servono interventi concreti su:

🏠 costi di gestione e affitti commerciali

💰 fiscalità e tributi locali

🛡️ sicurezza e vivibilità del centro storico

🚗 accessibilità e parcheggi

🏪 sostegno alle piccole imprese

👷 tutela e valorizzazione del lavoro nel commercio

🔄 Non possiamo limitarci a contare le serrande che si abbassano. Dobbiamo creare le condizioni perché possano tornare ad alzarsi.

🏙️ Perché dietro una vetrina chiusa non c’è soltanto un’attività che scompare.

❤️ C’è un lavoratore, una famiglia, un investimento e un pezzo della nostra città che perde vita.

UGL Parma
🤝 Il lavoro e il commercio sono parte integrante della comunità.

Anche senza CCNL, il confronto sindacale resta obbligatorio📌 Non applicare un contratto collettivo non permette di sottr...
05/10/2026

Anche senza CCNL, il confronto sindacale resta obbligatorio

📌 Non applicare un contratto collettivo non permette di sottrarsi agli obblighi legali di informazione e consultazione. Lo chiarisce la Cassazione, sentenza n. 25178 del 10 settembre 2026, confermando l’antisindacalità del rifiuto totale di interlocuzione opposto da un’impresa alle organizzazioni sindacali.

📚 Il riferimento è al d.lgs. 25/2007, che disciplina questi diritti nelle imprese rientranti nel suo campo di applicazione, con almeno 50 lavoratori. Gli obblighi derivano direttamente dalla legge; la contrattazione collettiva ne definisce le modalità operative, ma la mancata adesione a un CCNL non li elimina.

🔄 L’impresa deve quindi predisporre forme alternative ed effettive di informazione e consultazione: trasmettere informazioni adeguate, consentire ai rappresentanti dei lavoratori di esaminarle e formulare un parere, incontrarli e fornire una risposta motivata. Le procedure del CCNL di settore possono offrire un riferimento utile; sono ammesse modalità diverse, purché efficaci.

🚫 Il rifiuto aprioristico di ogni confronto può integrare condotta antisindacale, reprimibile ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei lavoratori, quando impedisce l’esercizio delle prerogative previste dalla legge. Resta ferma la libertà negoziale: la pronuncia non introduce un obbligo generale di stipulare contratti collettivi.

📝 Prima di respingere una richiesta sindacale, occorre dunque verificarne il fondamento e individuare gli adempimenti dovuti. Per aziende, consulenti e rappresentanti sindacali, definire interlocutori, tempi, documenti e riscontri significa rendere il confronto concretamente praticabile e prevenire contenziosi evitabili.

Lex Team - Studio Legale

“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibi...
04/10/2026

“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile.”

TI FACCIO VEDERE UNA MOSSA»: LA DIMOSTRAZIONE CHE COSTA IL POSTO🏭 Nello stabilimento Ferrero di Alba, un operaio esperto...
28/09/2026

TI FACCIO VEDERE UNA MOSSA»: LA DIMOSTRAZIONE CHE COSTA IL POSTO

🏭 Nello stabilimento Ferrero di Alba, un operaio esperto di arti marziali ha proposto a un collega una dimostrazione di Taekwondo e, senza attenderne la risposta, lo ha colpito due volte all’addome.

⚖️ L’azienda lo ha licenziato e il Tribunale di Asti, con una sentenza di primo grado, ha respinto l’impugnazione, ritenendo la sanzione proporzionata alla gravità dell’accaduto.

🛡️ Secondo il giudice, una simile condotta compromette la fiducia del datore di lavoro e mette a rischio l’integrità dei colleghi, la serenità dell’ambiente e il regolare svolgimento dell’attività.

📌 Anche un solo episodio può quindi giustificare il licenziamento: il fatto che si tratti della prima infrazione e che il gesto venga presentato come una dimostrazione non ne elimina automaticamente la gravità.

🔎 Per l’azienda è essenziale contestare subito e con precisione l’accaduto, raccogliere testimonianze e documenti e verificare la sanzione prevista dal CCNL. Per chi assiste il lavoratore, diventano invece decisivi le modalità concrete, le conseguenze e l’effettiva proporzionalità del recesso.

🧭 Nei procedimenti disciplinari, la solidità della decisione dipende spesso dalla qualità della ricostruzione iniziale e dalla corretta valutazione giuridica del singolo caso.

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⚖️ LICENZIAMENTO: QUANDO IL FATTO C’È, MA IL CCNL PUÒ IMPORRE LA REINTEGRA👩‍⚖️ Con la sentenza n. 23817 del 22 luglio 20...
21/09/2026

⚖️ LICENZIAMENTO: QUANDO IL FATTO C’È, MA IL CCNL PUÒ IMPORRE LA REINTEGRA

👩‍⚖️ Con la sentenza n. 23817 del 22 luglio 2026, la Cassazione torna sul rapporto tra licenziamento disciplinare e sanzioni previste dal contratto collettivo.

⏱️ Una lavoratrice era stata licenziata per avere abbandonato il posto durante il turno. L’allontanamento, però, era durato molto meno di quanto contestato e la Corte d’appello aveva ritenuto il licenziamento eccessivo, riconoscendo soltanto un’indennità.

📚 La Cassazione ha chiarito che, se il CCNL prevede per quella specifica condotta soltanto una sanzione conservativa, il licenziamento non è consentito e può comportare la reintegrazione.

🔍 Sarà ora la Corte d’appello a verificare cosa stabilisca esattamente il CCNL Mobilità per l’infrazione commessa dalla lavoratrice.

📝 La sentenza ricorda inoltre che i precedenti disciplinari non possono essere utilizzati per aggravare l’addebito se non sono stati richiamati nella contestazione e nella lettera di licenziamento.

🧭 Prima di licenziare non basta, quindi, ritenere grave un comportamento: occorre ricostruire con precisione il fatto, confrontarlo con il codice disciplinare e verificare se la recidiva sia realmente utilizzabile.

🎯 Nelle situazioni più delicate, è questa verifica giuridica preventiva a distinguere un provvedimento solido da una decisione esposta al rischio di reintegrazione.

Lex Team - Studio Legale

🚗🏍️ BOLLO AUTO E MOTO: NEL 2027 POSSIBILE UN RISPARMIO PER MILIONI DI LAVORATORI E FAMIGLIEPer chi ogni giorno utilizza ...
16/09/2026

🚗🏍️ BOLLO AUTO E MOTO: NEL 2027 POSSIBILE UN RISPARMIO PER MILIONI DI LAVORATORI E FAMIGLIE

Per chi ogni giorno utilizza l’auto o la moto per andare al lavoro, accompagnare i figli o spostarsi per le proprie necessità, arriva una novità importante.

La misura approvata dal Consiglio dei Ministri prevede per il 2027 l’esenzione dal bollo per determinate categorie di veicoli.

📌 CHI PUÒ BENEFICIARNE?

✅ Auto a benzina o gasolio, anche con alimentazione combinata, con potenza non superiore a 80 kW.

✅ Motocicli e ciclomotori a benzina o gasolio, secondo i requisiti previsti.

✅ L’agevolazione riguarda un solo veicolo per persona.

📅 L’esenzione è prevista per i versamenti della tassa automobilistica con scadenza ordinaria compresa tra 1° gennaio e 31 dicembre 2027.

👷‍♀️👷‍♂️ PER CHI LAVORA, È UN AIUTO CONCRETO SULLE SPESE QUOTIDIANE

Il costo dell’auto pesa sempre di più sul bilancio familiare: carburante, assicurazione, manutenzione e tasse sono spese che incidono soprattutto su chi deve utilizzare quotidianamente un mezzo privato per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Secondo le stime riportate nel provvedimento, la misura potrebbe interessare complessivamente circa 14,5 milioni di veicoli.

👉 UGL Parma continuerà a seguire il provvedimento e le modalità con cui l’esenzione verrà concretamente applicata.

#2027

📢 PARMA, INCITA I COLLEGHI A “FARE UNA SETTIMANA DI MALATTIA”: LICENZIATO E CONDANNATO DAL TRIBUNALE⚖️ Una vicenda che r...
15/09/2026

📢 PARMA, INCITA I COLLEGHI A “FARE UNA SETTIMANA DI MALATTIA”: LICENZIATO E CONDANNATO DAL TRIBUNALE

⚖️ Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione i limiti dell’azione sindacale e del diritto di critica.

Durante un’assemblea sindacale, un operaio di un’azienda della provincia di Parma avrebbe invitato i colleghi a prendersi tutti insieme una settimana di malattia e, se necessario, a proseguire con altre iniziative per “boicottare” l’azienda.

Nel corso dell’assemblea avrebbe inoltre contestato le modalità di elezione dei rappresentanti sindacali, sostenendo che fossero state influenzate dalla società.

L’azienda ha avviato un procedimento disciplinare e successivamente ha proceduto al licenziamento.

Il lavoratore ha impugnato il provvedimento davanti al Tribunale di Parma, chiedendo la reintegrazione e il risarcimento.

👉 Il giudice del Lavoro ha respinto il ricorso, ritenendo le condotte contestate di particolare gravità e non riconducibili al semplice esercizio del diritto di critica.

💶 Il lavoratore è stato inoltre condannato al pagamento di 3.500 euro di spese di giudizio.

⚠️ La vicenda non si ferma però al giudizio civile: il Tribunale ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Parma, che dovrà valutare gli eventuali profili di rilevanza penale.

🔵 Il diritto alla protesta e alla critica è fondamentale, ma deve essere esercitato nel rispetto della legge e degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.

Indirizzo

Via Mario Jacchia 33
Parma

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