19/06/2026
𝐀𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨: “ *𝐈𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞, 𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢 𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐞 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀”
«L’agricoltura italiana continua a dimostrare una straordinaria capacità di resistenza. I dati del 2025 ci raccontano un settore che cresce, che mantiene la propria forza produttiva e che si conferma un punto di riferimento in Europa. Ma sarebbe un errore fermarsi ai numeri e pensare che tutto vada bene». Lo dichiara Mario Serpillo, Presidente nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI), commentando i dati diffusi dall’Istat sui conti economici dell’agricoltura.
«L'Italia resta il primo Paese dell'Unione Europea per valore agricolo aggiunto e questo è un risultato che deve renderci orgogliosi. Significa che il lavoro degli agricoltori continua a generare ricchezza, qualità e competitività. Allo stesso tempo, però, vediamo un'agricoltura che deve fare i conti con un clima sempre più imprevedibile, con costi che tornano a crescere e con un numero di occupati che continua lentamente a diminuire».
Secondo il Presidente Serpillo, il 2025 ha evidenziato luci e ombre. «Ci sono comparti che hanno registrato risultati incoraggianti, come l'olio d'oliva, il vino e i cereali, mentre altri continuano a soffrire. Pensiamo alla frutta, che ha subito un forte calo produttivo, o agli agrumi, che continuano a fare i conti con difficoltà legate sia al clima sia ai costi di produzione. Questo dimostra quanto il settore agricolo sia ormai esposto a fattori che gli agricoltori non possono controllare da soli».
Il Presidente dell'UCI richiama poi l'attenzione sul valore umano del settore: «Dietro ogni dato ci sono aziende, famiglie e territori. Preoccupa vedere diminuire il numero degli occupati, soprattutto degli imprenditori agricoli indipendenti. Se vogliamo garantire un futuro alle nostre campagne dobbiamo rendere l'agricoltura più attrattiva per i giovani e creare condizioni che consentano alle imprese di investire e programmare con serenità».
Per Serpillo un segnale positivo arriva dal Mezzogiorno, che mostra dinamismo e capacità di crescita. «Il Sud sta dimostrando ancora una volta di avere enormi potenzialità. Dall'olivicoltura alla viticoltura, passando per molte produzioni di qualità, esistono territori che stanno reagendo bene. Ora servono infrastrutture, gestione efficiente della risorsa idrica e politiche che accompagnino questa crescita senza lasciarla sulle spalle delle sole imprese agricole».
«L'agricoltura italiana – conclude Serpillo – continua a fare la propria parte, contribuendo alla sicurezza alimentare, alla tutela del territorio e alla crescita economica del Paese. Ma non possiamo limitarci a celebrare i risultati. È il momento di costruire le condizioni perché questa forza diventi stabile e duratura, sostenendo chi ogni giorno lavora la terra e affronta sfide sempre più complesse».