Comitato Alto Bût

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👉 👉👉 Risposta del Presidente del Capogruppo della Lista Fritz (Landtag tirolese) a Ingo Ortner ➡️ MONTE CROCE CARNICO : ...
08/06/2026

👉 👉👉 Risposta del Presidente del Capogruppo della Lista Fritz (Landtag tirolese) a Ingo Ortner
➡️ MONTE CROCE CARNICO : Il lobbista a favore della galleria Ingo Ortner ha pubblicato un commento su un articolo apparso sull’Osttiroler Bote (osttirol-online e okVolltreffer)
- https://okvolltreffer.at/aktuelles/aktuelle-audio-beitraege/tiroler-landtag-gegen-tunnel-und-transit) - riguardante la delibera sul Passo di Monte Croce Carnico adottata dal Parlamento regionale tirolese il 20 maggio 2026, rimandando con un link a ulteriori approfondimenti sul suo sito web www.ploeckenpass.at. Ha inoltre inviato lettere direttamente a tutti i direttori dei gruppi parlamentari del Landtag tirolese, alle redazioni dei principali media e ai governatori della Carinzia e del Tirolo.

A ciò ha ora risposto il presidente della “Lista Fritz” Markus Sint nel Landtag tirolese, che a sua volta ha indirizzato la seguente risposta a Ingo Ortner e l'ha inoltrata anche a diversi rappresentanti politici in Tirolo e Carinzia, nonché ai media locali:
“Buongiorno signor Ortner,
la ringrazio molto per la sua lettera e per il suo punto di vista critico. Lo conosco già dalla sua analisi della relazione del sindaco.
Il giudizio sui progetti relativi al tunnel del Plöcken dipende probabilmente in larga misura dal punto di vista di ciascuno. Lei si dichiara a favore, io invece sono fermamente contrario. Non perché provi invidia o non sia contento per lei o per alcuni sostenitori in Carinzia, ma perché, in qualità di deputato al Landtag tirolese che conosce bene questa regione, semplicemente non posso assumermi tale responsabilità.
Non si tratta di quale denominazione abbia oggi questo tratto, né si tratta di sapere se oggi vi sia un interesse di transito rilevante, ma si tratta del semplice fatto che questo tratto si trova tra due regioni molto forti dal punto di vista economico e turistico. Esistono interessi concreti delle regioni turistiche dell’Adriatico ad attirare (ancora) più turisti tedeschi e austriaci, e vi sono interessi economici a trasportare (ancora) più merci dai porti italiani verso l’Austria e la Germania. Non appena una strada viene adeguatamente ampliata, non appena i punti di strozzatura vengono eliminati e il traffico reso più fluido e agevole, il traffico aumenta. Che si tratti di una tratta di transito o meno. Il traffico è come l'acqua, cerca la via più facile. Non me ne vada arrabbiato, ma i calcoli su quanti più autovetture o autocarri ci si potrebbe aspettare in caso di ampliamento del Monte Croce Carnico sono solo calcoli e non vanno presi sul serio.
La carta è paziente, ma ritengo che questi calcoli siano una sciocchezza. L’affermazione secondo cui non ci si deve aspettare un’ondata di traffico di transito né un grave problema di viabilità è errata e priva di senso già di per sé, perché in tal caso l’ampliamento della strada sarebbe anch’esso privo di senso e comunque non andrebbe a vantaggio del turismo e dell’economia, se poi non ci fosse comunque un aumento delle persone che la utilizzano. Perché investire milioni di denaro dei contribuenti se poi non ci sono più persone che la percorrono?
Come tirolesi afflitti da questo problema, conosciamo tutti questi calcoli e conosciamo la realtà. Strade nuove e meglio sviluppate portano ancora più traffico. Non lo vogliamo e non ne abbiamo bisogno, e vi chiedo di prendere atto di questa posizione tirolese. Infatti, se l’Austria deve investire denaro dei contribuenti per un ampliamento, si tratta anche di denaro dei contribuenti del Tirolo. Non riesco a comprendere nemmeno la sua obiezione secondo cui la parte italiana avrebbe investito 25 milioni per la riapertura e l’Austria e la Carinzia non avrebbero contribuito. Se sul versante carinziano o tirolese ci sono strade da risanare, cosa che da noi avviene continuamente, l’Italia non contribuisce, o forse crede che l’Italia paghi un centesimo per il risanamento del ponte Lueg al Brennero?
Posso assicurarvi che condurremo questa discussione in modo esclusivamente oggettivo, ma non ci schieriamo a favore di alcun interesse italiano; ci schieriamo invece dalla parte delle migliaia di residenti sul versante tirolese e carinziano, che già oggi sono afflitti dal volume di traffico. In definitiva, è in gioco anche la credibilità della politica dei trasporti tirolese. Come possiamo mantenere in modo credibile le misure di limitazione del traffico attraverso il Tirolo e sollecitare il sostegno a tal fine in Europa, se allo stesso tempo sosteniamo misure che favoriscono il traffico, come la costruzione del tunnel sul Plöcken, e appoggiamo tali interventi di ampliamento?
Dal mio punto di vista e da quello della Lista Fritz, su questa questione non possono quindi esserci né compromessi né negoziati.
Cordiali saluti
Markus Sint, Capogruppo della Lista Fritz”

In der Nacht vom 2. auf 3. Dezember 2023 hat ein grosser Felssturz die Strasse ueber den Ploeckenpass auf italienischer Seite - nur wenige Meter nach der Grenze - zerstoert. Gluecklicherweise ist niemand verunglueckt. Die Strasse ist seither gesperrt.

👉👉👉Lunedì 18/5 Ore 11 A UDINECONFERENZA STAMPA DELLE OPPOSIZIONI SUL TEMA PASSO MONTE CROCE CARNICO⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇...
16/05/2026

👉👉👉Lunedì 18/5 Ore 11 A UDINE
CONFERENZA STAMPA DELLE OPPOSIZIONI SUL TEMA PASSO MONTE CROCE CARNICO
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I Gruppi consiliari di Patto per l'Autonomia - Civica Fvg, Partito democratico e Gruppo Misto affronteranno il tema della viabilità del Passo di Monte Croce Carnico nel corso di una conferenza stampa in programma:

LUNEDÌ 18 MAGGIO
alle ore 11
a UDINE
palazzo della Regione (sala Kugy)
via Sabbadini 31

Oltre ai consiglieri regionali Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia - Civica Fvg), Massimo Mentil (Pd) e Serena Pellegrino (Avs), saranno presenti il geologo Maurizio Ponton, l'ingegnere Francesco Alessandrini e il già senatore Diego Carpenedo.

Tutti gli operatori dell'informazione sono invitati ad intervenire.

Foto di Laura Plozner

Come siamo messi…
11/05/2026

Come siamo messi…

Riporto qui quanto si evince, per l’ospedale di Tolmezzo, dal nuovo organigramma Asufc che ho analizzato e di cui ho pubblicato alcune informazioni su nonsolocarnia.info nell’ articolo inti…

29/04/2026

👉 VANNIA GAVA E IL “NUCLEARE” ☢️ ☢️

​Tra le responsabilità di Giorgia Meloni, oltre a quella di aver nominato i Ministri Nordio e Santanché, c’è indubbiamente anche quella di aver scelto, come unica Vice-Ministra per l’Ambiente del suo Governo, l’on. Vannia Gava. Quali siano le competenze e le capacità di quest’ultima, per ricoprire un incarico così importante e delicato, resta infatti un mistero. L’esponente leghista di Sacile non è una biologa, né un chimico o un architetto, non è laureata in scienze naturali o in tutela dei beni culturali: diciamola tutta, non è proprio laureata. Non risulta, poi, che abbia ricoperto qualche incarico all’interno di associazioni come WWF, Legambiente o Italia Nostra, né che si sia distinta in qualche battaglia in difesa dell’ambiente. Se poi scorriamo il suo curriculum vitae – scaricabile dal sito del Parlamento – scopriamo che è competente in “contatto clienti, trattativa e vendita prodotti”, che ha “conoscenze tecniche in merito a mobili, pareti e sedute per ufficio” e che ha seguito un corso di formazione su “Come parlare in pubblico”.
​Forse è per questo che l’unica rappresentante della nostra regione nell’attuale Governo (assieme al Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani), in questi tre anni e mezzo non ha brillato molto per interventi e iniziative a favore del nostro territorio. A parte l’aver sostenuto il riconoscimento di "Evento di Qualità" per la “Sagra dei Osei” della sua città, non ci sembra che abbia mosso un solo dito o speso una parola in difesa del Tagliamento (il “Re dei fiumi alpini”, minacciato, come sostengono centinaia di esperti e docenti universitari di tutta Europa, da un’opera faraonica ed inutile come lo sbarramento di Dignano e dal progetto di derivazione da parte del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana delle acque in uscita dal Lago di Cavazzo); né che si sia impegnata contro i cambiamenti climatici; né che sia intervenuta su opere o iniziative molto contestate e discutibili, come l’Ovovia di Trieste, la mega Acciaieria in Laguna, i Concerti di No Borders ai Laghi di Fusine, nuove piste da sci o la proliferazione di devastanti strade camionabili in montagna (a partire dall’assurda Cjampizzulon-Malga Tuglia).
​Bene, lo scorso 22 aprile, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Terra e a pochi giorni dal 40° anniversario del terribile disastro di Chernobyl, la nostra Vice-Ministra non ha avuto niente di meglio da fare che rilasciare un’intervista in cui proclama che il “Nucleare non è più rinviabile”! Su questo argomento la stragrande maggioranza degli italiani ha già avuto modo di esprimersi democraticamente in due Referendum, nel 1987 e nel 2011. Vannia Gava può anche pensarla diversamente, ma a chi dobbiamo credere, di chi dobbiamo fidarci? Di Fisici, docenti universitari, come Gianni Mattioli e Massimo Scalia (che furono tra i promotori del movimento anti-nucleare e tra i fondatori di Legambiente) o dell’esperta di “mobili e sedute per ufficio”?

di M. Lepre
Presidente circolo Legambiente della Carnia

👉 “Riorganizzazione”… la chiamano così. Per confondere un po’ le acque, a riprova del disegno politico che i nostri ammi...
10/02/2026

👉 “Riorganizzazione”… la chiamano così. Per confondere un po’ le acque, a riprova del disegno politico che i nostri amministratori regionali hanno riguardo alle zone marginali, solerti sostenitori dell’idea di “accompagnare” sulla via del declino le zone stesse. In perfetta linea con le decisioni del governo centrale di Roma. Ma siamo o non siamo una REGIONE AUTONOMA A STATUTO SPECIALE? La sanità e’ di competenza regionale. Le responsabilità anche.

➡️➡️ IL FUTURO DEL NOSTRO FIUME: l’ennesimo progetto di centralina idroelettrica lungo il corso del Bût! 👉 Incontriamoci...
27/10/2025

➡️➡️ IL FUTURO DEL NOSTRO FIUME: l’ennesimo progetto di centralina idroelettrica lungo il corso del Bût! 👉 Incontriamoci il 6 novembre ore 20.00 alla conferenza pubblica che si terrà a Cedarchis ex Scuola elementare.

Televendita in corso!
14/10/2025

Televendita in corso!

Chiunque di noi ha presente la sensazione di fregatura che causavano le televendite che imperversavano qualche anno fa. Fossero spazzole, attrezzi ginnici, diete miracolose o gioielli, il peggior campanello d’allarme non erano la discutibile qualità o il finto prezzo stracciato dell’oggetto in questione, ma l’ostentata assenza di difetti. Almeno secondo il venditore.

Ecco: quando parliamo dell’ipotetico Tunnel di Passo Monte Croce Carnico, la sensazione è esattamente la stessa. Il problema non è l’eventuale desiderio di vederlo realizzato, né i costi esorbitanti, ma la totale disonestà politico-amministrativa di chi ha deciso di “venderci” l’opera a ogni costo, esaltandone pregi presunti e glissando su tutte le possibili criticità.

Dopo che nel dicembre 2023 una frana gigantesca è rovinata su Passo Monte Croce, danneggiando gravemente la strada e bloccando il passaggio, il tunnel è presentato come la risposta facile, che “risparmia tempo”, ma della situazione si trascurano le criticità ambientali, idriche, geologiche.

👉 Se vuoi saperne di più, leggi tutto l’articolo di Mirco Dorigo: 📍https://ilpassogiusto.eu/a-mauthen-per-il-futuro-delle-vallate-della-gail-e-del-but/



🔺 TUNNEL E VIABILITÀ DI MONTE CROCE  CARNICO ⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️Da Studio Nord News👉 Esperti avvertono: il tunnel a Passo M...
27/09/2025

🔺 TUNNEL E VIABILITÀ DI MONTE CROCE CARNICO ⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️

Da Studio Nord News

👉 Esperti avvertono: il tunnel a Passo Monte Croce Carnico un rischio per natura, ambiente e turismo

27 Settembre 2025

➡️➡️➡️➡️ Il 21 settembre trenta rappresentanti di organizzazioni ambientaliste della Carinzia, del Friuli e del Tirolo Orientale si sono riuniti nella sede del Club Alpino, sezione Oberes Gailtal/Lesachtal, presso il Villaggio Alpinistico di Mauthen, per un convegno sovraregionale. All’incontro, promosso dal gruppo di lavoro transfrontaliero PRO CARNICUM, hanno partecipato anche due consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia: Massimo Mentil (PD) e Giulia Massolino (Patto per l’Autonomia).

👉 Relatori di rilievo – tra cui i geologi Hans Peter Schönlaub e Maurizio Ponton e l’esperto di traffico Gerhard Unterweger – hanno illustrato i rischi legati a un eventuale tunnel sotto il Passo di Monte Croce Carnico. L’ingegnere Robert Unglaub (Alleanza Convenzione delle Alpi/Carinzia) ha ricordato come il Protocollo sui Trasporti della Convenzione delle Alpi sia contrario alla costruzione del tunnel, evidenziando il pericolo di nuovi assi di transito e la necessità di tutelare gli spazi naturali.

L’incontro ha confermato l’ampiezza e la solidità dell’opposizione al cosiddetto Plöckentunnel. I partecipanti hanno ribadito l’impegno a informare l’opinione pubblica, dialogare con i decisori politici e attendere i risultati della commissione bilaterale di esperti.

👉 L’acqua della valle del Bût a rischio 💧

Schönlaub, già direttore dell’Istituto Geologico Federale e del Centro di Geoscienze dell’Accademia Austriaca delle Scienze, ha sottolineato come le Alpi Carniche rappresentino oggi la regione geologicamente più studiata dell’Austria. Ponton, esperto internazionale di carsismo e collaboratore del Servizio Geologico della Regione Friuli Venezia Giulia, ha recentemente realizzato profili geologici sulle tre varianti di collegamento stradale al valico.

Gli studiosi hanno spiegato che nel corso dei millenni, nelle formazioni calcaree del Passo, si è formato un articolato reticolo di corsi d’acqua sotterranei. Le acque provenienti dal massiccio Coglians–Cjanevate scorrono per oltre dieci chilometri fino a emergere alla sorgente Fontanon sopra Timau, conosciuta fin dall’epoca romana. Con portate che superano i 5.000 litri al secondo, la sorgente garantisce l’approvvigionamento idrico della valle del Bût fino a Tolmezzo e alimenta le centrali idroelettriche della Secab, esempio di utilizzo sostenibile delle risorse.

🧨 Un tunnel potrebbe compromettere o prosciugare questa e altre sorgenti, oltre a intaccare la falda acquifera locale. “La costruzione di un tunnel stradale – ha avvertito Ponton – incide sulle acque sotterranee in modi difficili da quantificare, mettendo a rischio anche la stabilità dei pendii e sollevando il problema dello smaltimento di enormi quantità di materiale di scavo”.

Schönlaub e Ponton hanno precisato che gli effetti peggiori deriverebbero da un tracciato in quota, che attraverserebbe direttamente l’acquifero carsico a monte della sorgente Fontanon. Un rischio in evidente contrasto con la Direttiva Quadro dell’UE sulle acque, che vieta il deterioramento delle condizioni idriche esistenti.

🚛🚚 Corridoio di transito o sviluppo regionale?

⛰ Il gruppo PRO CARNICUM critica la decisione affrettata di parte della politica italiana a favore del tunnel, presa senza un serio studio di fattibilità. Appaiono poco credibili – sostengono gli oppositori – le rassicurazioni che l’opera non sarà destinata al traffico pesante: più volte è stato ribadito il carattere strategico dell’asse, pensato per collegare i porti dell’Adriatico all’Europa centrale.

Secondo il gruppo, la spinta di Confindustria 🏭 e la linea del ministro dei Trasporti Matteo Salvini indicano la volontà di realizzare un corridoio di transito da Trieste alla Germania, più che un’infrastruttura al servizio delle comunità locali. Le conseguenze sarebbero un massiccio aumento del traffico pesante attraverso la Carnia, le valli del Gail e della Drava e fino al Tirolo, con pesanti ricadute su ambiente, qualità della vita e infrastrutture.

🌈 Una strada a misura di persone

▶️ PRO CARNICUM chiede una strada sicura per i residenti e il turismo, non un’infrastruttura per il traffico merci internazionale. La priorità – se tecnicamente possibile – dovrebbe essere il miglioramento della strada esistente. Sono già in corso lavori di messa in sicurezza: da fine settembre a dicembre 2025 verranno uniti in un unico tracciato gli ultimi due sottopassi sul versante italiano.

Un eventuale nuovo tracciato dovrà essere progettato in modo da non creare un corridoio di transito, minimizzando al massimo i danni ambientali.

🤝 Comitati e movimenti che condividono il testo:
Bürgerinitiative Pro Gailtal Bündnis Alpenkonvention Kärnten
Österreichischer Alpenverein – Sektion
Obergailtal-Lesachtal
Bürgerinitiative Lebensraum Oberes Drautal
Comitato Alto But Osttirol Natur
Initiative Stop Transit-Osttirol Plattform Pro Pustertal
Gegenverkehr Lienz
Legambiente Carnia-Canal del Ferro-Val Canale
Heimatpflegeverband Pustertal
Patto per l’Autonomia-Civica FVG

👉 L’EUROPA NON HA BISOGNO DEL TUNNEL DI PASSO MONTE CROCE CARNICO (Plöckenpass) Il 7 settembre 2025, al Passo di Monte C...
11/09/2025

👉 L’EUROPA NON HA BISOGNO DEL TUNNEL DI PASSO MONTE CROCE CARNICO (Plöckenpass)

Il 7 settembre 2025, al Passo di Monte Croce Carnico, rappresentanti di varie organizzazioni e iniziative della società civile del Friuli, della Carinzia e del Tirolo si sono incontrati per formare il gruppo di lavoro transfrontaliero PRO CARNICUM. Ritengono che la richiesta di costruire un tunnel al Passo di Monte Croce Carnico non solo sia estremamente rischiosa dal punto di vista ecologico, ma anche superflua dal punto di vista della politica dei trasporti. Un tunnel porta traffico pesante, mette a rischio l'approvvigionamento idrico sul versante italiano ed è in contrasto con la strategia Europea dei Trasporti.

Il gruppo di lavoro transfrontaliero “PRO CARNICUM”, composto dalle iniziative civiche Pro Gailtal, Comitato Alto But, Legambiente Carnia, Stop Transit-Osttirol, Associazione Osttirol Natur, Gegenverkehr Lienz e la sezione Obergailtal-Lesachtal del Club Alpino Austriaco, si impegna a favore della protezione dell'habitat alpino e di una politica dei trasporti sostenibile, respinge con decisione la costruzione del tunnel e contesta alcune affermazioni sul progetto diffuse dai sostenitori del tunnel.
Il tunnel non è necessario per la gestione dei trasporti pesanti
“Ovviamente abbiamo bisogno di un collegamento stradale sicuro attraverso il Passo di Monte Croce Carnico. Tuttavia, tutte le informazioni al riguardo indicano chiaramente che il traforo Monte Croce, richiesto con tanta veemenza, servirà anche e soprattutto al traffico di transito”, afferma Sepp Lederer, presidente della sezione Obergailtal/Lesachtal del Club Alpino Austriaco.
Infatti, già le decisioni prese dal governo regionale del Friuli-Venezia Giulia nel 2020 e nel 2021 prevedono la costruzione di un tunnel sotto il Passo del Monte Croce Carnico e di efficienti strade di accesso come parti di una nuova rotta di transito transalpina, al fine di posizionare i porti dell'Adriatico come hub strategico per il traffico di transito europeo.
Una nuova rotta di transito attraverso valli finora non soggette al traffico pesante comporterebbe un impatto ambientale insostenibile sulle delicate regioni alpine dal Friuli alla Carinzia settentrionale fino a Kitzbühel e Kufstein in Tirolo, causerebbe costi enormi e imprevedibili costi successivi ed è inoltre in contrasto con gli obiettivi della strategia europea dei trasporti.
Con la rete transeuropea dei trasporti, l'Europa dispone già oggi di efficienti corridoi stradali e soprattutto ferroviari, che vengono comunque costantemente ampliati, come l'asse dei Tauri e l'asse multimodale sud-nord. (Trieste-Udine-Villach/Fürnitz-Salisburgo-Monaco-Amburgo).
Nell'ambito del “Green Deal”, l'UE persegue espressamente l'obiettivo di trasferire il trasporto merci su rotaia. Il gruppo di lavoro PRO CARNICUM non ritiene quindi necessario realizzare ulteriori progetti stradali.
La pressione unilaterale esercitata dall'Italia è in contrasto con il principio di sussidiarietà e di partecipazione regionale.
Ci sono rischi irresponsabili
Particolarmente critica è la minaccia alle falde acquifere nella Valle del But, che potrebbero essere compromesse da scavi di tunnel su vasta scala e interventi sull'equilibrio geologico. Ciò avrebbe gravi conseguenze per l'approvvigionamento di acqua potabile di un'intera regione e per l'approvvigionamento energetico, poiché anche la centrale idroelettrica locale (SECAB) dipende da queste fonti.
Particolarmente evidente è la minaccia che grava sulle falde acquifere nella valle del But che sarebbero compromesse con danni irreparabili all'equilibrio geologico. Il geologo Maurizio Ponton, ex docente all'Università di Trieste ed esperto di acque presso Legambiente FVG, sottolinea: “La perforazione della montagna su vasta scala avrebbe gravi conseguenze per il corpo idrico nella zona del ”Fontanone di Timau“ e metterebbe a rischio non solo l'approvvigionamento di acqua potabile nella valle di Timau fino a Tolmezzo, ma anche l'approvvigionamento energetico. Un tale rischio per le infrastrutture è semplicemente irresponsabile e, inoltre, è in contrasto con la direttiva europea sulle acque.
La campagna di informazione portata avanti dalla Regione FVG finora è risultata poco seria e priva di dati certi tunnel (solo per residenti e turisti o per i trasporti ?)
La doppia strategia comunicativa dei sostenitori del tunnel crea intenzionalmente confusione, con l'obiettivo di influenzare il dibattito pubblico e di aumentare la pressione politica.
Da un lato si sostiene che il tunnel non sarà destinato al traffico pesante, dall'altro il governo regionale del Friuli-Venezia Giulia stesso lo presenta come un collegamento economico strategico, perciò chiaramente finalizzato al traffico di transito.
È evidente che la descrizione del progetto da un lato debba essere “adattato alla logica dei finanziamenti UE”, e dall'altro, si voglia tranquillizzare i cittadini e delegittimare i critici.

Inoltre vengono diffusi argomenti che suscitano seri dubbi:
• Si suggerisce che “tutti sono comunque favorevoli”, anche se i risultati della commissione bilaterale di esperti che dovranno fornire le basi approfondite per una decisione a livello politico in Italia e in Austria, non sono ancora disponibili. Di conseguenza, il governo regionale della Carinzia e i sindaci dei comuni interessati non si sono ancora espressi in merito e i cittadini, in mancanza di FATTI concreti, non hanno ancora avuto modo di formarsi un'opinione.
• Inoltre si fa credere che il finanziamento sia “praticamente assicurato”, anche se i fondi dell'UE non sono affatto garantiti. Se effettivamente fosse possibile ottenere un finanziamento dalla Banca europea per gli investimenti, non si tratterebbe di sovvenzioni “a fondo perduto”, ma di prestiti rimborsabili che graverebbero sui bilanci regionali per generazioni.
Conclusione:
Il tunnel non è una necessità infrastrutturale di livello europeo, bensì un progetto sovraregionale promosso da una lobby. Nuovi assi di traffico pesante attraverso regioni incontaminate non sono giustificabili. I rischi per l'ambiente, l'acqua potabile, l'approvvigionamento energetico e la trasparenza democratica superano di gran lunga i presunti benefici per ora solo genericamente dichiarati. Il tunnel non è una risposta adeguata alla necessità di un collegamento stradale sicuro attraverso il Passo di Monte Croce Carnico.

Comitati e movimenti che sottoscrivono il comunicato:
Comitato Alto But
Comitato tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento
Bürgerinitiative Pro Gailtal
Österreichischer Alpenverein - Sektion Obergailtal-Lesachtal
Legambiente Carnia
Bündnis Alpenkonvention Kärnten
Initiative Stop Transit-Osttirol
Osttirol Natur
Plattform Pro Pustertal
Bürgerinitiative Lebensraum Oberes Drautal
Heimatpflegeverband Pustertal

foto di Laura Plozner

10/09/2025

⚠️⚠️⚠️ Paluzza e frazioni: le pompe potenziate della centrale SIOT, entrate in funzione di recente, il cui impatto acustico è sotto “le orecchie di tutti”, stanno mettendo in sofferenza i cittadini, gli animali e tutto l’ambiente circostante. La qualità’ di vita è peggiorata e sarebbe utile approfondire se lo è anche la salute di tutti noi.
Di seguito il link per scaricare il “Modulo di esposto al Comune” da compilare e presentare al proprio Comune di residenza.

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Paluzza

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