05/10/2026
𝕸𝖊𝖉𝖎𝖔𝖊𝖛𝖔 𝖊 𝕯𝖎𝖓𝖙𝖔𝖗𝖓𝖎
𝕱𝖗𝖆𝖓𝖈𝖊𝖘𝖈𝖔 𝖉'𝕬𝖘𝖘𝖎𝖘𝖎, 𝖚𝖔𝖒𝖔 𝖉𝖊𝖑 𝖒𝖊𝖉𝖎𝖔𝖊𝖛𝖔
Ieri cadeva l'800º anniversario della morte di San Francesco d'Assisi e sono otto secoli che Francesco sopravvive nella memoria collettiva degli italiani, e non solo. Nasce ricco, ma non bada alle cose materiali.
Per lui sono un sovrappiù, qualcosa alla quale si può rinunciare. E vi rinuncia, perché la profondità del suo animo è talmente grande che tutte le cose materiali si perdono dentro di lui.
È grande, Francesco, anche perché riesce a trasmettere quest’idea a molti giovani della sua città, e poi alle fanciulle e alle madri. Chiamano la grandezza di questa povertà Sorella, perché comprendono che la bontà dell’animo umano avvicina alle stelle e quindi a Dio e al sole, che lo rappresenta. Ma lui, e questi giovani che lo seguono, sono laici e devono avere il permesso per predicare la loro idea di povertà cristiana. Devono avere il permesso di essere generosi con quei poveri, perché vivono in un mondo che ricerca soltanto il potere e la ricchezza e che guarda con sospetto chi la pensa in una maniera diversa.
Così Francesco e i suoi fratelli vanno a Roma a parlare con il Papa, per avere il permesso di poter predicare.
Il rischio è che siano dichiarati eretici e quindi dispersi e annientati dall’inquisizione. A Roma c’è Innocenzo Terzo, un Papa che disprezza la creazione materiale, perché crede sia creata dal diavolo per tentare l’uomo. Un Papa che sogna di dominare il mondo anche con la forza.
Non si sa cosa precisamente si sono detti Papa Innocenzo e Francesco, ma il ragazzo di Assisi ottiene il permesso di predicare. Visto che è a da Roma inizia da lì, ma non viene ascoltato. Così comincia a parlare al regno animale in particolare gli uccelli, e questi pare che lo ascoltino.
La sua predicazione, però, coinvolge migliaia di persone, e in qualche modo fa comodo anche ad Innocenzo terzo per far vedere che la chiesa non aveva dimenticato il messaggio originale di Gesù. Avviatosi, per l’età, verso la morte, si accorge che i suoi fratelli cominciano a discutere tra loro e ad abbandonare Sorella povertà.
Lui si rinchiude in una vita interiore e compone quella che forse è la prima poesia in italiano: Il Cantico delle Creature (riportiamo qui sotto i link per il testo).
È un cantico che loda Dio per tutto ciò che ha creato, in disaccordo con la visione generale che vede la creazione materiale come opera del diavolo per tentare l’uomo. Loda Dio per l’amore che ha per noi, ed è significativo che verso la fine loda Dio addirittura per la Sorella morte, perché non è una morte perpetua quella che ha voluto Dio per noi ma una morte con la speranza di tornare nell’amore di Dio.
Testo scritto da Francesco Granito, socio fondatore e ideatore della Parabiago Medievale
Link per il testo de Il Cantico delle Creature
https://it.wikisource.org/wiki/Cantico_di_Frate_Sole
Link Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Cantico_delle_creature?wprov=sfla1
https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_d%27Assisi?wprov=sfla1
L'immagine tratta da Wikipedia rappresenta il presunto ritratto di Francesco fatto dal Cimabue