30/05/2026
Parma si riempie la bocca di sostenibilità, neutralità climatica, tutela dell'ambiente e qualità della vita. Poi però, quando arriva il momento di scegliere tra alberi veri e slogan, a cadere sono sempre gli alberi.
Fa impressione pensare che un filare di tigli che accompagna il Parco Ducale da decenni possa essere sacrificato per un progetto che viene definito di "valorizzazione". Valorizzazione di cosa, esattamente? Perché abbattere alberi maturi per realizzare un camminamento con vista su nuove palazzine sembra tutto tranne che una scelta orientata al futuro.
Gli alberi non sono un arredo urbano sostituibile a piacimento. Sono ombra, assorbimento di CO₂, biodiversità, mitigazione del calore, qualità dell'aria. Sono un patrimonio costruito in decenni che non può essere rimpiazzato piantando qualche giovane alberello e dichiarando chiusa la partita.
La cosa più grave, però, è la distanza tra amministrazione e cittadini. Se per fermare le motoseghe è necessario che siano i cittadini a chiamare le forze dell'ordine, significa che qualcosa nel rapporto di fiducia si è incrinato profondamente.
Parma merita una visione diversa: una città che protegga ciò che ha ereditato invece di considerarlo un ostacolo ai progetti del momento. Gli alberi abbattuti oggi non torneranno più. Le responsabilità di questa scelta, invece, resteranno ben visibili per molti anni.