Comitato Tardini Sostenibile

Comitato Tardini Sostenibile SI alla riqualificazione dell’area Tardini nel rispetto dell’ambiente e dell'urbanistica del quartiere Cittadella

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Parma si riempie la bocca di sostenibilità, neutralità climatica, tutela dell'ambiente e qualità della vita. Poi però, q...
30/05/2026

Parma si riempie la bocca di sostenibilità, neutralità climatica, tutela dell'ambiente e qualità della vita. Poi però, quando arriva il momento di scegliere tra alberi veri e slogan, a cadere sono sempre gli alberi.
Fa impressione pensare che un filare di tigli che accompagna il Parco Ducale da decenni possa essere sacrificato per un progetto che viene definito di "valorizzazione". Valorizzazione di cosa, esattamente? Perché abbattere alberi maturi per realizzare un camminamento con vista su nuove palazzine sembra tutto tranne che una scelta orientata al futuro.
Gli alberi non sono un arredo urbano sostituibile a piacimento. Sono ombra, assorbimento di CO₂, biodiversità, mitigazione del calore, qualità dell'aria. Sono un patrimonio costruito in decenni che non può essere rimpiazzato piantando qualche giovane alberello e dichiarando chiusa la partita.
La cosa più grave, però, è la distanza tra amministrazione e cittadini. Se per fermare le motoseghe è necessario che siano i cittadini a chiamare le forze dell'ordine, significa che qualcosa nel rapporto di fiducia si è incrinato profondamente.
Parma merita una visione diversa: una città che protegga ciò che ha ereditato invece di considerarlo un ostacolo ai progetti del momento. Gli alberi abbattuti oggi non torneranno più. Le responsabilità di questa scelta, invece, resteranno ben visibili per molti anni.

Mentre per il Comune il progetto (di Parma Infrastrutture) di camminamento "storico" sulle mura farnesiane in viale Piac...
23/05/2026

Mentre per il Comune il progetto (di Parma Infrastrutture) di camminamento "storico" sulle mura farnesiane in viale Piacenza è un “pregevole” restyling, per noi il sacrificio di 18 sanissime piante che saranno abbattute per consentirlo rimane un atto gravissimo, che avrebbe meritato un ben maggiore approfondimento sia in sede istituzionale (col doveroso passaggio in Consiglio, non fatto) sia nel confronto con la cittadinanza (men che meno proposto).

Ma tant’è. Il “senso del Comune per il verde” sembra concentrarsi come al solito in queste operazioni di facciata (carucce carucce: il belvedere si affaccerà sulle sciccose nuove palazzine in costruzione...), mentre il secondo ingresso del parco Ferrari rimane una sorta di discarica chiusa al passaggio da mesi, e la Cittadella stamattina, alle ore 10.30, si presentava così.

Se siete in grado di permettere di trattare così un parco pubblico storico come questo, cari signori, avete perso definitivamente credibilità nelle vostre sedicenti operazioni di “restyling” del bene comune, soprattutto quando questo prevede il feroce disboscamento di 18 piante rigogliose di più di 50 anni.

Il rischio è quello di passare per petulanti o, per usare un francesismo più efficace, per dei rompicoglioni.Però, però…...
19/05/2026

Il rischio è quello di passare per petulanti o, per usare un francesismo più efficace, per dei rompicoglioni.
Però, però…

Uno denuncia il problema una prima volta: state asfaltando e (semi?) impermeabilizzando il parco con una montagna di plastica, spendendo oltre mezzo milione di euro - con abbondanti contributi pubblici - in favore di un’associazione privata.

E non va bene lamentarsene, perché si diventa quelli dell’eterno NO.

Uno denuncia una seconda volta l’inevitabile problema collaterale:
“Le vedete le mini e microplastiche sparse per il terreno? Dove credete che vadano a finire, se non disseminate nell’ambiente e nella rete fognaria?!”

E non va bene neppure questo, perché allora si passa per gli estremisti che odiano la plastica.

Poi però succede che si debba tornare sull’argomento per una terza contestazione!

A distanza di sette mesi - sette mesi, cioè praticamente un anno - il campo sintetico per il privato nel Parco Ferrari lo si è riusciti a realizzare a tempo record.
In quanto? In due/tre mesi? Con tanto di inaugurazione alla presenza del Ministro.

Nel frattempo, però, il naturale collegamento pedonale tra i due campi, quello che permette ai cittadini di attraversare comodamente l’area e raggiungere il cuore del parco, come vedete dalla foto allegata, risulta ancora chiuso.

E non è solo scomodo allungare il tragitto, oltre che pericoloso, viste le numerose buche disseminate lungo il percorso.
Quei cumuli di terra transennati sono proprio brutti da vedere: sembra di ritrovarsi di fronte ad una discarica in pieno centro cittadino, adiacente al parco giochi dove ragazzi e famiglie si riuniscono.

Trasmette un senso di abbandono, di incuria, di spazio pubblico lasciato a metà.

Ora, per ca**tà, qualcuno verrà a dirmi che quel corridoio è in “manutenzione”, perché magari lo si vuole lastricare d’oro, ma - santiddio! - quale opera faraonica può giustificare uno stallo di oltre sette mesi, a fronte di un campo sintetico posato in tempi record?!

Volete sapere qual è la mia impressione?

Che quando c’è da fare un favore al privato, la macchina amministrativa diventa improvvisamente velocissima, tanto più quando teme una pioggia di rimostranze da parte dei cittadini.
Quando invece di mezzo c’è il bene comune, beh, quello può attendere con calma.

Nel frattempo, godiamoci questa discarica a cielo aperto: uno specchio piuttosto fedele di chi ci amministra e, a voler essere precisi, anche di chi dovrebbe opporsi.

Ma davvero uno stadio polifunzionale in mezzo a un quartiere residenziale ha dei limiti precisi?A Madrid sì e il Real Ma...
24/04/2026

Ma davvero uno stadio polifunzionale in mezzo a un quartiere residenziale ha dei limiti precisi?

A Madrid sì e il Real Madrid si arrende e sospende i concerti al Santiago Bernabéu dal 2025 a oggi. E, indovina indovinello, sapete dove li fanno? Allo Stadio Metropolitano, costruito ex novo dal rivale cittadino, l'Atlético Madrid, in un'area più adatta a una vita polifunzionale, nella periferia orientale della capitale.

Da morir dal ridere. L'uovo di colombo (di Colombo? Nel caso, pure a Isabella sarebbe stato chiaro da subito!) 😂

L'ambiziosa ristrutturazione aveva trasformato il vecchio glorioso stadio in un'ambita location per concerti. Per garantire il ritorno dell'investimento - quasi 600 milioni di euro - la infrastruttura polifunzionale avrebbe dovuto ospitare ogni giorno concerti, eventi sportivi, persino fiere e congressi, nonché essere imbottito di attività mercantili e di ristorazione.

Ma la squadra non aveva fatto i conti con i disagi dei residenti negli immediati dintorni fittamente popolati dello Stadio che, dopo i primi mugugni, arrivati ai quotidiani locali, hanno organizzato vere e proprie piattaforme di protesta.

Per gli abitanti dei palazzi adiacenti quel progetto è stato un vero disastro: non solo alti decibel e musica fino a notte inoltrata, ma anche traffico senza controllo, migliaia di fans accampati per giorni in attesa del via libera all'ingresso, con le conseguenze in materia di pulizia e rifiuti, parcheggi introvabili e vita quotidiana sconvolta.

Per mesi i media hanno riportato quanto la riqualificazione del complesso abbia fatto aumentare il valore delle residenze adiacenti. Falsità: un nuovo studio pubblicato da El Mundo sottolinea come la contaminazione acustica e i disagi creati alla vita quotidiana dallo stadio hanno cambiato il mercato immobiliare dell’area e in un solo anno il 57% degli appartamenti residenziali è stato messo in vendita dagli abitanti in fuga (orrendo fenomeno della gentrification).

Ora però los vecinos hanno vinto la loro battaglia: per garantire il benessere di chi abita negli edifici intorno tutti i concerti previsti nella struttura sono stati sospesi.

ps. L'articolo è vecchio, ma nulla è cambiato: il divieto perdura anche quest'anno.

Con l'ambiziosa ristrutturazione, il glorioso stadio madridista è diventato un'ambita location per concerti. Il Real Madrid deve però fare i conti con i disagi dei residenti, sul piede di guerra

Fare rete significa avere più forza, individuale e collettiva, per opporsi alle cose che i cittadini non chiedono, non a...
20/04/2026

Fare rete significa avere più forza, individuale e collettiva, per opporsi alle cose che i cittadini non chiedono, non approvano, non vogliono. Quelle cose che le amministrazioni definiscono di interesse pubblico, ma che in realtà impattano negativamente sulla qualità della vita delle persone, sottraendo benessere e diritti. Fare rete significa essere più forti nelle negoziazioni. Significa, soprattutto, sentirsi meno soli.

Grazie Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia-Romagna e ER ☺️

17/04/2026

Sabato in piazza ci saremo anche noi, e prenderemo parola per una brevissima presentazione del nostro caso, pienamente coerente con gli argomenti che saranno trattati. Ovvero, la cessione del bene pubblico ai privati, la sottrazione dei diritti e della partecipazione della cittadinanza, la manipolazione dell’informazione e la gestione/spartizione della città nel rapporto (spesso malato e oscuro) dei progetti di partenariato pubblico-privato.

Convitamente sosteniamo l'opposizione del Comitato Si al Parco Si all'Ospedale No allo Stadio
16/04/2026

Convitamente sosteniamo l'opposizione del Comitato Si al Parco Si all'Ospedale No allo Stadio

01/04/2026

Premetto che per una volta non parlerò di stadio, ma di armi.
Mi scuso per l'off-topic, ma credo che la questione meriti un minuto di attenzione da parte dei parmigiani, dal momento che in questi giorni si sta svolgendo la cosiddetta fiera delle armi proprio nella nostra città - e proprio mentre è tornato alla ribalta il fenomeno dell'uso di armi da parte dei più giovani (addirittura nelle scuole).
Per caso ieri sera, quasi nello stesso momento, nella mia testolina sono entrati due messaggi tra loro inconciliabili.
Il primo dagli occhi:
un video di ragazzini alla “fiera delle armi” in corso a Parma.
Il secondo dalle orecchie:
le parole del ministro Giuseppe Valditara, che invita a tenere i più giovani lontani dalle armi, dopo i recenti episodi che hanno coinvolto under 14.
Due messaggi - dicevamo - ma un’unica, enorme contraddizione.
Li ho sovrapposti in modo del tutto artigianale nel video che qui vi mostro (audio tratto da Effetto Notte di Roberta Giordano su Radio 24).
Eppure non serve essere esperti, ma applicare il buon senso: se vogliamo tenere i ragazzi lontani dalle armi, forse il primo passo è non portarceli in mezzo.
E allora faccio una proposta.
Ragazzi: vi cedo volentieri i miei ingressi alle fiere del fumetto - sì, ci vado ancora a 48 anni, e con grande piacere.
In cambio, mi offro io di accompagnare i vostri genitori alla fiera delle armi.
Magari, tra uno stand e l’altro, riuscirò a capire cosa li spinge a portarvi lì.
Perché il problema - temo - non siete voi!
Davide Curlante

Rebellion Parma

Dietro al pallone corrono soprattutto i soldi degli speculatori privati. E dietro qui soldi e gli interessi privati, cor...
31/03/2026

Dietro al pallone corrono soprattutto i soldi degli speculatori privati. E dietro qui soldi e gli interessi privati, corrono sindaci e giunte. Questo è il business del calcio e degli stadi, signore e signori, noi lo diciamo da un bel po'.

Per l'indagine sulla vendita di San Siro sono in corso perquisizioni in Comune a Milano, alla M-I Stadio di Milan e Inter e nelle abitazioni sia di ex dirigenti e consulenti delle due squadre, sia degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e de... (ANSA)

L'assessore Bosi: "Opera all'avanguardia"Quest’oggi sulla Gazzetta di Parma troviamo un articolo che racconta il “taglio...
10/03/2026

L'assessore Bosi: "Opera all'avanguardia"

Quest’oggi sulla Gazzetta di Parma troviamo un articolo che racconta il “taglio del nastro alla presenza di autorità civili e militari” e del ministro degli Affari Europei e PNRR Tommaso Foti, accorso per inaugurare il nuovo campo in plastica all’interno del Parco Ferrari.
E no, non stiamo parlando dell’inaugurazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
L’articolo prova a farci emozionare pizzicando le corde giuste: parole come “cuore”, “verde”, “comunità”. Ci manca solo Maria Luigia e il quadro è completo!
Per i profani: in realtà stiamo parlando di una distesa di circa 7.000 metri quadrati di plastica stesa su un suolo che fino a ieri era vivo, presentata come “riqualificazione” e incentivo alla “coesione sociale”.
Così leggiamo che, secondo l’assessore Bosi, quell’infrastruttura sarebbe “uno degli spazi verdi più preziosi di Parma”.
Spazi verdi? Ha parlato di spazio verde riferendosi a un campo sintetico?
Si suppone che Bosi si riferisse al colore, perché il verde inteso come benessere ambientale è un’altra cosa. Lo chiedesse pure ai bambini della vicina Scuola primaria Pezzani: probabilmente saprebbero spiegargli la differenza tra plastica colorata di verde e un contesto naturale vero.
Persino il Ministro, dichiarando all’inaugurazione che “le scarpe eleganti non vanno bene”, cade nel piccolo equivoco.
Stia tranquillo, onorevole: sul campo di plastica le sue scarpe nero-ministeriale non rischiano certo di sporcarsi di terra ed erba.
Fa bene, inoltre, l’assessore Bosi ad ammettere che “i lavori, sostenuti dall’investimento dell’Audace Parma, sono stati resi economicamente sostenibili dal Comune, che ha incrementato il contributo di gestione garantendo alla società sportiva maggiori risorse, per un totale di oltre 375 mila euro.”
Giusto ringraziare tutti i cittadini di Parma che, attraverso le imposte comunali, hanno contribuito - a loro iniziale insaputa - a finanziare questo investimento verde nel cuore del parco.
E se non vi abbiamo ancora nauseato con la retorica del cuore e del verde, eccovi servita la chiusura dell’articolo:
“Una volta tagliato il nastro, il campo è stato invaso da giocatori di tutte le età. Partitelle improvvisate e calci di punizione impossibili hanno trasformato quel rettangolo verde in un posto del cuore.”
Benvenuti, dunque, nel parco dove il verde ha licenza di plastica, il cuore batte a tempo di propaganda, e il suolo vero… rimane spettatore sepolto e dimenticato.
L’unico augurio sincero che resta da fare a Parma è questo: che a finire sepolta dall’oblio non sia la terra viva sotto questi tappeti di plastica, ma la stagione di pseudo-politica che continua a devastare la città con opere più o meno grandi - aeroporto, nuovo consumo di suolo, stadio - tutte puntualmente presentate come “verde”, “cuore” e “riqualificazione”.
Parma merita amministratori migliori. E l'Italia ministri più dignitosi.

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Parma
43123

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