27/03/2026
Volevo condividere con voi, un messaggio diverso dal solito per questa giornata.
Dal 1962,il 27 marzo di ogni anno si celebra “La giornata mondiale del Teatro”.
Ogni anno, una personalità del mondo del teatro è invitata a condividere le proprie riflessioni sul tema del Teatro e della Pace tra i popoli. Questo, che viene chiamato "il messaggio internazionale", è tradotto in diverse lingue ed è, poi, letto davanti a decine di migliaia di spettatori prima della rappresentazione della sera nei teatri nel mondo intero.
Quest’anno,l’autore di questo messaggio é Willem Dafoe,che sceglie di concludere il suo messaggio così:
“Ogni organo di senso è una porta d’accesso all’incontro e, attraverso questo incontro, raggiungiamo una maggiore definizione di chi siamo. Attraverso la narrazione, l’estetica, il linguaggio, il movimento, la scenografia, il teatro come forma d’arte totale può farci vedere cos'è stato, cos'è e cosa potrà essere il nostro mondo.”
Queste parole ci ricordano quanto il teatro, nella sua forma più completa, sia capace di parlare a tutti, andando oltre i confini visibili e invisibili.
È proprio in questa direzione che il lavoro di Art of Communication prende vita: portare la lingua dei segni dentro il teatro, dentro i musical, significa trasformare ciò che spesso viene percepito come un limite — l’assenza o la difficoltà uditiva — in una nuova possibilità di accesso, di espressione, di partecipazione.
Non è un muro, ma una soglia. Non è una mancanza, ma un’altra strada.
Le mani diventano voce, ritmo, emozione. Diventano ponte.
E quando, alla fine dello spettacolo “Per amare: non bastano solo le parole”, interpretato interamente in LIS, il pubblico si unisce a noi segnando la canzone finale, accade qualcosa di potente: cade ogni distanza.
Non esiste più distinzione tra chi “può” e chi “non può” sentire.
Esiste solo un linguaggio condiviso, fatto di segni, di emozione, di presenza.
È lì che il teatro torna alla sua essenza più autentica: un luogo in cui tutti possono incontrarsi.
Perché comunicare non è solo parlare nè sentire.
Grazie a chi si prenderà il tempo di soffermarsi su queste parole, e chi le condividerà magari con un amico.
L’accessibilità non è facoltativa, ma un bene prezioso.
The Italian Performer LIS