21/10/2026
Spettacolo dal vivo, sciopero il 23 ottobre e sit-in davanti al Teatro Biondo. Slc Cgil e Uilfpc: “Aumenti inadeguati, che non compensano 5 anni di mancato rinnovo contrattuale”
A Palermo le lavoratrici e i lavoratori del Teatro Biondo e gli artisti scritturati incroceranno le braccia il 23 ottobre. Dopo la rottura delle trattative con Federvivo, i sindacati hanno infatti proclamato uno sciopero nazionale che si articolerà tra il 21 e il 30 ottobre.
A Palermo lo sciopero si terrà venerdì dalle 9 alle 21 e ci sarà un sit-in davanti all’ingresso del Teatro Biondo Stabile di Palermo. Al mattino al presidio parteciperanno impiegati e amministrativi e nel pomeriggio tecnici e scritturati, ovvero attori e artisti. Parteciperanno anche attori e attrici free lance. “Dopo oltre due anni di trattative e un contratto nazionale fermo dal 2021 – dichiarano le segreterie di Slc Cgil Palermo e Uilfpc Sicilia - la rottura del confronto con Federvivo certifica il fallimento di un negoziato che avrebbe dovuto dare risposte concrete a migliaia di lavoratrici e lavoratori Le proposte economiche avanzate dalla parte datoriale risultano infatti largamente insufficienti rispetto all'inflazione accumulata negli anni e non consentono alcun reale recupero del potere d'acquisto perso”.
La situazione del personale del Teatro Biondo, in attesa del rinnovo del contratto dello spettacolo dal vivo, continua a operare in un contesto caratterizzato da salari contenuti, crescente precarietà e scarse prospettive di valorizzazione professionale. “Ancora più grave è la condizione degli scritturati, comprendente attori, musicisti, ballerini e tecnici, per i quali gli incrementi proposti appaiono del tutto inadeguati rispetto alle responsabilità e alle competenze richieste – aggiungono Slc Cgil e Uilfpc - Sono naufragate anche le richieste sindacali finalizzate a modernizzare il settore, attraverso l’unificazione dei contratti, una classificazione unica del personale e la semplificazione degli istituti retributivi”.
Per i dipendenti dai teatri, la proposta prevede un incremento del 18% distribuito in tre anni, mentre per il personale scritturato l’aumento proposto è del 20%, sempre diluito nell’arco di tre anni e senza il riconoscimento di arretrati, nonché l’aumento della diaria pari al 20%.
“La protesta – continuano Slc Cgil Palermo e Uilfpc Sicilia - va oltre la semplice rivendicazione salariale: è una richiesta di riconoscimento economico e di dignità per tutte le professionalità che ogni giorno garantiscono la produzione culturale del Paese”.
La mobilitazione culminerà con la manifestazione nazionale prevista a Roma il 9 novembre, un appuntamento che punta a riportare al centro del dibattito pubblico le condizioni di chi lavora nei teatri italiani. Le organizzazioni sindacali ribadiscono che “non è più accettabile che un settore strategico per la cultura e la crescita del Paese continui a essere sostenuto da lavoratrici e lavoratori costretti a fare i conti con salari inadeguati e contratti non rinnovati da anni. È tempo che alle parole sul valore della cultura seguano fatti concreti e investimenti reali nelle persone che la producono ogni giorno”.