Gli amici di GISA

Gli amici di GISA Associazione "Pro Loco APS - Gli amici di GISA di Palmi". L'Associazione aderisce alla rete Epli Calabria.

📚 UNA SERATA DEDICATA ALLO SPORT, AL GIORNALISMO E ALLA CULTURA Gli Amici di GISA  sono lieti di invitarvi ad un altro a...
02/09/2026

📚 UNA SERATA DEDICATA ALLO SPORT, AL GIORNALISMO E ALLA CULTURA

Gli Amici di GISA sono lieti di invitarvi ad un altro appuntamento dei salotti letterari, dedicato alla presentazione del libro di Giuseppe Smorto, “I 4 Gianni – Brera, Clerici, Mina, Mura.
Un incontro per riscoprire la storia di quattro grandi firme che hanno saputo trasformare lo sport in racconto, cultura, passione e giornalismo, lasciando un segno indelebile nella storia della comunicazione italiana.

🎙️ Giuseppe Smorto dialogherà con Antonio Salvati, ideatore del Festival Nazionale del Diritto e Letteratura “Città di Palmi”.

📅 Domenica 6 settembre 2026
🕖 Ore 19:00
📍 Corso Garibaldi 29 – Palmi
(di fronte alla libreria Mondadori Point)

Per Gli Amici di GISA essere Partner di questo evento significa sostenere e promuovere ancora una volta cultura, memoria e conoscenza. Valori che rappresentano il cuore della nostra associazione.

Vi aspettiamo per una serata di parole, storie e grandi protagonisti del giornalismo sportivo.

Gli Amici di GISA
La cultura come memoria. La memoria come identità.

La rinascita della Varia: la macchina di Giuseppe MilitanoDopo la lunga interruzione ottocentesca, la Varia di Palmi tor...
31/08/2026

La rinascita della Varia: la macchina di Giuseppe Militano

Dopo la lunga interruzione ottocentesca, la Varia di Palmi tornò a vivere nel 1900. A rendere possibile quella rinascita fu Giuseppe Militano, che realizzò una nuova macchina riprendendo il significato e l’impianto scenico dell’antica Varia, ma trasformandola in una struttura dotata di complessi meccanismi interni.

La Varia di Militano non era infatti una costruzione immobile. All’interno della struttura un elaborato sistema di ingranaggi permetteva di mettere in movimento diversi elementi della rappresentazione. Due dischi raffiguranti il Sole e la Luna, collocati sui lati della piramide, ruotavano grazie ad operatori nascosti all’interno della macchina. Un altro meccanismo, costituito da una ruota persiana, consentiva invece a un carosello di bambini e bambine vestiti da angioletti di girare attorno al Cippo mentre la Varia avanzava.
Altri angioletti in carne e ossa occupavano diversi punti della struttura, mentre nelle zone maggiormente esposte al movimento alcune figure umane furono progressivamente sostituite da bambole. In cima rimanevano i personaggi centrali della rappresentazione: il Padreterno e, ancora più in alto, l’Animella, la bambina chiamata a rappresentare l’anima della Vergine.

Era nata così una Varia nuova, ma profondamente legata alla precedente: una grande macchina scenica in cui fede, abilità artigianale e ingegno meccanico riuscivano a dare l’impressione di una rappresentazione celeste in movimento.

Dopo la ripresa del 1900, la Varia venne celebrata ogni anno fino al terremoto del 1908. Le vicende del Novecento ne interruppero più volte il cammino: tornò nel 1914, quindi nel 1919, 1920 e 1921 e, durante il Ventennio, nel 1925 (per cui dedicheremo un capitolo a parte), 1938 e 1939. Militano continuò a partecipare personalmente all’allestimento fino agli anni Trenta, trasmettendo progressivamente le tecniche di montaggio ai fratelli Ferraro. Negli anni successivi una figura importante del cantiere divenne anche Ciccio Fonte.

Nel secondo dopoguerra la Varia tornò nel 1948, 1957, 1965 e 1967, ma proprio dopo l’edizione del 1967 iniziò un'altra lunga sospensione. Bisognerà aspettare il 1987 per assistere a una nuova rinascita della manifestazione. Da quel momento la Varia è tornata, pur senza una cadenza fissa, nel 1990, 1996, 2000, 2005, 2008, 2013, 2014, 2016, 2019, 2023 e 2024.

La macchina di Militano è arrivata così fino al presente attraverso restauri, modifiche e adeguamenti. Nel 2019 l'antico Cippo utilizzato fin dal 1900 è stato sostituito da una nuova struttura realizzata dall'artigiano palmese Pasquale Foti, su progetto dell'ingegnere Antonello Scarfone, intervenendo anche sugli ingranaggi per aumentarne sicurezza e funzionalità. Menzione speciale va all'artista palmese Enzo Simonetta.

La Varia attuale raggiunge circa 14 metri di altezza e può arrivare a un peso di circa 10 tonnellate, senza considerare i personaggi.
Poi arriva la scasata. Duecento ’mbuttaturi sotto le cinque travi, gli angioletti sulla macchina, il Padreterno e l’Animella sospesa sulla sommità. E quella costruzione nata dall’ingegno di Militano più di un secolo fa torna ancora una volta a muoversi lungo Corso Garibaldi.

Nel 2013 è arrivato anche il riconoscimento UNESCO, all’interno della Rete delle grandi macchine a spalla italiane.

La rinascita iniziata nel 1900, dunque, non fu semplicemente il ritorno di una festa. Giuseppe Militano restituì a Palmi la sua Varia trasformando un ricordo interrotto in una macchina capace di tornare a vivere, muoversi e attraversare le generazioni.

di Deborah Serratore

Ispirato a "Senza Sconzu. Carri votivi e culti dallo Stretto alla Piana di Gioia Tauro", di Domenico De Luca, Officine Editoriali da Cleto, 2025

▶️LA VARIA DI PALMI📜Le originiLa storia della Varia di Palmi attraversa i secoli e affonda le proprie radici nel profond...
30/08/2026

▶️LA VARIA DI PALMI
📜Le origini

La storia della Varia di Palmi attraversa i secoli e affonda le proprie radici nel profondo legame con Messina e con il culto della Madonna della Sacra Lettera. La Vara messinese diventa a Palmi la Varia, conservando il significato della grande macchina votiva: rappresentare l’Assunzione della Vergine al cielo attraverso una struttura sulla quale trovavano posto persone in carne e ossa.
Una delle testimonianze più antiche risale al 1691, quando Giovanni Fiore da Cropani, nella Della Calabria Illustrata, descrive a Palmi una «machina maestosa», portata in processione davanti a un grandissimo concorso di popolo, con fanciulli vestiti da angeli e la Vergine posta sulla sommità.
La tradizione è documentata anche nel Settecento e diventa ancora più nitida nell’Ottocento. Per l’edizione del 1846 furono acquistati, tra l’altro, gli abiti per ben 54 angioletti. Le descrizioni di Guglielmo Romeo Baldari e Domenico Guardata raccontano invece una Varia imponente, costruita in ferro e trasportata da circa 150-200 uomini.
Sulla macchina trovavano posto gli apostoli, gli angeli, il globo terrestre con la fascia zodiacale, il Sole, la Luna e il firmamento. In alto si trovava l’Eterno Padre e, sopra di lui, l’Animella: una giovane coronata di stelle che rappresentava l’Anima della Vergine e raggiungeva il punto più alto della Varia.
Il trasporto coinvolgeva l’intera comunità. Gli uomini facevano a gara per conquistare l’onore di stare sotto la Bara e, secondo Antonio De Salvo, soprattutto i giovani contadini promessi sposi consideravano questa prova motivo di prestigio. Intorno a loro la folla incitava i portatori, mentre tamburi, bande, mortaretti, spari e applausi accompagnavano il Trionfo.
Anche il percorso era diverso da quello attuale. Partita dall’Arangiara, la Varia raggiungeva la piazza principale, dove compiva tre giri intorno alla Fontana della Palma, per poi percorrere il Corso Carolino e fermarsi davanti al vecchio Duomo, nell’area dell’attuale Piazza Amendola.
Nella seconda metà dell’Ottocento arrivò però una brusca interruzione. Una serie di provvedimenti emanati tra il 1868 e il 1871 pose al centro la sicurezza delle feste religiose. La vecchia Varia, alta circa sedici metri e costituita da una pesantissima struttura di ferro poggiata su grosse travi di quercia, richiedeva almeno duecento uomini per il trasporto.
Quella prova di forza che per i palmesi rappresentava devozione, sacrificio e prestigio venne giudicata dalle autorità in maniera completamente diversa. In un decreto del Comune di Palmi, emanato richiamando le disposizioni governative, il trasporto del carro sacro venne definito «barbaro e incivile».
La sospensione divenne definitiva nel 1871-1872. Il 3 febbraio 1872 la Giunta municipale deliberò la vendita del ferro e degli altri materiali della Varia, successivamente messi all’asta in due lotti.
La grande macchina scomparve così materialmente dalle strade di Palmi. La devozione, però, sopravvisse. Negli anni successivi la città continuò a celebrare solennemente la Madonna della Sacra Lettera e il Sacro Capello: Palmi aveva perso la sua Varia, ma non aveva dimenticato ciò che rappresentava.

di Deborah Serratore

Ispirato a Senza Sconzu. Carri votivi e culti dallo Stretto alla Piana di Gioia Tauro, di Domenico De Luca, Officine Editoriali da Cleto, 2025

Grazie alla ProSalus Palmi per la bella serata all'insegna dell'amicizia, per l'associazione "Amici di Gisa" è important...
30/08/2026

Grazie alla ProSalus Palmi per la bella serata all'insegna dell'amicizia, per l'associazione "Amici di Gisa" è importante ed essenziale fare rete.

Madonna della Sacra Lettera, tra storia,fede e tradizione.A Palmi la devozione alla Madonna della Sacra Lettera non è so...
29/08/2026

Madonna della Sacra Lettera, tra storia,fede e tradizione.

A Palmi la devozione alla Madonna della Sacra Lettera non è solo religiosa ma storia e identità della città.
La sua origine è data dal legame antico tra Palmi e Messina.
Nel 1575 Messina fu colpita da una terribile epidemia di peste. Molti messinesi cercarono rifugio nei territori vicini e, secondo la tradizione, anche Palmi accolse numerosi profughi, offrendo loro aiuto e ospitalità.
Quando l'epidemia terminò, la città di Messina volle manifestare la propria riconoscenza verso Palmi e il 17 novembre 1575 avrebbe inviato una lettera nella quale si ricordava la particolare protezione della Vergine e il legame spirituale tra le due città.
«Vos et ipsam Civitatem benedicimus»
«Benediciamo voi e la vostra Città»
(Dalla Lettera di Maria ai messinesi)
L' 11 gennaio 1582, dalla città dello Stretto giunse a Palmi una preziosa reliquia: un Sacro Capello della Madonna, custodito ancora oggi come una delle testimonianze più significative della devozione mariana palmese.
Da quel momento il culto della Vergine della Sacra Lettera si radicò profondamente nella comunità palmese
Nel 1733 la Madonna della Sacra Lettera fu proclamata Patrona principale di Palmi.
L' attuale icona è del 1774 ed è simile a quella venerata a Messina. Essa viene poggiata su una Varetta e portata in processione per le vie cittadine ogni ultimo sabato di agosto.
Il trasporto spetta a 52 portatori, 48 posizionati sotto le quattro stanghe e 4 timoniere, due avanti e due dietro, che guidano la direzione. Questi uomini fanno parte del "Sodalizio della Madonna della Lettera" .
La loro divisa è composta da pantaloni bianchi, una maglietta bianca con raffigurato il logo del Sodalizio, un fazzoletto celeste annodato al collo e una fascia celeste annodata intorno alla vita.
Solitamente, prima della processione, alla Concattedrale di San Nicola, dove l'effige è custodita durante tutto l' anno, si tiene la Messa solenne presieduta dal Vescovo della diocesi Oppido - Palmi.
La storia della Madonna della Sacra Lettera a Palmi è quindi una storia fatta di fede, solidarietà, memoria e tradizione.

di Jessica Malagreca

📖IL SACRO CAPELLO DI PALMI A Palmi, nella Concattedrale di San Nicola, è custodita una reliquia mariana: il Sacro Capell...
28/08/2026

📖IL SACRO CAPELLO DI PALMI

A Palmi, nella Concattedrale di San Nicola, è custodita una reliquia mariana: il Sacro Capello.
Secondo la tradizione, si tratta di un capello della Vergine Maria.
La sua presenza a Palmi risale al 1582, quando la reliquia giunse dalla vicina Messina.
Questo dono è legato ai rapporti di solidarietà tra Palmi e Messina durante la terribile epidemia di peste iniziata nella città siciliana nel 1575.
I palmesi, oltre ad accogliere quanti fuggivano dalla città peloritana, mandarono, con i propri marinai, aiuti alla popolazione messinese, sfidando anche i pericoli legati al contagio.
Terminata l'emergenza, la città di Messina, in segno di riconoscenza, avrebbe deciso donare alla comunità palmese uno dei tre capelli appartenuti alla Vergine, donati alla città siciliana nel 42 d.C insieme ad una lettera di benedizione e protezione direttamente dalla Madonna.
Il reliquiario, accompagnato da diverse imbarcazioni palmesi, fu trasportato via mare sul vascello di Giuseppe Tigano fino a raggiungere la la Marinella di Palmi.
È importante distinguere, però, tradizione religiosa e documentazione storica: l'identificazione materiale del capello con un capello realmente appartenuto alla Vergine Maria appartiene alla fede e alla tradizione devozionale. Le fonti storico-artistiche attestano invece l'antichità della reliquia e la sua presenza a Palmi dal XVI secolo.
Nel corso dei secoli il Sacro Capello è stato conservato in diversi apparati di culto.
Una testimonianza particolarmente importante è il reliquiario di argento studiato dalla storia dell'arte, caratterizzato da una decorazione floreale molto ricca. La studiosa Maria Teresa Sorrenti lo riconduce alla cultura artistica meridionale tra Sei e Settecento e osserva le affinità con manufatti realizzati dalle maestranze siciliane.
Oggi la reliquia è conservata nella Concattedrale di San Nicola, all'interno di una teca destinata alla venerazione dei fedeli e viene portato in processione solo negli anni in concomitanza con la festa della Varia.
Poiché, secondo la memoria tradizionale, furono proprio i marinai a trasportare la reliquia da Messina a Palmi, nel tempo si consolidò un particolare rapporto tra il Sacro Capello e le confraternite legate alla marineria palmese.
Alla Congrega del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima del Soccorso è attribuito l'antico privilegio di portare processionalmente la reliquia che viene inserita su un baldacchino chiamato "trionfino" collocato su un Vascello che riproduce fedelmente quello del 1582.
Il vascello è stato costruito dal Maestro palmese Antonio Anastasio.
I marinai portano la reliquia in processione con un particolare movimento oscillatorio che richiama simbolicamente il moto delle onde del mare affrontate, secondo la tradizione, durante il viaggio dalla Sicilia alla costa di Palmi.
Il Trionfino, cioè il baldacchino destinato ad accogliere il reliquiario durante le solenni uscite, è una struttura riccamente decorata, impreziosita da elementi che producono giochi di luce e un caratteristico tintinnio durante il movimento. La sua funzione è quella di rendere visibile e solennizzare la presenza della reliquia durante il percorso processionale.
Il Sacro Capello, che rappresenta per Palmi una tradizione identitaria plurisecolare, non è soltanto una reliquia custodita in una chiesa, ma un oggetto di devozione attorno al quale, per più di quattro secoli, si è costruita una tradizione popolare fatta di gesti, ritualità, memoria marinara e partecipazione comunitaria.

di Jessica Malagreca

📚✨ NUOVO APPUNTAMENTO CON I SALOTTI LETTERARI DI MONDADORI POINTGli Amici di GISA sono lieti di essere partner di un nuo...
23/08/2026

📚✨ NUOVO APPUNTAMENTO CON I SALOTTI LETTERARI DI MONDADORI POINT

Gli Amici di GISA sono lieti di essere partner di un nuovo interessante incontro dedicato alla letteratura e alla scoperta di storie che attraversano il confine tra realtà e immaginazione.

📖 Simona Lo Iacono, autrice del romanzo “Joanna degli incanti”, sarà protagonista di una serata di incontro e dialogo dedicata al suo nuovo libro.

📅 Mercoledì 26 agosto
🕘 Ore 21:00
📍 Corso Garibaldi, 29 – di fronte alla Libreria Mondadori Point, Palmi

A salutare e introdurre l’autrice sarà Emanuela Gioffrè, mentre il dialogo con Simona Lo Iacono sarà curato da Anna Pizzimenti.
Un’occasione per incontrarsi, ascoltare, conoscere e lasciarsi trasportare dalle pagine di una storia che unisce storia e mito.

Gli Amici di GISA vi aspettano per condividere insieme una nuova serata di cultura e bellezza.

Si è conclusa ieri sera, con uno straordinario successo di pubblico, la due giorni di "Voci e Volti di un Secolo – Il Ri...
23/08/2026

Si è conclusa ieri sera, con uno straordinario successo di pubblico, la due giorni di "Voci e Volti di un Secolo – Il Rione Ferrobeton si racconta", un evento nato per celebrare i primi cent'anni di storia (1926–2026) di uno dei rioni simbolo identificativo della città di Palmi, attuale Ferrobeton ma in origine avente il nome "Burgo"
( il Borgo) .
Il piazzale della nostra Concattedrale si è trasformato in un punto d'incontro tra memoria e speranza per il futuro.
Al taglio del nastro per l' inizio della mostra, oltre il curatore Francesco Saletta, hanno partecipato il Presidente dell' Associazione Amici di GISA Domenico Surace, la presidentessa onoraria nonché figlia del compianto GISA Maria Cristina Saffioti, il socio Alessandro Vincenzi, l'Assessore alla cultura della città di Palmi Carmelo Ciappina.
Tantissime persone si sono ritrovate per condividere ricordi, storie ed ed emozioni, come in una bellissima piazza di altri tempi dove la gente si riuniva per chiaccherare fuori dal web.
La Mostra Fotografica a cura di Francesco Saletta si è trasformata in un intenso viaggio visivo che ha saputo immortalare lo spirito, i volti e le origini del Rione Ferrobeton.
Nella serata di sabato 22 agosto, la piazza si è animata con la presentazione del progetto "Festa per Capraforesta" e la suggestiva presenza del gigante di cartapesta, a cura di Terrasita ETS.
Una partecipazione calorosa che ha riempito di vita il piazzale in entrambe le serate.
Molti fruitori hanno inoltre proposto di rendere le prossime edizioni itineranti e con tema anche altri quartieri della città.
Un sincero riconoscimento a tutte le realtà e ai partner che hanno reso possibile la riuscita dell'evento:
Il Comune di Palmi, Gli Amici di Gisa, l' Ente Pro Loco Italiane – Calabria, l' Associazione Terrasita, l' Associazione Presenza, il Comitato di Quartiere Piazzale Vittorio Veneto, l' Associazione di promozione sociale Ismia
Gradita presenza è stata anche quella a sorpresa del Mago Melanio che ha allietato gli ospiti venerdì 21 all'apertura della mostra tra intrattenimento musicale e i suoi giochi da mago intrattenendo bambini e adulti fino alle 24.
Un grazie speciale a Francesco Saletta che ha raccontato un secolo di storia in questa importante raccolta di immagini con l'augurio di continuare a scrivere e ricordare la storia della nostra amata città tutti insieme.

Jessica Malagreca

Si ringraziano per gli scatti della serata utilizzati in questo pezzo Francesco Saletta Deborah Serratore Jessica Malagreca Vincent Saverino

Indirizzo

Corso Garibaldi
Palmi
89015

Sito Web

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