30/11/2025
Ho cominciato in una sera di ottobre del 1988, con Adolfo che entrava qui alla casa per la prima volta. Era la mia prima esperienza di lavoro. E ho finito in una sera di novembre del 2025, senza Adolfo che non c'è più. Tutta la mia esperienza di lavoro l'ho passata qui. Trentasette anni, una vita. Ho fatto un conto approssimativo, credo di avere fatto circa 2.500 notti. Ho cominciato come semplice operatore sociale, ho finito come responsabile. Negli anni abbiamo accolto e dato casa a circa 20 persone. Ho lavorato con credo almeno una quarantina di colleghi diversi, forse di più. Alcuni all'inizio erano miei coetanei, altri adesso potrebbero essere miei figli. Ho conosciuto obiettori di coscienza, volontari, familiari, amici. Tutto un mondo che ha ruotato intorno alla casa.
Ho appena usato diverse volte la parola "lavoro", ma guardandomi indietro a volte ho la sensazione di non aver mai lavorato. Non nel senso che non ci siano stati fatica, dolore, tensione, stanchezza, come d'altra parte ci sono stati gioia, felicità, emozioni, bellezza. No, c'è stato tutto questo, c'è stato eccome. Ma continuo a non riuscire a vedere tutto questo tempo come un lavoro. Se dovessi descrivere quello che ho fatto qui, credo che non potrei dire altro che "ho vissuto". In qualche modo, ho avuto due famiglie che si sono mescolate. Non me ne sono mai pentito.
Con oggi, nel libro della storia della casa si chiude un capitolo. Un capitolo importante, grande, ricco, non sarò certo io a dire di no. Però quel libro non finisce, continuerà ad essere scritto. Semplicemente si apre un nuovo capitolo, scritto da nuove mani, con nuove idee, con nuove visioni. Io continuerò a leggerlo, quel libro, e a dare il contributo che mi sarà possibile dare. Ma questo è il futuro. Oggi, non posso che ringraziare per aver avuto il privilegio di poterne scrivere un pezzo così grande.
Un abbraccio a tutti
Michele