Unione Coltivatori Italiani Regione Sicilia

Unione Coltivatori Italiani Regione Sicilia Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Unione Coltivatori Italiani Regione Sicilia, Sindacato, Via Marchese di Villabianca 21, Palermo.

19/06/2026

𝐀𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨: “ *𝐈𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞, 𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢 𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐞 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀”

«L’agricoltura italiana continua a dimostrare una straordinaria capacità di resistenza. I dati del 2025 ci raccontano un settore che cresce, che mantiene la propria forza produttiva e che si conferma un punto di riferimento in Europa. Ma sarebbe un errore fermarsi ai numeri e pensare che tutto vada bene». Lo dichiara Mario Serpillo, Presidente nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI), commentando i dati diffusi dall’Istat sui conti economici dell’agricoltura.
«L'Italia resta il primo Paese dell'Unione Europea per valore agricolo aggiunto e questo è un risultato che deve renderci orgogliosi. Significa che il lavoro degli agricoltori continua a generare ricchezza, qualità e competitività. Allo stesso tempo, però, vediamo un'agricoltura che deve fare i conti con un clima sempre più imprevedibile, con costi che tornano a crescere e con un numero di occupati che continua lentamente a diminuire».
Secondo il Presidente Serpillo, il 2025 ha evidenziato luci e ombre. «Ci sono comparti che hanno registrato risultati incoraggianti, come l'olio d'oliva, il vino e i cereali, mentre altri continuano a soffrire. Pensiamo alla frutta, che ha subito un forte calo produttivo, o agli agrumi, che continuano a fare i conti con difficoltà legate sia al clima sia ai costi di produzione. Questo dimostra quanto il settore agricolo sia ormai esposto a fattori che gli agricoltori non possono controllare da soli».
Il Presidente dell'UCI richiama poi l'attenzione sul valore umano del settore: «Dietro ogni dato ci sono aziende, famiglie e territori. Preoccupa vedere diminuire il numero degli occupati, soprattutto degli imprenditori agricoli indipendenti. Se vogliamo garantire un futuro alle nostre campagne dobbiamo rendere l'agricoltura più attrattiva per i giovani e creare condizioni che consentano alle imprese di investire e programmare con serenità».
Per Serpillo un segnale positivo arriva dal Mezzogiorno, che mostra dinamismo e capacità di crescita. «Il Sud sta dimostrando ancora una volta di avere enormi potenzialità. Dall'olivicoltura alla viticoltura, passando per molte produzioni di qualità, esistono territori che stanno reagendo bene. Ora servono infrastrutture, gestione efficiente della risorsa idrica e politiche che accompagnino questa crescita senza lasciarla sulle spalle delle sole imprese agricole».
«L'agricoltura italiana – conclude Serpillo – continua a fare la propria parte, contribuendo alla sicurezza alimentare, alla tutela del territorio e alla crescita economica del Paese. Ma non possiamo limitarci a celebrare i risultati. È il momento di costruire le condizioni perché questa forza diventi stabile e duratura, sostenendo chi ogni giorno lavora la terra e affronta sfide sempre più complesse».

18/06/2026

𝐒𝐩𝐫𝐞𝐜𝐨 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨: "𝐃𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐛𝐨 𝐞 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨"

“Ogni alimento che finisce nella spazzatura rappresenta non solo uno spreco di risorse naturali, ma anche una perdita economica per agricoltori, trasformatori e consumatori. Per questo l'innovazione può diventare uno strumento strategico nella lotta allo spreco alimentare, soprattutto quando è in grado di migliorare la conservazione dei prodotti e preservarne la qualità più a lungo.”
A sottolinearlo è Mario Serpillo, Presidente nazionale dell'Unione Coltivatori Italiani, commentando i risultati di recenti studi che evidenziano le potenzialità dell'elettrofilatura, una tecnologia che consente di realizzare materiali innovativi destinati anche agli imballaggi alimentari.
"Ridurre lo spreco alimentare significa tutelare il lavoro degli agricoltori, limitare l'impatto ambientale delle produzioni e garantire maggiore efficienza all'intera filiera. Per questo guardiamo con interesse alle innovazioni che possono contribuire a conservare meglio gli alimenti e ad aumentarne la sicurezza."
Secondo le ricerche più recenti, l'elettrofilatura potrebbe consentire la realizzazione di packaging intelligenti dotati di proprietà antibatteriche e antiossidanti, capaci di rallentare il deterioramento degli alimenti e proteggerli più efficacemente da calore e umidità.
"In un contesto in cui il cambiamento climatico rende sempre più complessa la conservazione dei prodotti agricoli, soprattutto durante i mesi più caldi, ogni innovazione che aiuta a ridurre le perdite merita attenzione e investimenti. Pensiamo all'ortofrutta, ai prodotti freschi e a tutte quelle produzioni particolarmente sensibili agli sbalzi termici."
Per l'UCI, tuttavia, la sfida non è soltanto tecnologica.
"La ricerca deve dialogare con il mondo produttivo. Le innovazioni diventano davvero utili quando riescono a essere accessibili alle imprese agricole e agroalimentari, comprese quelle di piccole dimensioni che rappresentano gran parte del tessuto produttivo italiano."
Serpillo ricorda inoltre che la riduzione degli sprechi è uno degli strumenti più efficaci per migliorare la sostenibilità del sistema alimentare.
"Quando un alimento viene gettato via, vengono sprecati anche acqua, suolo, energia, lavoro e investimenti. Ridurre le perdite lungo la filiera significa valorizzare le produzioni agricole e rafforzare la sicurezza alimentare del Paese."
"L'innovazione non sostituirà mai l'esperienza e la professionalità degli agricoltori, ma può diventare un alleato prezioso per affrontare le grandi sfide del nostro tempo: cambiamento climatico, sostenibilità, competitività e lotta allo spreco."
L'Unione Coltivatori Italiani (UCI) auspica un rafforzamento degli investimenti pubblici e privati nella ricerca applicata al settore agroalimentare, affinché le nuove tecnologie possano tradursi in benefici concreti per le imprese agricole, i consumatori e l'ambiente.

18/06/2026

Audizioni sull’Atto del Governo n. 406 (Schema D.Lgs sul settore florovivaistico), di rappresentanti di: Associazione fioristi della Puglia, Alleanza delle cooperative - settore agroalimentare, Unione coltivatori italiani, Associazione italiana coltivatori - AIC, CNA, Confartigianato, Confcommerci...

16/06/2026

𝐀𝐜𝐪𝐮𝐚, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨: “𝐋’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐝’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚, 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐚. 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢, 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞”

“L’Italia deve affrontare il tema dell’acqua superando gli interventi emergenziali e sviluppando una visione nazionale, stabile e coordinata, capace di tenere insieme risorsa idrica, agricoltura, comunità locali, montagna, innovazione e infrastrutture”.
Il Presidente nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI), Mario Serpillo commenta i temi emersi nel corso del seminario, svoltosi nei giorni scorsi a Mantova, organizzato dalla Fondazione Symbola, durante il quale è stata rivolta particolare attenzione ai panel sull’economia circolare e sulle nuove filiere dell’acqua.
“In Italia cadono ogni anno oltre 300 miliardi di metri cubi di precipitazioni, ma - a tutt’oggi - una parte significativa di questa risorsa non viene trattenuta e finisce direttamente in mare. Parallelamente, secondo gli ultimi dati disponibili, le perdite delle reti idriche nazionali superano ancora il 40% dell’acqua immessa negli acquedotti, con punte molto più elevate in alcune aree del Mezzogiorno. Sono numeri che da molto tempo raccontano una realtà drammatica: essi documentano e dimostrano, non solo le gravi criticità presenti sul territorio nazionale, ma l’inerzia con cui esse vengono affrontate. Il problema non è soltanto la disponibilità della risorsa, ma la capacità di gestirla”.
Il Presidente dell’UCI, Mario Serpillo sottolinea, ancora una volta, che la questione idrica riguarda direttamente il futuro dell’agricoltura italiana. “L’agricoltura utilizza circa il 50% dell’acqua consumata nel nostro Paese ed è il settore che più di tutti subisce gli effetti della crisi climatica. Negli ultimi anni abbiamo assistito a periodi di siccità sempre più frequenti alternati a precipitazioni estreme e concentrate. Senza invasi, reti efficienti, manutenzione e programmazione, gli agricoltori si trovano a fronteggiare danni economici enormi e una crescente incertezza produttiva”.
In tal senso, la crisi siciliana rappresenta uno degli esempi più evidenti delle criticità del sistema; anche in presenza di precipitazioni molto più abbondanti, come quelle verificatesi nelle scorse stagioni.
“La Sicilia ha vissuto negli ultimi anni una delle peggiori emergenze idriche della sua storia recente. Eppure non siamo davanti a una carenza assoluta di acqua; tuttavia, la regione soffre le conseguenze di infrastrutture insufficienti, reti obsolete e capacità di accumulo non adeguate. È la dimostrazione che la gestione della risorsa è ormai importante quanto la risorsa stessa”.
Il Presidente dell’UCI richiama anche il ruolo strategico delle aree interne e montane. “Circa il 35% delle risorse idriche superficiali italiane nasce nei territori montani. Eppure, molte comunità che custodiscono sorgenti, boschi e bacini continuano a soffrire carenze infrastrutturali e spopolamento. Dobbiamo riconoscere il valore economico e ambientale dei servizi ecosistemici che queste aree garantiscono all’intero Paese”.
Accanto al tema dell’acqua, Serpillo sottolinea il valore dell’economia circolare come leva di competitività.
“L’Italia è già tra i leader europei nel riciclo dei rifiuti e nel recupero di materiali. Oltre il 70% degli imballaggi viene avviato a riciclo, una percentuale superiore alla media europea. Questo dimostra che sostenibilità e competitività possono crescere insieme. Lo stesso approccio deve essere applicato alla filiera dell’acqua, puntando sul riuso, sulla depurazione avanzata, sul recupero dei materiali e sulla valorizzazione degli scarti”.
Secondo l’UCI, le innovazioni più avanzate, dalla digitalizzazione delle reti ai contatori intelligenti, fino alle nuove tecnologie per il recupero dei materiali derivanti dai processi di depurazione, indicano una direzione chiara. “Eppure - afferma Serpillo - l’innovazione da sola non può bastare. Dopo circa 5 miliardi di euro investiti dal PNRR nel settore idrico occorre garantire continuità agli interventi, accelerare le autorizzazioni e costruire una strategia di lungo periodo. L’Italia ha bisogno di una politica dell’acqua adeguata alle sfide climatiche, agricole e produttive che ci attendono. Non serve soltanto - conclude il Presidente - aver istituito una cabina di regia nazionale, bisogna farla funzionare affinché sia capace di coordinare competenze, investimenti e territori. Se l’acqua è una risorsa strategica per il Paese essa deve essere una priorità politica permanente”.

10/06/2026

𝐋’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨 (𝐔𝐂𝐈): «𝐏𝐮𝐨̀ 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨𝐫𝐢, 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐥’𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚»

Droni, sensori, sistemi predittivi e algoritmi sempre più sofisticati stanno trasformando il settore agricolo. Anche in Italia cresce l’utilizzo delle tecnologie digitali applicate alle coltivazioni, alla gestione delle risorse idriche e al monitoraggio delle produzioni. Un processo che rappresenta una grande opportunità per aumentare efficienza e sostenibilità, ma che non può prescindere dal ruolo centrale dell’agricoltore.
A sottolinearlo è Mario Serpillo, Presidente nazionle dell’UCI – Unione Coltivatori Italiani, intervenendo nell’ambito del crescente dibattito sull’intelligenza artificiale, con particolare attenzione al suo impiego in agricoltura.
«L’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento straordinario per affrontare alcune delle principali sfide che il settore agricolo si trova davanti: cambiamenti climatici, siccità, aumento dei costi produttivi e necessità di utilizzare in modo più efficiente acqua ed energia. Tuttavia, dobbiamo evitare l’errore di considerarla una panacea per tutti i problemi perché essa non potrà e non dovrà sostituire l’intelligenza, la sensibilità e il lavoro dell’uomo.»
Secondo le più recenti rilevazioni sull’Agricoltura 4.0, il mercato delle tecnologie digitali applicate al settore ha raggiunto in Italia un valore di circa 2,5 miliardi di euro, con una crescita che conferma il forte interesse delle imprese verso l’innovazione. Eppure, una larga parte delle aziende agricole continua a incontrare difficoltà nell’accesso agli strumenti digitali, alle competenze e agli investimenti necessari per adottarli in maniera efficace.
«Un algoritmo può elaborare migliaia di dati in pochi secondi, individuare anomalie o suggerire interventi. Ma non può sostituire l’esperienza di chi vive la terra ogni giorno. L’agricoltore conosce i propri campi, osserva le stagioni, interpreta segnali che spesso sfuggono ai modelli matematici e prende decisioni basandosi su una conoscenza costruita negli anni. Questa capacità umana resta insostituibile.»
Per il Presidente dell’UCI, Mario Serpillo il rischio è quello di alimentare una narrazione che vede la tecnologia come alternativa al lavoro agricolo, anziché come uno strumento al suo servizio.
«L’agricoltura non è una catena di montaggio. Ogni territorio ha caratteristiche uniche, ogni stagione presenta variabili imprevedibili e ogni azienda sviluppa un patrimonio di conoscenze che non può essere replicato da una macchina. L’intelligenza artificiale deve supportare gli agricoltori nelle decisioni, non sostituirne il ruolo.»
Il Presidente Serpillo, concludendo, richiama l’attenzione sulla necessità di accompagnare la transizione tecnologica con adeguate politiche di formazione e sostegno alle imprese agricole.
«L’innovazione deve essere accessibile a tutti, non soltanto alle grandi realtà. Servono investimenti per migliorare le competenze, potenziare la connettività delle aree rurali e la diffusione delle tecnologie anche nelle aziende di piccole e medie dimensioni. Il futuro dell’agricoltura sarà costruito dall’incontro tra innovazione e conoscenza umana. Senza gli agricoltori, nessuna intelligenza artificiale sarà mai in grado di custodire e valorizzare il patrimonio agricolo dei nostri territori.»

05/06/2026

𝐂𝐚𝐩𝐨𝐫𝐚𝐥𝐚𝐭𝐨, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨 (𝐔𝐂𝐈): “𝐂𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐢𝐧 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐝𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐒𝐥𝐚𝐯𝐞𝐫𝐲 𝐅𝐫𝐞𝐞 (𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐢𝐭𝐮̀)“

Il Presidente nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI), di fronte all’atto di criminale ferocia avvenuto ad Amendolara (CS) -dove sono stati bruciati vivi in un auto quattro braccianti agricoli pakistani perché avevano chiesto di essere pagati - lancia un accorato appello: “Oltre lo sgomento e il raccapriccio il mondo agricolo e produttivo, le nostre Istituzioni, i sindacati, i consumatori e le loro associazioni, devono sentire il dovere morale di assumere una posizione netta contro realtà di disumano sfruttamento, di vera e propria schiavitù odiosamente diffuse nelle nostre campagne e non solo (vedi anche il settore tessile). Quel che è accaduto in Calabria, se confermato dagli inquirenti, è assolutamente intollerabile e a fronte di molte realtà produttive virtuose - afferma il Presidente, Mario Serpillo - dobbiamo prendere atto che questo fenomeno sommerso è tristemente esteso e tollerato sul nostro territorio. Soltanto episodi efferati o di drammatica eclatanza riportano il problema alla ribalta delle cronache. Da Satnam Singh il bracciante indiano abbandonato e lasciato morire dopo che un macchinario gli aveva trinciato il braccio nel 2025, a Paola Clemente la giovane donna pugliese morta dieci anni fa, nel luglio del 2016, mentre lavorava ad Andria all’acinellatura dell’uva, con una temperatura di oltre quaranta gradi. Ma forme di estremo sfruttamento, di sottomissione e di violenza - prosegue il Presidente Serpillo – sono, ahinoi, all’ordine del giorno. ”Secondo il Presidente dell’UCI, le situazioni di lavoro irregolare, di braccianti, nella maggioranza stranieri e privi di documenti, sono le condizioni ideali per favorire le infiltrazioni di stampo mafioso e per l’istaurazione di un controllo totale e criminoso sulla manodopera agricola. “Non possiamo accettare di tornare al feudalesimo nelle campagne e di tollerare un esercizio di potere totale e schiavistico sui lavoratori. I costi di produzione non devono mai diventare il costo di vite umane. L’agricoltura italiana non può trasformarsi in un settore dove i controlli vengono meno, la sicurezza sul lavoro azzerata e il risparmio sui costi finisce per essere pagato dai lavoratori. La manodopera straniera è notoriamente vitale per la nostra economia, soprattutto per il settore agroalimentare, e non può essere soggetta a questioni meramente demagogiche e propagandistiche. Se i flussi migratori vanno regolamentati, significa anche che essi devono essere necessariamente aumentati e che l’accesso ai documenti ed i permessi per i lavoratori immigrati deve essere reso semplice e rapido. Gli ideologismi, gli attendismi, contro l’immigrazione tout court, che nulla hanno a che vedere con la sicurezza dei nostri territori, favoriscono di contro, da una parte la proliferazione di fenomeni criminali di violenza e sfruttamento sui lavoratori, dall’altra, realtà di totale degrado sociale, la marginalità di intere fasce di popolazione che diventano a loro volta bacino di manovalanza per la criminalità organizzata.” Le stime più recenti riferiscono che oltre 230.000 lavoratori agricoli sono a rischio di vulnerabilità e di grave sfruttamento e che il loro tasso di irregolarità nel nostro Paese rimane tra i più elevati. Il Presidente dell’UCI, Mario Serpillo sottolinea come la lotta al caporalato, al lavoro irregolare, alle infiltrazioni criminali, non possa essere demandata soltanto alla Magistratura e alle Forze dell’ordine: “Malgrado le attività ispettive questi fenomeni restano difficili da eradicare ed essi danneggiano anche la stragrande maggioranza delle aziende agricole sane che lavorano nel rispetto delle regole, dei diritti e della legalità, alterando la concorrenza e il valore del lavoro onesto”. Al fine di mettere in atto strategie efficaci nella lotta al caporalato e all’illegalità, il Presidente Serpillo conclude ribadendo la necessità di coinvolgere l’intera filiera agroalimentare, fino alla grande distribuzione, le Istituzioni e le associazioni di categoria e di consumatori. “Questa intollerabile e perdurante realtà di oppressione e sfruttamento di esseri umani richiede un’azione congiunta che oltre a snidare le nicchie di illegalità renda tracciabile e trasparente l’intero percorso produttivo. Dobbiamo adoperarci affinché, in tempi brevi, venga introdotta una certificazione dei prodotti che accanto alla loro provenienza, all’assenza di ogm, di antibiotici o al benessere animale e similari, attesti anche il rispetto dei diritti umani e del lavoro. Un marchio Slavery Free che crei uno spartiacque che sostenga e tuteli le aziende in regola e i consumatori aiutandoli ad orientarsi nelle loro scelte.”

28/05/2026

Un Congresso Nazionale è un momento di confronto, a volte anche dur...

28/05/2026

𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨: “𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐥𝐞𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢: 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀”

Il Presidente nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI) propone di compiere una riflessione seria e profonda, alleggerita da ideologismi e toni propagandistici o demagogici, sulla situazione economica nel nostro Paese e sui preoccupanti dati relativi alla mancata crescita. Le ragioni sono annose e strutturali, radicate in questioni irrisolte che si dovranno derimere e affrontare con riforme coraggiose e il più possibile condivise. “Uno dei nodi fondamentali che deve essere sciolto con urgenza – afferma il Presidente, Mario Serpillo - è il problema dell’approvvigionamento energetico. Il costo dell’energia costituisce un limite enorme ed invalidante per la crescita economica sia per il comparto industriale che per quello agricolo. I conflitti in corso, gli inquietanti scenari internazionali che si profilano - prosegue Serpillo - offrono prospettive economiche assai incerte ed instabili. La questione dell’autonomia energetica è centrale e nevralgica in particolar modo per l’Italia”
Il Presidente dell’UCI richiama la politica e le Istituzioni ad assumersi seriamente le proprie responsabilità - “Non è questo il momento di pretestuose spinte antieuropeiste: le politiche europee si devono e si potranno correggere, e i nostri rappresentanti nel Parlamento europeo sono lì per rappresentarci. Resta il fatto, però, che il nostro Paese, pur avendo ricevuto molti fondi dall’Europa, non ha saputo fare le riforme e gli investimenti necessari per tradurli in sviluppo economico. In questo quadro, il problema dei costi energetici è indicato come il fattore principale che ha impedito in questi anni la crescita e non sarà certo spostando l’attenzione sul nucleare - chiarisce Serpillo - che lo si potrà affrontare realisticamente, sia in temini di tempi che di costi. Le energie rinnovabili e sostenibili sono la vera alternativa sicura e duratura che abbiamo a portata di mano. Oggi le famiglie e le imprese italiane continuano a pagare bollette molto più alte rispetto ad altri Paesi europei che hanno investito con maggiore decisione nelle fonti pulite. Accelerare sulla transizione significa anche ridurre la dipendenza energetica e costruire maggiore stabilità economica”.
Il Presidente dell’UCI sottolinea, inoltre, il valore economico e sociale della transizione energetica. “Gli investimenti nelle rinnovabili possono generare occupazione stabile, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree interne. I dati parlano di oltre 73 mila nuovi posti di lavoro potenziali solo nel Sud, con migliaia di giovani coinvolti. È una leva concreta contro lo spopolamento e per ridare centralità economica ai territori agricoli. Tuttavia – incalza Serpillo – sebbene l’Italia continui a crescere sulle energie rinnovabili, i ritmi restano ancora insufficienti: appena il 33% rispetto agli obiettivi fissati per il 2030. È necessario accelerare, ma farlo con equilibrio, evitando che la transizione energetica si trasformi in consumo indiscriminato di suolo agricolo e alterazione del paesaggio. La sfida - conclude il Presidente dell’Unione Coltivatori Italiani, Mario Serpillo - non può essere affrontata contrapponendo energia e agricoltura. Il suolo agricolo è una risorsa strategica, produttiva e ambientale. L’Italia deve puntare su modelli realmente integrati come l’agrivoltaico avanzato, il recupero delle aree industriali dismesse, l’utilizzo delle coperture agricole e lo sviluppo delle comunità energetiche rurali. Serve una transizione che produca energia senza cancellare identità territoriali, biodiversità e paesaggi”.

27/05/2026

Aree interne, Serpillo: “𝑫𝒂𝒍 𝑴𝒐𝒍𝒊𝒔𝒆 𝒊𝒍 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒅𝒊 𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝒅𝒆𝒍 𝑮𝒊𝒖𝒅𝒊𝒄𝒆 𝒆𝒔𝒆𝒎𝒑𝒊𝒐 𝒅𝒊 𝒓𝒊𝒏𝒂𝒔𝒄𝒊𝒕𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒍’𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂 𝒅𝒐𝒗𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒆 𝒓𝒆𝒑𝒍𝒊𝒄𝒂𝒓𝒆”.

Il Presidente nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI), Mario Serpillo pone in rilievo il progetto di rigenerazione territoriale avviato nel borgo molisano da alcuni anni a questa parte: “L’esperienza di Castel del Giudice dimostra che esiste un’alternativa concreta allo spopolamento delle aree interne e alla desertificazione sociale ed economica dei piccoli borghi italiani. Un modello che mette insieme agricoltura, biodiversità, innovazione, comunità e turismo consapevole, restituendo dignità e prospettive ai territori marginali”.
Per il Presidente Serpillo, iniziative come l’apiario di comunità, il recupero dei meleti antichi, la valorizzazione forestale, il turismo diffuso e le comunità energetiche rinnovabili rappresentano “una delle poche strade realmente percorribili per invertire la crisi delle aree interne italiane, oggi schiacciate tra mancanza di servizi, assenza di lavoro e centralizzazione urbana”.
“Qui – prosegue Serpillo – non si parla di teoria o di slogan, ma di occupazione reale, filiere locali, recupero ambientale e nuove economie legate alla terra. L’idea che agricoltura, tutela ambientale e turismo sostenibile possano convivere e rafforzarsi a vicenda non solo è possibile, ma è già una consolidata realtà. Ed è proprio questo il punto: esperienze simili dovrebbero essere sostenute economicamente, finanziate e replicate su scala nazionale”.
Secondo il Presidente dell’UCI, il tema non riguarda soltanto la salvaguardia dei borghi, ma anche “la necessità di offrire una alternativa credibile e umana al modello di vita esclusivamente urbano, spesso sempre più insostenibile sotto il profilo economico, sociale e ambientale”.
“Molti giovani – osserva Serpillo – oggi cercano: migliore qualità della vita, contatto con la natura, relazioni autentiche e lavori che siano legati ai territori. Ma senza investimenti strutturali, infrastrutture, incentivi e servizi, tutto questo rischia di restare solo una suggestione romantica. Castel del Giudice dimostra invece che si può costruire un’economia della restanza, fondata sulla biodiversità, sull’agroecologia, sulla gestione sostenibile dei boschi, sull’ospitalità diffusa e sulle energie rinnovabili”.
Per l’UCI, esperienze di questo tipo dovrebbero diventare “centrali nelle politiche nazionali ed europee dedicate alle aree interne, al contrasto della crisi climatica e alla rigenerazione territoriale”, anche attraverso strumenti dedicati che incentivino giovani agricoltori, cooperative di comunità, turismo lento e filiere agricole locali.
“L’Italia – conclude il Presidente, Mario Serpillo – non può continuare a considerare le aree interne come periferie agonizzanti da assistere. Esse sono invece laboratori strategici di resilienza climatica, produzione agricola sostenibile, biodiversità e coesione sociale. Difendere questi territori significa difendere il futuro stesso del Paese”.

Indirizzo

Via Marchese Di Villabianca 21
Palermo
90143

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