Il Ruolo Terapeutico di Verbania

Il Ruolo Terapeutico di Verbania Centro Clinico di Psicoterapia

Il Ruolo Terapeutico di verbania dal 1994 opera nel campo della terapia psicoanalitica, con l'intento di promuovere una relazione terapeutica di aiuto improntata sulla persona e sull'esperienza dell'incontro. Il Ruolo Terapeutico di Verbania opera in continuità con il pensiero e l'etica de "Il Ruolo Terapeutico" di Milano (Centro Clinico di Psicoterapia e Scuola di formazione psicoanalitica ricono

sciuta dal MIUR). Il Ruolo Terapeutico di Verbania è un Centro Clinico di Psicoterapia che propone:
- Terapie individuali
- Terapie con la coppia e la famiglia
- Terapie dell'età evolutiva
- Consulenze sul sonno del bambino e del neonato
- Supervisione e formazione di gruppo

Il Ruolo Terapeutico di Verbania si propone inoltre come organizzatore di conferenze, seminari ed eventi culturali.

11/04/2026

Paolo abbracciava con tutto se stesso.
Il suo sguardo era avvolgente, esso stesso un abbraccio, capace di arrivare nel profondo di ognuno di noi. Calore, vicinanza, amorevolezza accanto ad integrità e fermezza.
Capace di testimoniare con la sua presenza un’umanità di una grandezza infinita.
Salutiamo con commozione e riconoscenza il nostro formatore, supervisore e amico Paolo.
Grati per sempre.

Siamo felici di invitarvi al prossimo seminario del Ruolo Terapeutico di VerbaniaYOGA E PSICANALISI, la prospettiva dell...
18/03/2026

Siamo felici di invitarvi al prossimo seminario del Ruolo Terapeutico di Verbania

YOGA E PSICANALISI, la prospettiva della cura tra Oriente e Occidente

VENERDì 10 E SABATO 11 APRILE 2026 , dalle 9.00 alle 15.30

Il seminario si terrà presso il Centro di Meditazione di Albagnano, un luogo immerso nei boschi che ben si presta al tema trattato.

Il Dott. Hellfried Krusche è psicanalista, studioso di filosofia e allievo di T.K.V. Desikachar.
Il Maestro Desikachar, figlio del grande maestro yogi Krisnamacharya, è riconosciuto a livello mondiale come uno dei principali ambasciatori del Viniyoga, lo yoga che si adatta ai bisogni dell'individuo.

H. Krusche e T.K.V. Desikachar hanno dialogato per qualche decennio sui temi al centro dell'interesse dello yoga e della psicanalisi, dai percorsi di guarigione al ruolo della relazione, dal modo di affrontare il dolore ai presupposti per il cambiamento e la trasformazione, con la precisa finalità di rintracciare le verità eterne e universali che trascendono da epoca e ambito culturale.

Il Ruolo Terapeutico di Verbania, in collaborazione con Cooperativa Prometeo e con il patrocinio di Associazione Psicolo...
23/02/2026

Il Ruolo Terapeutico di Verbania, in collaborazione con Cooperativa Prometeo e con il patrocinio di Associazione Psicologi del VCO vi invita al secondo seminario di
"Yoga e Psicanalisi, la prospettiva della cura tra Oriente e Occidente"
con il Dottor H. Krusche, per un approfondimento sull'integrazione tra due sguardi, indirizzato a tutte le figure che si interfacciano con la cura della persona.

🗓️ Venerdì 10 e Sabato 11 aprile

📍 Albagnano Healing Meditation Center, Via campo dell'Eva 5 Bée, VERBANIA

Formazione aperta a tutte le figure professionali che operano nel campo della relazione d'aiuto con il Prof. Gilberto Di...
20/05/2024

Formazione aperta a tutte le figure professionali che operano nel campo della relazione d'aiuto con il Prof. Gilberto Di Petta, neuropsichiatra, psicoterapeuta, psicopatologia di formazione fenomenologica.

Ingresso 30€ PN

🟢 Per info ed iscrizioni contattare [email protected]
Dott.ssa M. Micheloni 3478909753
Dott.ssa G. Santirocco 3475787163

09/03/2024

ANNA
"A Ellis Island, nella baia di New York, c’era il centro di raccolta degli immigrati in America. Si calcola che dal 1892 al 1954 siano transitati da lì dodici milioni di persone. Cento milioni di americani odierni, un terzo della popolazione totale degli Stati Uniti, discendono da uno straniero sbarcato a Ellis Island.
Gli italiani passati attraverso quella porta sull’Atlantico sono circa quattro milioni. Negli ultimi anni dell’Ottocento erano in prevalenza settentrionali: veneti, piemontesi, friulani. Nel nuovo secolo, il Novecento, la maggioranza era di meridionali. La signora che vedete in questa fotografia del 1904, con i suoi tre figli, si chiamava Anna Scicchitano. Era siciliana. Sono molte le circostanze che accostano Anna ai migranti di oggi. La più evidente è che era povera e cercava una vita migliore dove pensava di trovarla, ovvero in America.
Ma c’è una circostanza che separa drasticamente la storia di Anna dalle storie dei migranti di oggi, compresi quelli che abbiamo visto allineati nelle loro bare a Crotone. La circostanza è questa: Anna, come tutti i suoi compagni di viaggio, era arrivata a New York scendendo da un bastimento. Aveva attraversato l’Atlantico su una nave di linea. Pagando il suo biglietto di terza classe. Come tutti i migranti in arrivo negli Stati Uniti.
Nessuno arrivò in America portato dalla risacca, come gli annegati che da anni vengono raccolti sulle nostre spiagge. I poveri, un secolo fa, avevano il permesso di viaggiare: come se fossero persone normali, padrone del loro destino. Comperavano il loro biglietto e partivano.
Poi certo, arrivati a destinazione, era dura. Controlli medici, controlli di polizia. Gli infermi, i contagiosi, i vecchi, i deformi, come recitava la legge americana sull’immigrazione, dovevano essere rispediti a casa sullo stesso bastimento. Qualcuno si tuffava in mare nel tentativo disperato di tornare a terra, e annegava. Ma le statistiche dicono che solo il 2 per cento di chi arrivò fino a lì, negli anni di punta dell’immigrazione in America, venne respinto. Quasi tutti, novantotto per cento, furono accolti.
Io non so spiegarvi, e nemmeno so spiegare a me stesso, come e quando sia accaduto che ai poveri fosse vietato viaggiare. Ma è successo. Negli ultimi trent’anni, più o meno. E se la migrazione è diventata un’esperienza non solamente drammatica, come è sempre stata, ma anche traffico illegale di uomini e di donne, filo spinato, segregazione in campi di concentramento, mafia, infine morte in mare, questo dipende solamente dal fatto che ai poveri non è più consentito di viaggiare come se fossero esseri umani.
La chiamano globalizzazione, ma riguarda solo le merci. È lo scambio di merci a superare ogni varco. Per gli esseri umani non funziona così. Devono farlo illegalmente, e pagare un prezzo molto esoso, migliaia di euro, per rischiare la morte su barche indecenti, al cui confronto la terza classe nella quale viaggiò Anna Scicchitano con i suoi bambini, era una meraviglia.
Una possibile soluzione è questa. Appiccichiamo un’etichetta, un bel codice a barre sulla fronte di ogni essere umano: donne, uomini, bambini. Promuoviamo gli uomini al rango di merce, che evidentemente è un rango superiore, visto che le merci possono viaggiare regolarmente. In fondo fu così anche per la grande migrazione, un secolo fa, verso le Americhe. Gli esseri umani erano forza lavoro. Erano braccia. Le navi scaricavano merci in Europa e ripartivano cariche di altra merce: i migranti. Per questo un biglietto per l’America costava poco.
Promossi a merce, i migranti dei nostri giorni forse potranno finalmente viaggiare con regolare permesso, e con tutte le tutele di legge concesse alle merci: navi sicure, copertura assicurativa. Provate a perdere in mare un carico di pantofole cinesi, o di banane africane: legioni di avvocati e di assicuratori saranno mobilitati.
Bisogna essere ottimisti: prima o poi gli esseri umani avranno un valore quasi uguale a quello delle pantofole e delle banane."
(Michele Serra)

Esseri umani, pantofole, banane e abomini di una società odierna che si ritiene civile, evoluta e umana.

09/03/2024

«Ho ucciso l’angelo del focolare. È stata legittima difesa».

A proposito di 8 marzo.

«Uccidere l’angelo del focolare faceva parte del mestiere di scrittrice».

di Virginia Woolf

tratto dal saggio "Professioni per le donne" , pubblicato all’ interno della raccolta “The death of the moth and other essays" (La morte della falena e altri saggi 1942).

«Mi accorsi che se volevo recensire dei libri, dovevo combattere contro un certo fantasma. E il fantasma era una donna, e quando imparai a conoscerla meglio la chiamai come la protagonista di una famosa poesia, la chiamai l’Angelo del focolare.

Era lei che quando scrivevo una recensione si metteva in mezzo tra me e il mio foglio. Era lei che mi angustiava e mi faceva perdere tempo e mi tormentava a tal punto che alla fine la uccisi. Voi che appartenete a una generazione più giovane e più felice forse non capite che cosa intendo per Angelo del focolare. Proverò a descrivervela il più brevemente possibile.

Era infinitamente comprensiva. Era estremamente accattivante. Era assolutamente altruista. Eccedeva nelle difficili arti del vivere familiare. Si sacrificava quotidianamente. Se c’era il pollo, lei prendeva l’ala; se c’era uno spiffero, ci si sedeva davanti lei; insomma era fatta in modo da non avere mai un pensiero, mai un desiderio per sé, ma preferiva sempre capire e compatire i pensieri e i desideri degli altri. E soprattutto(non occorre dirlo) era pudica. Il pudore era ritenuto la sua bellezza più grande, i suoi rossori il suo più bell’ornamento.

A quei tempi (gli ultimi della Regina Vittoria) ogni focolare aveva il suo Angelo. E quando incominciai a scrivere me la trovai davanti alle prime parole. L’ombra delle sue ali cadevano sulla mia pagina; sentivo nella stanza il fruscio delle sue gonne.

Non appena presi in mano la penna per recensire il romanzo di quell’uomo famoso, insomma, lei mi scivolò alle spalle sussurrandomi: «Mia cara, sei una ragazza giovane. Stai scrivendo di un libro che è stato scritto da un uomo. Sii comprensiva; sii tenera, lusinga, inganna, usa tutte le arti e le astuzie del nostro sesso. Non far mai capire che sai pensare con la tua testa. E soprattutto, sii pudica». E fece come per guidare la mia penna.

Ora voglio registrare l’unico gesto per cui mi assumo qualche credito, anche se di diritto il credito va dato a certi miei ottimi antenati che mi lasciarono una certa somma di denaro (facciamo cinquecento sterline l’anno?), sicché non mi trovavo nella necessità di dipendere esclusivamente dalle mie grazie per sopravvivere. Mi voltai e l’afferrai per la gola. Feci del mio meglio per ucciderla.

La mia giustificazione, se mi avesse trascinata in tribunale, sarebbe stata che avevo agito per legittima difesa. Non l’avessi uccisa, lei avrebbe ucciso me. Avrebbe succhiato la vita dai miei scritti. Perché, e me ne resi conto subito appena impugnata la penna, non si può recensire neppure un romanzo senza pensare con la propria testa, senza esprimere quella che secondo noi è la verità sui rapporti umani, sulla morale, sul sesso.

E di tutti questi problemi, secondo l’Angelo del focolare, le donne non devono parlare liberamente e apertamente; le donne devono ammaliare, devono conciliare, devono, per dirla brutalmente, dire bugie se vogliono avere successo. Perciò, ogni volta che avvertivo l’ombra della sua ala sulla pagina, o la luce della sua aureola, afferravo il calamaio e glielo scagliavo contro.

Ce ne volle per farla morire. La sua natura fantastica le dava un vantaggio. È molto più difficile uccidere un fantasma che una realtà. Credevo di averla liquidata e invece eccola li di nuovo. Benché mi lusinghi di averla uccisa infine, fu una lotta durissima; che richiese del tempo che sarebbe stato più utilmente impiegato a imparare la grammatica greca; o a girare il mondo in cerca di avventure. Ma fu una vera esperienza; un’esperienza che doveva toccare a tutte le donne scrittrici a quell’epoca. Uccidere l’angelo del focolare faceva parte del mestiere di scrittrice».

08/03/2024

Centro Clinico di Psicoterapia


08/03/2024
08/03/2024

Siamo lieti di condividere con voi questo seminario teorico-pratico “il potere delle relazioni”, organizzato grazie agli amici del Ruolo Terapeutico per la città di Verbania.

Il Dr. Krusche è un rinomato psicanalista ed insegnante di yoga.
La sua profonda conoscenza della psicanalisi e dello yoga ci farà scoprire i punti in comune tra terapie e visioni Occidentali e quelle dello yoga.

La relazione sarà il focus primario del suo seminario.

👉🏻 Nel pomeriggio di venerdì e di sabato ci sarà anche la possibilità di una lezione di yoga con noi.

Vi aspettiamo per questa che è una proposta unica nel suo genere 🙏

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Via San Giovanni Bosco 1
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3429441081

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