06/10/2026
Robot esplosivi? Non è una novità!
Secondo un’inchiesta di Reuters del dicembre 2025, l’esercito israeliano carica di esplosivo vecchi blindati M113 in disuso e li guida a distanza verso l’obiettivo. Gli esperti sentiti da Reuters stimano da una a tre tonnellate per «robot»: un’esplosione che può avvicinarsi a quella di una bomba aerea Mark 84 da 2.000 libbre. Per il direttore generale del Ministero della Salute di Gaza, Munir al-Bursh (BBC News Arabic), si arriva a sette tonnellate.
I primi usi documentati risalgono a maggio 2024, nel campo profughi di Jabalia. Nell’ottobre 2024 un residente del nord di Gaza riferiva all’Euro-Med Monitor di un’esplosione che aveva distrutto sei o sette case in una volta sola.
Tra agosto e settembre 2025 l’uso si è intensificato: almeno 100 robot dal 13 agosto al 3 settembre in aree densamente abitate, secondo l’ufficio stampa governativo di Gaza (Middle East Eye). A inizio settembre l’Euro-Med Monitor stimava circa 15 veicoli fatti esplodere al giorno e 300 unità abitative distrutte, del tutto o in parte, ogni giorno a Gaza City e Jabalia, spesso di notte o all’alba. Al-Bursh riferisce che chi viveva a est è fuggito a ovest, dove la densità è salita a circa 60.000 abitanti per chilometro quadrato.
Le immagini satellitari analizzate da Reuters mostrano circa 650 edifici distrutti in 40 giorni tra Sabra, Tel al-Hawa e le aree vicine. Il portavoce della protezione civile di Gaza, Mahmoud Bassal, ha dichiarato a The National che i robot distruggono tutto entro 100 metri e in parte entro 300. Per l’Euro-Med Monitor sono armi indiscriminate, vietate dal diritto internazionale.
Abu Shammala, residente di Tel al-Zaatar, a The National: «Le esplosioni erano massicce, oltre ciò che la mente umana potesse sopportare. Ci hanno privato del sonno, hanno riempito i nostri cuori di paura e, quando siamo tornati a casa dopo la tregua, non abbiamo trovato più nulla, letteralmente, non una pietra sull’altra.» Parla della tregua del 19 gennaio 2025.