23/07/2025
Intervista doppia a Gabriele e Gianluca – 10 anni di TRECONTROTRE
Due amici, un canestro rotto e un’idea che ha unito una città.
Dieci anni di torneo: vi aspettavate di arrivare fin qui?
Dodici anni fa volevamo solo rimettere a posto i canestri del Campetto del Principe, che cadeva a pezzi. Non c’era nessun piano a lungo termine, solo la voglia di ridare vita a un posto in cui siamo cresciuti.
Pensammo: se lo riempiamo di gente, magari smette di essere abbandonato, di essere utilizzato in malo modo – come succedeva allora – e torna ad avere un senso per tutti.
Così è nato il torneo, che da allora non si è più fermato.
Oggi siamo alla decima edizione, con un sacco di persone che aspettano questo evento ogni estate. Non ci saremmo mai immaginati tutto questo, ma vedere cosa è diventato ci emoziona ogni volta.
Quali sono le sfide più grandi da affrontare ogni anno?
Ogni edizione è come un puzzle gigante: ci sono mille pezzi da mettere insieme. Servono idee, sì, ma anche tanto lavoro concreto – dai permessi alla logistica, dallo stand all’organizzazione sul campo.
E poi ci sono gli imprevisti. Tipo quest’anno, che per vari motivi abbiamo dovuto cambiare location e lasciare il Campetto. Non è stato facile, ma abbiamo cercato di portare con noi l’anima del torneo.
L’ambiente è stato comunque bellissimo, ma il cuore resta sempre lì: al Campetto del Principe. Speriamo di tornarci presto.
E ne approfittiamo per ringraziare chi ci sta vicino ogni anno: amici, amministrazione, e da tre anni a questa parte l’associazione CDP.
C’è stato un momento o un’edizione che vi è rimasta particolarmente nel cuore?
La prima. Senza dubbio.
Perché era tutto nuovo, perché non sapevamo cosa aspettarci, e invece il campetto si è riempito subito. È stata un’esplosione di gente, energia e sorpresa.
Quel mix di entusiasmo e incoscienza non si ripeterà più. I ricordi di quei giorni sono ancora vivi, nitidi.
Poi certo, dalla seconda edizione in poi si è capito che c’era qualcosa di forte… e ogni anno è stato un crescendo, soprattutto grazie ad amici che hanno condiviso il nostro pensiero e per anni ne sono stati protagonisti, Emanuele e Gabriele tra i tanti, due pilastri. Ma la prima resta comune la più speciale.
Cosa rende questo torneo speciale, secondo voi?
Che non è solo un torneo. È un punto di incontro.
Un momento in cui la città si stringe, in cui rivedi facce che magari durante l’anno non riesci nemmeno a salutare.
Tutti portano qualcosa: chi gioca, chi guarda, chi aiuta, chi semplicemente passa a farsi un giro.
Il TRECONTROTRE è solo la scusa. Quello che conta davvero è la gente. È l’atmosfera. È sentirsi parte di qualcosa che abbiamo creato tutti insieme.
Obiettivi futuri?
Quest’anno abbiamo avuto due belle soddisfazioni: il premio Italive come miglior raduno sportivo 2024 e l’ingresso ufficiale nel circuito 3x3.
Non ce lo saremmo mai aspettato, ma abbiamo lavorato per esserci e ora che ci siamo… vogliamo continuare a crescere.
Ma allo stesso tempo vogliamo mantenere quello che era il TRECONTROTRE dei primi anni: un’occasione per tutti per giocare a basket e divertirsi, atleti e non.
Fare sempre meglio, coinvolgere ancora più persone, mantenere viva l’identità del torneo e il legame con la città.
E sì, tornare al Campetto. Perché è da lì che è partito tutto. E lì, se possibile, vogliamo tornare a scrivere le prossime pagine.