12/02/2026
Corcolle: un’area di straordinario valore ambientale e storico a rischio di trasformazioni incompatibili
L’area di Corcolle, nel quadrante est di Roma, è da anni al centro di una complessa vicenda amministrativa e giudiziaria legata al progetto di una discarica per rifiuti inerti all’interno di una ex cava, in un contesto territoriale di eccezionale pregio ambientale, paesaggistico e archeologico.
Il sito si colloca alla confluenza di tre corsi d’acqua pubblici, è circondato da estese aree boscate, ospita presenze archeologiche romane e preromane diffuse, ed è contermine alla Tenuta di Corcolle, identificata da numerose fonti come possibile sede dell’antica Querquetula.
Il tutto a circa un chilometro da Villa Adriana, patrimonio mondiale UNESCO, uno dei complessi archeologici più importanti d’Europa.
Negli ultimi anni, l’ipotesi di riattivazione dell’impianto di discarica è stata oggetto di dinieghi amministrativi, ricorsi e contenziosi, ai quali ha dato il suo contributo a tutela dei luoghi anche la nostra Rete. Una recente sentenza ha annullato il diniego al rinnovo dell’autorizzazione per vizi procedurali e difetti istruttori, senza però riconoscere alcun “diritto acquisito” alla realizzazione dell’impianto, né tantomeno una compatibilità automatica con il contesto territoriale.
La stessa pronuncia ha chiarito un punto fondamentale: la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale resta un interesse primario e prevalente, e ogni eventuale decisione futura dovrà essere sorretta da valutazioni rigorose, aggiornate e coerenti con i valori in gioco.
È proprio su questi valori che occorre oggi richiamare l’attenzione pubblica.
Corcolle non è un “vuoto da riempire”, ma un paesaggio unitario, in cui natura, storia e memoria si intrecciano:
– un nodo ecologico fluviale;
– un paesaggio agrario storico ancora leggibile;
– un contesto archeologico diffuso, non riducibile a singoli reperti;
– un’area di rispetto funzionale e visivo di Villa Adriana.
In un territorio già pesantemente segnato da infrastrutture e pressioni ambientali, l’ipotesi di una discarica – anche se definita “per inerti” – rappresenta una trasformazione incompatibile e irreversibile, in contrasto con i principi di precauzione, tutela del paesaggio e salvaguardia dei beni culturali sanciti dalla Costituzione e dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Per queste ragioni, le associazioni del territorio, insieme ad ALP – Alleanza Prenestina, annunciano l’avvio di un percorso coordinato di iniziative:
richieste formali di rafforzamento dei vincoli di tutela ambientale, paesaggistica e archeologica sull’area, in passato purtroppo contrastate con irresponsabilità anche da chi si è battuto contro la localizzazione della discarica;
attivazione di azioni di informazione pubblica e partecipazione civica;
interlocuzione con Regione, Città Metropolitana e Ministero della Cultura;
valutazione di ulteriori strumenti giuridici e amministrativi per scongiurare uno scempio annunciato.
La difesa di Corcolle non è una battaglia “contro” qualcuno, ma per il territorio, per la sua storia millenaria e per le generazioni future.
Roma e l'Agro Prenestino-Tiburtino non possono permettersi di perdere un altro pezzo del suo paesaggio più autentico.