31/08/2026
La rinascita della Varia: la macchina di Giuseppe Militano
Dopo la lunga interruzione ottocentesca, la Varia di Palmi tornò a vivere nel 1900. A rendere possibile quella rinascita fu Giuseppe Militano, che realizzò una nuova macchina riprendendo il significato e l’impianto scenico dell’antica Varia, ma trasformandola in una struttura dotata di complessi meccanismi interni.
La Varia di Militano non era infatti una costruzione immobile. All’interno della struttura un elaborato sistema di ingranaggi permetteva di mettere in movimento diversi elementi della rappresentazione. Due dischi raffiguranti il Sole e la Luna, collocati sui lati della piramide, ruotavano grazie ad operatori nascosti all’interno della macchina. Un altro meccanismo, costituito da una ruota persiana, consentiva invece a un carosello di bambini e bambine vestiti da angioletti di girare attorno al Cippo mentre la Varia avanzava.
Altri angioletti in carne e ossa occupavano diversi punti della struttura, mentre nelle zone maggiormente esposte al movimento alcune figure umane furono progressivamente sostituite da bambole. In cima rimanevano i personaggi centrali della rappresentazione: il Padreterno e, ancora più in alto, l’Animella, la bambina chiamata a rappresentare l’anima della Vergine.
Era nata così una Varia nuova, ma profondamente legata alla precedente: una grande macchina scenica in cui fede, abilità artigianale e ingegno meccanico riuscivano a dare l’impressione di una rappresentazione celeste in movimento.
Dopo la ripresa del 1900, la Varia venne celebrata ogni anno fino al terremoto del 1908. Le vicende del Novecento ne interruppero più volte il cammino: tornò nel 1914, quindi nel 1919, 1920 e 1921 e, durante il Ventennio, nel 1925 (per cui dedicheremo un capitolo a parte), 1938 e 1939. Militano continuò a partecipare personalmente all’allestimento fino agli anni Trenta, trasmettendo progressivamente le tecniche di montaggio ai fratelli Ferraro. Negli anni successivi una figura importante del cantiere divenne anche Ciccio Fonte.
Nel secondo dopoguerra la Varia tornò nel 1948, 1957, 1965 e 1967, ma proprio dopo l’edizione del 1967 iniziò un'altra lunga sospensione. Bisognerà aspettare il 1987 per assistere a una nuova rinascita della manifestazione. Da quel momento la Varia è tornata, pur senza una cadenza fissa, nel 1990, 1996, 2000, 2005, 2008, 2013, 2014, 2016, 2019, 2023 e 2024.
La macchina di Militano è arrivata così fino al presente attraverso restauri, modifiche e adeguamenti. Nel 2019 l'antico Cippo utilizzato fin dal 1900 è stato sostituito da una nuova struttura realizzata dall'artigiano palmese Pasquale Foti, su progetto dell'ingegnere Antonello Scarfone, intervenendo anche sugli ingranaggi per aumentarne sicurezza e funzionalità. Menzione speciale va all'artista palmese Enzo Simonetta.
La Varia attuale raggiunge circa 14 metri di altezza e può arrivare a un peso di circa 10 tonnellate, senza considerare i personaggi.
Poi arriva la scasata. Duecento ’mbuttaturi sotto le cinque travi, gli angioletti sulla macchina, il Padreterno e l’Animella sospesa sulla sommità. E quella costruzione nata dall’ingegno di Militano più di un secolo fa torna ancora una volta a muoversi lungo Corso Garibaldi.
Nel 2013 è arrivato anche il riconoscimento UNESCO, all’interno della Rete delle grandi macchine a spalla italiane.
La rinascita iniziata nel 1900, dunque, non fu semplicemente il ritorno di una festa. Giuseppe Militano restituì a Palmi la sua Varia trasformando un ricordo interrotto in una macchina capace di tornare a vivere, muoversi e attraversare le generazioni.
di Deborah Serratore
Ispirato a "Senza Sconzu. Carri votivi e culti dallo Stretto alla Piana di Gioia Tauro", di Domenico De Luca, Officine Editoriali da Cleto, 2025