18/08/2026
“Basta, ça suffit, no more!”
Non sappiamo più in che lingua dire “stop” alla mattanza degli alberi nella nostra città.
Da almeno un decennio le amministrazioni locali hanno favorito, se non addirittura promosso, l’abbattimento di centinaia di piante ad alto fusto in città, nonostante fossero, nella stragrande maggioranza dei casi, rigogliose e sane e agli abbattimenti si sono aggiunte capitozzature spregiudicate, al di là dei proclami nelle commissioni o in Consiglio Comunale, di cui restano agli atti le registrazioni. Nonostante molti cittadini ed associazioni abbiano denunciato, protestato e proposto alternative, appellandosi al buon senso, alla legge, alla Costituzione, le autorità preposte non hanno dato ascolto alle loro voci. Tuttavia, da due mesi a questa parte si nutriva la speranza che questa lunghissima onda di depauperamento del verde pubblico vedesse la sua fine con la pubblicazione in data 19 giugno 2026, ovvero esattamente 2 mesi fa, del Nuovo regolamento del verde pubblico e privato per la tutela e la gestione del patrimonio arboreo della città. Il testo recita: “L'aggiornamento, frutto di un percorso di confronto con ordini professionali, associazioni di categoria e associazioni ambientaliste, rafforza le tutele per gli alberi pubblici e privati e aggiorna i riferimenti alle normative regionali in materia ambientale e fitosanitaria. Tra le principali novità, il divieto generalizzato di capitozzatura, la pratica di taglio drastico della chioma che danneggia la naturale crescita degli alberi.”
Bene, anzi male: nonostante l’estate più calda di sempre, dopo già due estati torride, nonostante gli incessanti appelli a tutelare gli alberi quali climatizzatori naturali in città, nella sola settimana che ha preceduto il Ferragosto l’amministrazione ha pensato bene di abbattere altri 2 bellissimi e sanissimi esemplari, uno su viale Rustici e l’altro su viale Basetti, oltre ad altri esemplari in Cittadella e su via Torelli, di cui abbiamo testimonianza fotografica. Infine, anche i filari di alberi che costeggiano, o meglio costeggiavano, la Certosa di Parma sono stati capitozzati in modo brutale.
Gli ennesimi scempi compiuti con un tempismo ad orologeria per beffare inconsapevoli cittadini in vacanza e le associazioni. Non possiamo pertanto più credere ai proclami degli assessori De Vanna e Vernizzi, poiché troppi anni e troppe testimonianze in tantissime vie e viali della città dimostrano il contrario. Mina cantava “Parole, parole, parole …” i fatti dicono che i cittadini di Parma sono sempre più derubati del loro patrimonio arboreo e che viene impunemente messa sempre più a rischio la loro salute, con una città da bollino rosso e tra quelle che vincono la maglia nera per la qualità dell’aria. Dagli ultimissimi dati pubblicati si stima che in Italia si siano registrati nel solo mese di giugno 2026 oltre 2.700 decessi in più a causa del caldo asfissiante. Infine, ma non da ultimo, la bellezza architettonica dei nostri viali alberati è resa sempre più asimmetrica e compromessa da questi interventi e nessun adulto di oggi potrà mai più rivederla in futuro, poiché gli alberi abbattuti sono rimpiazzati da fuscelli nella stragrande maggioranza già morti. Giusto per averne un esempio, basta percorrere Viale Mentana nel tratto appena dopo il DUC: un intero filare è stato abbattuto lo scorso anno, più altri alberi in ordine discontinuo a seguire e la maggioranza di quelli ripiantumati sono secchi. Oltre al danno incommensurabile, la beffa.
Già il 29 luglio 2021 La Repubblica pubblicava un articolo dal titolo “La rivincita degli alberi single”, dove dichiarava che “Pini e platani "solitari" in città, grazie alla loro chioma, forniscono ombra e aiutano a mitigare il caldo. La conferma in uno studio dell'American University basato su 70 mila rilevazioni durante l'estate”: sono passati 5 anni e nulla è cambiato.
All’inizio degli anni ’90 nel film Green Card, Andy Macdowell faceva parte di un gruppo di volontari che cercavano di riqualificare i quartieri poveri di New York piantando alberi e creando orti sociali. Gérard Depardieu le dedicava una canzone per sciogliere i cuori dei ricchi new yorkesi e finanziare questi progetti. Noi con questi versi e con lo stesso strazio nel cuore dedichiamo questa canzone all’amministrazione locale ed esigiamo la fine di questi abbattimenti forsennati, frutto di progetti davvero incomprensibili nella situazione attuale, che vanno a discapito della salute e del benessere di tutti. Di fronte a questa insensata perseveranza, i cittadini non resteranno in silenzio e agiranno con ogni strumento legale a loro disposizione.
«Una volta ho udito il suono del vento tra gli alberi.
Una volta ho udito il suono delle risate dei bambini.
E ho pianto calde lacrime salate per gli alberi perduti.
"Lasciate che i piccoli bambini vengano sotto gli alberi e io darò loro speranza", disse.�Ma non ci sono alberi per i poveri, perduti, poveri bambini.�Il decadimento è il loro giocattolo.�La disperazione è il loro gioco.�Hanno solo il caos da scalare.»