20/07/2026
Ciao Fabio
ci sono notizie che ti lasciano senza parole. Questa è una di quelle.
Abbiamo conosciuto Fabio negli anni più difficili, quelli in cui tanti di noi si sono incontrati nelle piazze, alle conferenze e alle manifestazioni. Lui c'era sempre.
Partiva dalla sua montagna e si faceva parecchi chilometri per raggiungere Parma. Lo faceva con entusiasmo, senza lamentarsi mai. Arrivava con il sorriso, una battuta pronta e, naturalmente, con Platone, il cane più buono e affettuoso che abbia mai conosciuto.
Tra noi donne scherzavamo spesso dicendo che tutte avremmo voluto trovare un uomo che ci guardasse come Platone guardava il suo padrone. Bastava osservare i suoi occhi per capire quanto fosse profondo quel legame. Era un amore puro, incondizionato e assolutamente reciproco.
Fabio era laureato in filosofia e bastavano pochi minuti di conversazione per capire che aveva una mente fuori dal comune. Era curioso, colto, incapace di accettare una verità solo perché tutti la consideravano tale. Aveva il raro dono di osservare le cose da prospettive diverse e di costringerti, con le sue domande, a rimettere in discussione le tue certezze.
E poi... gli piaceva discutere.
Anzi, per dirla tutta: gli piaceva proprio litigare.
Se c'era una provocazione da lanciare o un'opinione da smontare, lui era sempre pronto. Ma non c'era cattiveria. C'era ironia, intelligenza, gusto per il confronto. E quasi sempre, dopo una discussione con Fabio, ci si ritrovava a ridere.
Quella libertà di pensiero traspariva in tutto ciò che scriveva.
Ne La piantagione dei cervelli aveva immaginato una società in cui il controllo delle coscienze e il conformismo diventavano strumenti di potere. Lo aveva scritto prima del 2020 e, negli anni successivi, molti lettori sono rimasti colpiti da quanto alcune delle domande che poneva fossero diventate improvvisamente attuali. Non era una profezia. Era il frutto della capacità di un filosofo di osservare il presente e di interrogarsi sul futuro.
Ma Fabio non era solo questo, era anche l'uomo che sapeva parlare ai bambini.
Con Freddy il rospetto e le sue avventure è riuscito a trasmettere ai più piccoli il rispetto per la natura, l'amicizia, la gentilezza e il coraggio. Mi ha sempre fatto sorridere pensare che la stessa persona capace di mettere in crisi gli adulti con riflessioni profonde e pungenti sapesse raccontare il mondo con la delicatezza di un ranocchio.
Noi abbiamo avuto anche il privilegio di ospitare alcuni suoi articoli nella rubrica a lui dedicata: “La Zampa di Platone”. Chi non lo ha conosciuto di persona può ancora incontrarlo lì, tra quelle pagine.
Un pensiero speciale va anche a sua sorella, che in questi giorni di immenso dolore ha trovato la forza di occuparsi di tutto con sensibilità e dolcezza. Le siamo vicini e le mandiamo un grande abbraccio.
Grazie a lei sappiamo che Platone e i tre gatti sono al sicuro e accuditi con amore da una persona a lui cara. È una piccola consolazione.
Ma il vuoto che lasci è enorme.
E ci porteremo dentro anche un piccolo rimpianto.
Quello di non averti cercato più spesso.
Di aver dato per scontato che ci sarebbe sempre stata un'altra manifestazione, un'altra telefonata, un'altra occasione per ridere o discutere insieme.
Forse il regalo più grande che ci lasci è proprio questo.
Ricordarci che le idee sono importanti, che le battaglie lo sono, ma che le persone lo sono ancora di più. Che la libertà si difende anche prendendosi cura gli uni degli altri.
E adesso voglio immaginarti sereno.
Mi piace pensare che tu sia stato accolto dai tuoi genitori e da tutte quelle anime belle che ci hanno preceduto. Sono sicura che lassù ci sarà bisogno anche di uno come te. Di qualcuno che faccia domande scomode anche agli angeli... e che magari riesca perfino a convincerne qualcuno a cambiare idea.
Spero solo che tu non abbia già trovato qualche juventino arrivato prima di te... perché, conoscendoti, probabilmente avrai iniziato la discussione ancora prima di varcare il cancello.
Ciao Fabio.
E se davvero esiste un luogo dove le anime continuano il loro cammino, sono convinta che il Paradiso, da qualche giorno, sia un posto un po' più vivace.
Buon viaggio amico.